Lunedì 4 Febbraio 2019

4a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Lettera agli Ebrei 11,32-40; Salmo 30,20-24; Vangelo di Marco 5,1-20

Salmo 30,20-24

Rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore.

20 Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
la dispensi, davanti ai figli dell’uomo,
a chi in te si rifugia.

21 Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda,
lontano dai litigi delle lingue.

22 Benedetto il Signore,
che per me ha fatto meraviglie di grazia
in una città fortificata.

23 Io dicevo, nel mio sgomento:
«Sono escluso dalla tua presenza».
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera
quando a te gridavo aiuto.

24 Amate il Signore, voi tutti suoi fedeli;
il Signore protegge chi ha fiducia in lui
e ripaga in abbondanza chi opera con superbia.

Vangelo di Marco 5,1-20

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli 1 giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. 2 Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. 3 Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, 4 perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. 5 Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. 6 Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi 7 e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!» 8 Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!» 9 E gli domandò: «Qual è il tuo nome?» «Il mio nome è Legione - gli rispose - perché siamo in molti». 10 E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. 11 C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. 12 E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». 13 Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
14
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. 15 Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. 16 Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. 17Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
18
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. 19 Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». 20 Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

Spazio di Dio

Nel paese dei Gerasèni c’è spazio per la morte, c’è posto per i sepolcri, per i morti, c’è posto per i morti nei sepolcri. Nel paese dei Gerasèni c’è spazio per Satana, c’è posto per una legione intera di demòni, c’è posto per un uomo posseduto da Satana e i suoi demòni. Nel paese dei Gerasèni Satana ha tutto lo spazio e il posto che vuole per far vivere i figli di Dio nella corruzione, in ogni tipo di corruzione, corruzione che colpisce l’uomo nella vita sociale quanto nel DNA, corruzione che fa marcire la vita dell’umanità tra le tombe e i sepolcri di un’esistenza oscura e infelice. Nel paese dei Gerasèni c’è spazio perché Satana entri in un uomo per possederlo, fino a farlo vivere come un morto tra i morti. Nel paese dei Gerasèni c’è spazio per l’uomo posseduto nello spirito dal male e pilotato nella mente dalla volontà altrui, c’è posto per sottometterlo al punto di desostanziarlo di se stesso, e svuotarlo da Dio. Nel paese dei Gerasèni c’è spazio giorno e notte per le grida di terrore e disperazione dell’uomo che, senza accorgersene, ha consegnato la propria libertà, dignità, intelligenza e le proprie prospettive a menti così malvagie che hanno istituzionalizzato e legalizzato l’ingiustizia, il saccheggio, la rapina, la corruzione. Nel paese dei Gerasèni c’è posto per il più imprevedibile dei paradossi. Gli unici che corrono incontro a Gesù, dopo averlo visto e riconosciuto da lontano, sono i demòni, la legione dei demòni. Sono i demòni che appena vedono Gesù comprendono immediatamente che, se lui troverà spazio nel cuore della gente di quella regione, per loro non ci sarà più posto in quel territorio. Nel paese dei Gerasèni la legione dei demòni e non la comunità umana ha spazio intellettuale per sapere esattamente chi è Gesù, tanto che dice, per voce dell’indemoniato: che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi! Nel paese dei Gerasèni c’è spazio per una grande mandria di duemila maiali affamati, e nella mandria di maiali la legione scopre un luogo per rimanere in quella regione, vicino alla comunità degli uomini. Nel paese dei Gerasèni c’è spazio per l’uomo di liberarsi dal male, per rendersi indipendente dai malvagi affamati di dominio e potere, per affrancarsi dal gruppo del potere spietato e senza cuore. Il posto per gli uomini malvagi, che depredano l’umanità delle sue ricchezze divine, per gli uomini assetati di potere, per i famelici e spietati maiali, che saccheggiano ogni bellezza e grazia della vita, è l’abisso senza fine, è affogare nel mare del nulla. Nel paese dei Gerasèni c’è spazio per la paura e la fuga dei mandriani dei maiali, che non capiscono cosa succede quando accade la loro liberazione. C’è posto perché la notizia di ciò che è successo alla mandria di maiali e all’indemoniato si espanda come un incendio nella città e nelle campagne, ma non tanto per creare gioia esaltante, gratitudine radiosa, canti di benedizione, quanto invece per diffondere una morbosa curiosità, una sorpresa intrisa d’inquietudine. Nel paese dei Gerasèni c’è spazio per correre ai sepolcri per vedere l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che è stato posseduto dalla legione di demòni, e conoscere il fatto dei maiali affogati, ma c’è posto anche per l’epifania della liberazione, per la conoscenza di ciò che non era conosciuto, per l’inedito muoversi dello Spirito. Nel paese dei Gerasèni c’è spazio per tutta l’inedia del mondo, lì raccolta nei cuori di quella popolazione, gente così acclimatata al male, all’inganno e al sopruso subìto, che reagisce con paura, ignoranza, pregiudizio, terrore nei confronti di Gesù che libera dal male e dal Maligno. Nel paese dei Gerasèni c’è spazio perfino per la preghiera al rovescio, la preghiera di Satana. La gente, come la legione dei demòni, prega Gesù di andarsene da loro e di allontanarsi dal loro territorio. Nel paese dei Gerasèni c’è posto per tutti, per i sepolcri, per la morte, per Satana e la legione dei suoi spiriti immondi, per la preghiera rovescia dei demòni, per la mandria dei maiali, per la paura e l’ignoranza della gente, c’è posto per tutti, fuorché per Gesù. Nel paese dei Gerasèni non c’è posto per Gesù, non c’è spazio per la liberazione che desidera portare all’uomo, ma ugualmente Gesù si fa spazio: esattamente è la misericordia di Gesù che si fa spazio e trova posto per liberare quell’uomo dalla legione degli spiriti oscuri, perché la misericordia, la misericordia di Dio sa muoversi anche dove non c’è posto e non c’è spazio per nient’altro. La misericordia è lo spazio di Dio, e nella misericordia di Dio c’è sempre posto, c’è sempre spazio.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.