Lunedì 18 Novembre 2019

33a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Primo libro dei Maccabèi 1,10-15.41-43.54-57.62-64; Salmo 118,53.61.134.150.155.158; Vangelo di Luca 18,35-43

Salmo 118,53.61.134.150.155.158

Dammi vita, Signore, e osserverò la tua parola.

53 Mi ha invaso il furore contro i malvagi
che abbandonano la tua legge.
61
I lacci dei malvagi mi hanno avvolto:
non ho dimenticato la tua legge.

134 Riscattami dall’oppressione dell’uomo
e osserverò i tuoi precetti.
150
Si avvicinano quelli che seguono il male:
sono lontani dalla tua legge.

155 Lontana dai malvagi è la salvezza,
perché essi non ricercano i tuoi decreti.
158
Ho visto i traditori e ne ho provato ribrezzo,
perché non osservano la tua promessa.

Vangelo di Luca 18,35-43

35 Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. 36 Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. 37 Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!»
38 Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!» 39 Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!»
40 Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: 41 «Che cosa vuoi che io faccia per te?» Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!» 42 E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
43 Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Due parole

Il cieco grida a Gesù:

Yeshua,
Colui che sana e salva,

Figlio di Davide,
Messia incarnato,

Abbi pietà di me!
in greco elèison me, che letteralmente significa: misericordiami.

Gesù gli chiede:

Che cosa vuoi che io faccia per te?
Perché questa domanda di Gesù?
Forse che il Signore non sa di cosa ha bisogno chi da lui implora pietà?
Il Signore sa tutto, vede tutto e conosce tutte le necessità e i desideri di tutti,
ma non può donare ai suoi figli
ciò che loro stessi non desiderano veramente e sono pronti a ricevere.
Gesù chiede al cieco che cosa vuoi che io faccia per te per stimolare il cieco
a imparare a desiderare, per ispirarlo a evolversi nel suo modo di desiderare,
per aiutarlo a crescere nella potenza e nella vastità del desiderio.

Il cieco risponde a Gesù:

Signore, che io veda di nuovo!
Quanto sembra superflua la domanda di Gesù,
tanto sembra scontata e ovvia la risposta del cieco.
Eppure il cieco ha compreso che Gesù,
con la sua domanda così ovvia e scontata,
in realtà gli stava indicando la via per imparare
a concentrare e potenziare i suoi desideri;
e la via è non solo ascoltare le proprie necessità e i propri bisogni immediati,
ma anche e soprattutto ascoltare qual è il tesoro del proprio cuore,
e dove è orientato il proprio dialogo interiore, se verso il no o verso il sì alla vita.  

Gesù risponde:

Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato.
Gesù non risponde mai alle necessità e ai desideri dei suoi figli
proponendo soluzioni a base di speranza,
ma dona subito, nella realtà presente della sua persona e della sua Parola,
la salvezza, la guarigione, la pace.
Non solo. Gesù, nell’istante della guarigione del cieco,
dice al cieco due parole, inseparabili, sincrone.
L’affermazione abbi di nuovo la vista è la prima parola che annuncia il ripristino della disarmonia,
e, nello stesso tempo, Gesù dice la seconda parola, la tua fede ti ha salvato,
parola che svela al cieco, e attraverso il cieco a tutta l’umanità, con quale forza l’uomo
può ripristinare tutte le sue disarmonie, malattie: la forza della fede, la forza del desiderio.
Quando guarisce le persone, e il contesto lo permette, Gesù dice sempre queste due parole insieme,
perché sono assolutamente inseparabili: abbi di nuovo la vista, la tua fede ti ha salvato. Queste due parole sono in Gesù un’unità indivisibile.
Gesù quando annuncia la guarigione imminente
afferma sempre che questa accade per la fede di chi viene guarito.
Gesù non compie per i suoi figli solo la guarigione del corpo
ma compie anche la guarigione dell’intelligenza e dello spirito,
svelando all’uomo come solo attraverso la fede e la forza del desiderio
l’uomo può ricevere dalle vibrazioni dell’universo tutte le informazioni e le energie divine
che gli sono indispensabili per rimanere connesso a Dio e alla vita,
e vivere nella salute dello spirito, della psiche, e del corpo,
nella pienezza della gioia e della pace.
Quando l’uomo invoca Dio, Dio risponde immediatamente,
ma immediatamente aggiunge che ogni cosa viene donata all’uomo esattamente
nella misura della fede, della forza e della capienza del suo desiderio.