Lunedì 23 Settembre 2019

25a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Esdra 1,1-6; Salmo 125,1-6; Vangelo di Luca 8,16-18

Salmo 125,1-6

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

1 Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
2 Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
3 Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

4 Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
5 Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

6 Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

Vangelo di Luca 8,16-18

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «16 Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
17 Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
18 Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Virus

La luce e la sapienza del vangelo non sono state offerte all’umanità per essere coperte sotto il vaso di una morale o messe sotto il letto di una religione. L’intelligenza e la conoscenza del vangelo sono state offerte all’umanità perché l’uomo ne possa godere la luce e la beatitudine.
È necessario fare attenzione a come si ascolta la sapienza del vangelo, perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere.
Si può ascoltare il vangelo per curiosità, per interesse, per fascino, ammirazione, per amor di comprensione, ma così il vangelo non potrebbe mai sprigionare la sua luce e donare la sua conoscenza.
Si può ascoltare il vangelo per convenienza, per capriccio, per formalità, per comodo, per accanimento, per tradizione, ma così il vangelo non potrebbe mai sprigionare la sua luce e donare la sua conoscenza.
Si può ascoltare il vangelo per avere delle spiegazioni, per cercare risposte, per zelo, per ardore, per studio, per istruzione, per desiderio di essere illuminati, ma così il vangelo non potrebbe mai sprigionare la sua luce e donare la sua conoscenza.
Il vangelo può essere avvicinato per mille motivi diversi ma, se poi non viene ascoltato per l’unico motivo per cui è stato donato all’umanità, non sprigiona la sua potenza immensa e meravigliosa. Il vangelo è stato offerto all’uomo perché l’uomo possa guarire dal terribile virus che l’ha infettato, il virus che gli ha intossicato l’intelligenza e avvelenato il cuore, il virus dell’ego. Il virus dell’ego, che costruisce nell’uomo un’entità psichica illusoria, una mente fittizia che, come un parassita, si annida nella sua intimità e si sostituisce al suo divino sentire, alla sua essenza spirituale, alla sua vera, percettiva intelligenza, e lo porta a essere vanitoso, invidioso, accentratore, possessivo, avido, ignorante, presuntuoso. Il virus dell’ego genera nell’uomo una mente irreale e, attraverso di essa, l’uomo costruisce una personalità artificiosa, un’individualità fittizia, una soggettività falsa, che agogna potere, desidera riconoscimento, cerca applauso, insegue supremazia, rincorre il dominio. È il virus dell’ego che ha contagiato tutta l’umanità, che la sta uccidendo dentro, è il virus dell’ego che Gesù è venuto a guarire con la sua presenza, il suo amore, la sua potenza, il suo vangelo.
Più terribile del contagio del virus dell’ego, c’è solo l’ignoranza, la non consapevolezza di essere contagiati e, dunque, di essere infermi. L’uomo che non si rende conto di essere contagiato dal virus dell’ego è l’uomo più infelice e sventurato della terra, perché, anche se avvicinerà Gesù e ascolterà il vangelo, non riuscirà a usarne la potenza per guarire e salvarsi. Ecco perché Gesù afferma: Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha la consapevolezza di essere ammalato, l’umiltà, l’intelligenza di accettarlo, sarà dato molto in guarigione e salvezza, ma a chi non ha consapevolezza di essere ammalato, l’umiltà, l’intelligenza di accettarlo, sarà tolto anche ciò che, attraverso l’ego ingannevole, crede di avere.