La Parola di oggi e il commento al Vangelo

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Giovedì 29 Settembre 2016

Parola del giorno
Danièle 7,9-10.13-14; oppure: Apocalisse 12,7-12a; Salmo 137,1-5; Vangelo di Giovanni 1,47-51

Antifona e Salmo 137,1-5

Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

1 Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
2 mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore
e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
3 Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

4 Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
5 Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!

Vangelo di Giovanni 1,47-51

In quel tempo, 47 Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». 48 Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?» Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». 49 Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». 50 Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!»
51 Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Angeli

Quando vedremo il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo non saranno i giorni del giudizio universale, non sarà la fine del mondo, ma la fine dei tempi per questa generazione. Sarà la fine di un’era così infelice e misera, che ha costretto Dio, per rispettare il rifiuto e il diniego dell’uomo, quasi a nascondersi e a velare il suo volto dietro la nube della non conoscenza. Questa generazione ha costretto Dio a rimanere in silenzio e per la durezza del cuore dei suoi figli a lasciar soffocare la voce dei suoi profeti Sarà la fine dei tempi, di questi tempi così oscurati dalla stupidità e dall’inganno, così violenti e cruenti, per dare inizio a un’era di terra e di cieli nuovi, con uomini nuovi, dal cuore rinnovato. Quando vedremo il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo, non sarà la fine, ma l’inizio di un modo nuovo e meraviglioso di realizzare il vangelo, verso un’evoluzione scientifica, sociale, teologica, splendida e armoniosa. Quando il cielo si aprirà, gli angeli prepareranno i cuori e le menti dell’umanità, muovendo le potenze dei cieli come nessun uomo può per ora nemmeno immaginare, e così segneranno la venuta del Figlio, la sua venuta intermedia. In quel giorno Gesù non visiterà la terra e non verrà a noi come bambino indifeso, tra le braccia dolcissime di Maria, costretto a scappare sulla groppa di un asino, o obbligato a subire pazientemente l’ingiuria di sentirsi urlare in faccia che lui è Beelzebul, il principe dei demoni, e non verrà nemmeno come colui che rimane in silenzio in mezzo agli sputi dei sacerdoti del tempio, durante il processo, e ai colpi di flagello dei militari, né gli si potrà schiacciare la corona di spine nel capo a colpi di bastone. Quel giorno Lui verrà, e nessuno potrà prendere in mano un martello e inchiodarlo con chiodi su un pezzo di legno. In quel giorno nessuno potrà dire: non lo vedo, non lo sento, non mi interessa. Sarà una venuta maestosa e inquietante, come la profetizzano i testi di Matteo 25. In quel giorno tremendo e glorioso ci copriremo la faccia e gli occhi, ma non come nei giorni della sua passione, per il fastidio e il ribrezzo provocati dalle sue ferite e dal massacro della sua persona, ci copriremo la faccia per l’infinita, sconcertante vergogna di mostrare in quella luce la nostra faccia e le stoltezze del nostro cuore e del nostro cervello. Quando vedremo il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo, tutta l’umanità, in ginocchio, sarà avvolta da pianto muto, perché Lui farà vedere a tutti, in un istante, come Dio vede la vita e tutte le cose. In ginocchio piangeremo un pianto senza fine, difficile da consolare. Se Dio non abbreviasse quella sensazione interiore e spirituale, nel cuore e nella mente degli uomini, l’umanità tutta ne morirebbe in pochi istanti. Gli angeli allora scenderanno a fianco di ciascuno dei figli di Dio, e coloro che troveranno, con il cuore pieno di ardore e amore nel chiedere perdono umilmente, li prenderanno dolcemente per mano e li risolleveranno a una vita completamente nuova e rinnovata. Questo atteggiamento interiore di amore e umiltà non potrà nel modo più assoluto essere improvvisato in quel momento, ma preparato e predisposto durante tutta la vita. Coloro che non avranno nel loro cuore l’ardore e l’amore di chiedere perdono, ma saranno trovati ancora in lotta, nel conflitto della rabbia e dell’ira, saranno invitati ad andarsene via da un’altra parte, perché non potranno far parte della nuova umanità. Gli angeli avranno una parte fondamentale in questo incontro straordinario, come sempre negli incontri tra Dio e gli uomini e tra gli uomini e Dio.  
Un pensiero quotidiano di gratitudine, un legame amante e fedele con queste presenze celesti, gli angeli, è sempre di grande aiuto e consolazione nella vita di tutti i giorni, e potrebbe rivelarsi molto utile anche nella luce di quel giorno, il giorno del suo ritorno.
Nella storia dell’umanità qualsiasi incontro dell’uomo con le presenze angeliche è sempre stato preceduto e accompagnato dal movimento delle stelle, delle comete, del sole e dei pianeti. È così sarà anche questa volta.

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Mercoledì 26 OTTOBRE 2016
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