Lunedì 15 Luglio 2019

15a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Èsodo 1.8-14.22; Salmo 123,1-8; Vangelo di Matteo 10,34 - 11.1

Salmo 123,1-8

Il nostro aiuto è nel nome del Signore.

1 Se il Signore non fosse stato per noi
- lo dica Israele -,
2
se il Signore non fosse stato per noi,
quando eravamo assaliti,
3
allora ci avrebbero inghiottiti vivi,
quando divampò contro di noi la loro collera.

4 Allora le acque ci avrebbero travolti,
un torrente ci avrebbe sommersi;
5
allora ci avrebbero sommersi
acque impetuose.
6
Sia benedetto il Signore,
che non ci ha consegnati in preda ai loro denti.

7 Siamo stati liberati come un passero
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato
e noi siamo scampati.

8 Il nostro aiuto è nel nome del Signore:
egli ha fatto cielo e terra.

Vangelo di Matteo 10,34 - 11,1

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «34 Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. 35 Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; 36 e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
37
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; 38 chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. 39 Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
40
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41 Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. 42 Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
11,1
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

Se Lui

Se Lui, che è pace piena, amore infinito, unità totale, armonia integrale, viene sulla terra a visitare l’umanità e afferma: non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada, è evidente che quella che gli uomini chiamano pace, pace non è, e Lui sa che questa finta pace sta devastando l’umanità e la sta separando dall’amore di Dio. Se Lui, che è il Figlio del Padre, riguardo ai rapporti parentali e i legami familiari afferma: Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa, è evidente che tutti i rapporti parentali e i legami familiari non sono da Lui riconosciuti come rapporti di unità e di amore, rapporti che possono favorire l’unione con Dio e con il suo amore, ma li ritiene all’origine della separazione stessa da Dio Padre e la causa della più sottile e capillare forma di idolatria. Se Lui, il Signore della vita e di tutte le cose, che scende sulla terra per ispirare l’umanità a incamminarsi verso una meravigliosa e radiosa evoluzione, afferma: chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me, è evidente che quello che gli uomini chiamano amore verso il padre, la madre, il figlio, la figlia non è amore, e che non è di alcuna utilità per la vera evoluzione dell’umanità. Prova ne è il fatto che, dopo milioni di anni di quello che l’umanità chiama amore dei genitori verso i figli e dei figli verso i genitori, l’umanità non ha ancora fatto un solo passo verso il vero amore, la felicità e l’unità. Se questi rapporti familiari tra genitori e figli, e viceversa, fossero veramente così sacri, così carichi di amore, unità, rispetto, forse che il mondo intero non dovrebbe essere letteralmente travolto dall’amore, dalla felicità, dall’unità, dal rispetto? Se queste relazioni, che sono le più comuni, capillari, rispettate, intoccabili della storia umana, fossero così piene di benessere, felicità e gioia, come potrebbe il mondo intero non essere immerso nel benessere, nella felicità, nella gioia? Miliardi di persone, che in quest’istante amano i propri genitori e i propri figli come il bene più prezioso, dovrebbero creare fisicamente ed energeticamente una vibrazione di amore e di felicità così potente e capillare da illuminare di gioia e scaldare di benessere il mondo intero, e questa sì sarebbe evoluzione vera e reale. Se Lui, venuto sulla terra per guidare l’umanità verso una nuova e meravigliosa evoluzione, afferma che questa umanità non è ancora degna di tale evoluzione, è evidente che quello che l’uomo crede di esprimere e vivere nei suoi rapporti più sacri come amore, in realtà, amore non è. Se Lui, il Signore di ogni intelligenza e conoscenza, sapienza e consapevolezza, afferma: chi avrà tenuto per sé la propria psiche, la perderà, e chi avrà perduto la propria psiche per causa mia, la troverà, è evidente che come l’uomo sta utilizzando la propria psiche non è di alcuna utilità per godere pienamente della vita ma è utile solo a perderla e a distruggerla. Se lui parla così del modo di pensare dell’uomo, è evidente come l’uomo stia utilizzando la propria psiche: per trattenere in vita illusioni, convenzioni, convinzioni umane, per coltivare dialoghi interiori guidati dall’avidità, dalla vanità, dal desiderio di possesso e di dominio, e, dunque, come non la stia usando per avanzare sulla via della conoscenza, della consapevolezza, dell’intelligenza e della sapienza, ma per distruggere e gettare la propria vita. Se Lui, che è Amore e Gioia, afferma: chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa, è evidente che c’è un modo nuovo per generare rapporti di amore e di rispetto, di unità tra le persone. È evidente che questo nuovo modo di amare, di amare veramente e di creare relazioni, non deriva dal sangue, non ha nulla a che fare con la parentela, non si fonda minimamente su alcuna forma di legame familiare e ombelicale, ma scaturisce spiritualmente dall’accoglienza amorosa e grata di chi ama il Signore, semplicemente per amore dell’amore. È evidente che c’è un modo di amare che Lui non riconosce come amore, e c’è un modo di amare che Lui riconosce come amore, ed è l’amore che nasce quando si ama Lui sopra tutto e tutti, per sentire vero amore verso gli altri. Se Lui non riconosce come amore i legami della carne, perché per i legami della carne sono indispensabili sangue, contratti, patti, leggi, tradizioni, abitudini, dipendenza economica, convenzioni, sottomissione, obbedienza, possesso, dominio, questi legami sono una perdita di tempo e di vita. Se Lui riconosce come amore i legami dello spirito, perché per i legami dello spirito basta un bicchiere d’acqua offerto per amore, perché chi ha sete ami il Signore, questi legami sono da favorire per onorare la vita e la felicità.
Le persone del nuovo popolo di Dio impareranno a riconoscersi senza conoscersi, perché si riconosceranno in Lui. Le persone del nuovo popolo di Dio impareranno ad amarsi senza aver prima stipulato patti e contratti, perché si sentiranno prima di tutto unite a Lui. Le persone del nuovo popolo di Dio impareranno a chiamarsi per nome e a rispettare la diversità di ciascuno senza sapere il nome di nessuno, perché conosceranno il nome di Colui che è. Le persone del nuovo popolo di Dio si fideranno le une delle altre, senza fare giuramenti e compiere promesse, senza assicurazioni e garanzie, perché avranno fede piena e totale in Lui, che tutto può e compie. Le persone del nuovo popolo di Dio impareranno ad aiutarsi, a collaborare tra loro e a condividere risorse e capacità in modo intelligente, rispettoso e efficace, anche senza parlare e progettare, perché avranno in cuore i progetti di benessere e di felicità di Colui che è pace e amore. Le persone del nuovo popolo di Dio sono già in tutto il mondo e non si riconosceranno tramite un microchip, una tessera, una parola d’ordine, un codice, un tatuaggio, ma attraverso un bicchiere d’acqua offerto per amore dell’amore.