Giovedì 24 Agosto 2017

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Parola del giorno
Apocalisse 21,9b-14; Salmo 144,10-13b.17-18; Vangelo di Giovanni 1,45-51

Vangelo di Giovanni 1,45-51

In quel tempo, 45 Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret».
46 Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
47 Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». 48 Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?» Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi».
49 Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!» 50 Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!» 51 Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Basta poco

Riconoscere maestà e disegno divino in un tramonto del sole per qualche cuore e mente è immediato, semplice, elementare, chiarissimo, per altro cuore e altra mente non lo è affatto. A Natanaele è bastato poco. A Natanaele è bastato poco per credere in Gesù, riconoscerlo e amarlo come Dio e Signore, Figlio di Dio, Re d’Israele. A Tommaso, per esempio, ci è voluto di più, molto di più. Al cieco nato, di cui ci narra Giovanni, è bastato poco, ai sacerdoti del tempio non è bastato nemmeno molto, molto di più. Alla donna cananea di cui narrano Matteo e Marco è bastato poco, agli anziani e ai dirigenti niente è bastato. Al centurione di cui ci narrano Matteo, Marco e Luca è bastato poco, a Pilato non è bastato né il molto né il tanto di più. A molti cuori basta poco per credere in Gesù, riconoscerlo e amarlo come Dio e Signore, Figlio di Dio, Re dell’universo, a molti altri cuori invece ci vuole molto di più e a molti altri ancora non basta mai niente. Perché? Da cosa dipende? Dipende dallo stato di inquinamento mentale causato dall’inquinante della bugia e dell’illusione. È lo stato dell’inganno e della bugia in cui navigano una mente e un cuore a determinare il grado di facilità o il grado di difficoltà nel riconoscere, accogliere, amare Gesù come Figlio di Dio.
Quali sono i fattori inquinanti della mente? Il primo è l’addestramento al quale siamo tutti stati sottoposti, poi le pressioni continue per corrispondere alle aspettative altrui, i ricatti genitoriali, la cultura, le ideologie, le convenzioni sociali e morali. In pratica, per una mente non occupata dalle bugie e dagli inganni degli addestramenti, capaci di profanare la lucidità della nostra mente e del nostro cuore, leggere il vangelo, riconoscere Gesù come il Figlio di Dio e amarlo e adorarlo come Dio e Signore della vita è la cosa più semplice, immediata, evidente, chiara elementare del mondo. Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità dice Gesù, spiegando questa verità. Per assenza di falsità Gesù intende per prima cosa l’assenza mentale del frutto degli addestramenti, che è il pregiudizio; per seconda cosa intende l’assenza mentale del frutto della giustificazione, che è l’ipocrisia.
Se la mente e il cuore di un uomo coltivano con pazienza e fedeltà la pulizia dal pregiudizio e dall’ipocrisia, Gesù diventa la realtà più semplice e amabile dell’universo, senza sforzo, coercizione, ragionamenti, spiegazioni. Come solo una malattia o la forzatura di una benda può impedire a un occhio di accogliere, godere, apprezzare, amare l’azzurro del cielo e la luce splendida del sole, che ovunque rifulge, allo stesso modo solo l’inganno e la forzatura ipocrita del pregiudizio può impedire a una mente di accogliere, godere, apprezzare, amare l’amabile presenza della persona di Gesù e la luce splendida della sua Parola che ovunque rifulge di verità e sapienza.

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