Uccidere ... Nel vangelo

Uccidere

Nel vangelo di Giovanni il termine Giudei si riferisce ai dirigenti del popolo ebraico. Sono proprio costoro che cercano letteralmente di uccidere Gesù: il verbo greco usato è apoktèino – formato da apò, “via da, lontano”, e ktèino, “uccido” – con il significato di “uccido, condanno a morte, distruggo, elimino, finisco”.
I dirigenti del popolo cercano di eliminare, di finire, di condannare a morte, di uccidere Gesù, ma non per questioni religiose: non è mai una questione religiosa, ma la religione si è sempre dimostrata un ottimo mantello per coprire, sotto l’autorevolezza della santità della giustizia divina, ogni forma di sopruso e ingiustizia, secondo gli interessi dei potenti. Cercano di uccidere Gesù perché Gesù sta togliendo loro la preda, il popolo.
Gesù ispira il popolo a ritrovare una nuova coscienza, una nuova identità, sta risvegliando la gente a un nuovo e inaudito rapporto con Dio, sta scaldando i cuori con le procedure del perdono, della condivisione, sta illuminando le menti con la forza della conoscenza, guidando gli uomini alla vera intelligenza della scrittura e della sua Parola. Gesù sta trasformando le pecore, le prede, in uomini, in figli di Dio liberi e amanti. In questo modo i predatori rischiano di non avere più prede, di non avere più carne da macello, risorse umane per i loro interessi. I dirigenti del popolo cercano di eliminare violentemente Gesù perché Gesù ha la forza spirituale di trasformare le prede in uomini liberi e di strapparli dalle fauci dei predatori.
È stato così, e sarà sempre così. Gesù non possiede eserciti per difendersi, non su questa terra, ma la fede e l’amore di coloro che credono in lui. Quando la fede e l’amore dei credenti in Gesù, il Figlio di Dio, entreranno nel cuore della storia e delle scelte di ogni giorno, come una marea inarrestabile, allora saranno i dirigenti dei popoli, i predatori ad aver paura e a non saper più cosa fare, e finiranno per essere dimenticati come foglie secche al vento.

Vangelo di Giovanni 7,1-2.10.25-30

In quel tempo, 1 Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. 2 Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. 10 Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.25 Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? 26 Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? 27 Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
28 Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. 29 Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
30 Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.

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