Venerdì 15 Novembre 2019

32a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Sapienza 13,1-9; Salmo 18,2-5; Vangelo di Luca 17,26-37

Salmo 18,2-5

Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio.

2 I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
3
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

4 Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
5
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.

Vangelo di Luca 17,26-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «26 Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: 27 mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.
28
Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; 29 ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. 30 Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
31
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. 32 Ricordatevi della moglie di Lot.
33
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.
34
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; 35 due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata».
[36] 37 Allora gli chiesero: «Dove, Signore?» Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

Tornerà gioia

Quando il Signore tornerà sulla terra per la sua venuta intermedia alla fine di questa generazione, troverà un’umanità sull’orlo dell’autodistruzione, involuta e triste come nel momento in cui l’investì l’acqua del diluvio ai tempi di Noé. Quando il Signore tornerà sulla terra per la sua venuta intermedia alla fine di questa generazione, troverà un’umanità desolata, violenta, ignorante, come l’umanità presente nella città di Sòdoma nel momento in cui piovve fuoco e zolfo dal cielo ai tempi di Lot. L’umanità può mangiare, vendere, comprare, prendere moglie, prendere marito, piantare, costruire, e dunque sopravvivere per secoli e millenni, anche in totale assenza dell’utilizzo di qualsiasi forma di conoscenza, intelligenza e amore. L’uomo può mangiare, vendere, comprare, prendere moglie, prendere marito, piantare, costruire, senza minimamente evolversi intellettualmente e spiritualmente. Ma alla fine, senza evolversi nella conoscenza, nell’intelligenza e nell’amore, l’umanità entra nell’abisso dell’autodistruzione e viene spazzata via. L’umanità di questa generazione, divisa in vittime e aguzzini, ogni giorno mangia, vende, compra, prende moglie e marito, pianta, costruisce e tutto nella più totale inconsapevolezza, stupidità, ignoranza, superbia, cecità, violenza. L’umanità di questa generazione è sull’orlo dell’abisso che Satana le ha aperto sotto i piedi, perché vive senza conoscenza, intelligenza e amore, completamente sconnessa da se stessa, dissociata dalla vita, separata dalla natura e da Dio, e questo stato di sconnessione le rende impossibile essere felice e nella gioia. L’umanità che non vive nella gioia e non conosce la felicità si estingue, perché la gioia e la felicità sono la sua stessa essenza e sostanza creativa. L’uomo che vive senza gioia si desostanzia inesorabilmente, perché si sconnette dalle vibrazioni della vita e inizia a vibrare delle vibrazioni inferiori e distorte generate da uno stato esistenziale ipoenergetico e ipoinformatico. L’uomo non può vivere a lungo senza gioia, perché la gioia è la vibrazione della vita di Dio. L’uomo senza gioia perde le forze, le motivazioni, si ammala, diventa ambizioso, competitivo, conflittuale, aggressivo, violento.
Quando Gesù è venuto sulla terra duemila anni fa, è venuto a ricordare all’umanità che la gioia è il destino eterno dell’uomo, la dimensione in cui vivrà per sempre, ma, anche e soprattutto, che la gioia è la natura stessa e la dimensione da cui l’umanità proviene. Il cuore di tutto il messaggio di Gesù, le Beatitudini, è che l’uomo può vivere solo nella gioia, che l’uomo è fatto, costituito di gioia, della gioia di Dio.
Gesù in Giovanni 15,11 afferma infatti: vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. La gioia è la sostanza di Dio e l’uomo è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio.   

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.