Sabato 3 Agosto 2019

17a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Levìtico 25,1.8-17; Salmo 66,2-3.5.7-8; Vangelo di Matteo 14,1-12

Salmo 66,2-3.5.7-8

Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.

2 Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
3
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

5 Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

7 La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
8
ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

Vangelo di Matteo 14,1-12

1 In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. 2 Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!» 3 Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. 4 Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!» 5 Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta. 6 Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode 7 che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. 8 Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». 9 Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data 10 e mandò a decapitare Giovanni nella prigione.
11
La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. 12 I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

Non mancano

Per il tetrarca Erode è facile arrestare Giovanni Immergitore, è facile farlo incatenare e gettare nella prigione. È facile per la figlia di Erodìade ballare in modo tale da strappare a Erode una promessa da buffone ubriaco, fatta davanti ai suoi commensali, per gioco, un gioco di morte. Per Erodìade è facile farsi portare su di un vassoio la testa di Giovanni Immergitore, per non sentire più la sua voce e la sua parola.
Non mancano mai cervelli così desostanziati e violenti, che hanno il potere e sono capaci di ordinare, anche solo per una scommessa, l’eliminazione di Giovanni Immergitore, il più grande tra i nati di donna. Ma poi questi cervelli desostanziati e violenti hanno il potere e la capacità di far nascere un altro Giovanni Immergitore? Non mancano mai braccia e spade, collegate a cervelli desostanziati e violenti, pronte a tagliare la testa a Giovanni Immergitore, il più grande tra i nati di donna, per obbedire a un ordine di un superiore, fare il proprio dovere, avanzare di grado nella carriera militare. Ma poi queste braccia e queste spade, collegate a cervelli desostanziati e violenti, hanno il potere e la capacità di far nascere un altro Giovanni Immergitore? Non mancano mai cuori malvagi e menti avvelenate dall’invidia, dalla gelosia e dall’ira, pronte a desiderare la morte e la distruzione di Giovanni Immergitore, il più grande tra i nati di donna, per far sparire un punto di luce e di illuminazione dell’umanità, un raggio di sole nell’oscurità, un lampo di verità tra le nuvole della menzogna. Ma poi questi cuori malvagi e menti avvelenate dall’invidia, dalla gelosia e dall’ira, hanno il potere e la capacità di ridare la vita a un altro Giovanni Immergitore?
È facile per l’uomo tagliare la testa di Giovanni Immergitore. Ma poi quale uomo può ridonare un uomo simile all’umanità? È facile per l’uomo inquinare un fiume, le sue sponde, tutto l’ecosistema fatto di una infinità di esseri viventi, che per centinaia di chilometri prende vita dal fiume, ma c’è un uomo che lo possa purificare perfettamente? È facile per un uomo uccidere un ragno, un passerotto, un pesce, ma poi c’è un uomo sulla terra che possa ricreare un ragno, un passerotto, un pesce? È facile per un uomo tagliare un albero, ma nessun uomo, anche se può seminare il seme di un albero, può creare dal nulla un seme di albero. È facile per un uomo inquinare l’aria, la terra, gli oceani, ma non c’è nessun uomo che possa rendere perfettamente pulita l’aria, la terra, gli oceani. È facile per l’uomo distruggere l’ecosistema di una foresta, di un ghiacciaio, di un deserto, inquinare alimenti e cibo, ma non c’è nessun uomo al mondo che possa ripristinare perfettamente l’armonia devastata dai danni causati. È facile per un uomo rovinare il proprio corpo, disarmonizzare i propri equilibri biofisici e psichici, ma non c’è nessun uomo che abbia la capacità e il potere di ripristinare tutto perfettamente. È facile per l’uomo spargere calunnie, maldicenze, dicerie, diffamazioni, malignità, falsità, ma nessun uomo è in grado, ha il potere e la capacità di cancellare tutto il danno provocato. È facile per l’uomo accusare, condannare, violentare, distruggere i propri fratelli ma nessun uomo poi è in grado, ha il potere, la capacità di cancellare i danni, le ferite, il dolore provocati. È facile per l’uomo essere prepotente, brutale, feroce, ma gli è impossibile poi ricucire gli strappi della rete dell’armonia, della pace, dell’amore causati dalla propria prepotenza, brutalità, ferocia. È facile per l’uomo fare il male e dare la morte, ma non è in grado di cancellare i danni del male compiuto, né di ricreare ciò che ha fatto morire, perché l’uomo ha avuto da Dio il dono immenso della libertà ma è e rimane una creatura.
Questa realtà è la tragedia di Lucifero: essere libero, sapere di essere potentissimo e meraviglioso, prescelto da Dio tanto da essere sempre al cospetto del suo volto, e al tempo stesso essere consapevole e sapere che è una creatura e non un creatore. È questo che Lucifero non ha accettato. Per questo Lucifero istiga l’uomo a fare altrettanto, istiga l’uomo a comportarsi come un dio onnipotente nel fare il male, per poi fargli sperimentare l’umiliazione disperante di non poter né rimediare in alcun modo ai danni del male che ha compiuto, né ridare la vita agli esseri viventi a cui ha tolto la vita. Quando l’uomo usa la libertà, che Dio gli ha donato, per diventare arrogante, si incammina verso l’abisso della stupidità. Quando l’uomo usa la libertà, che Dio gli ha donato, per diventare avido, si incammina verso l’abisso della miseria. Quando l’uomo usa la libertà, che Dio gli ha donato, per mettersi a giocare a fare dio, si incammina verso l’abisso della follia. Quando l’uomo usa la libertà, che Dio gli ha donato, per diventare violento, si incammina verso l’abisso della distruzione.
In verità, per l’uomo non è difficile credere che Gesù è il Figlio di Dio, non è assolutamente difficile accettare e comprendere, in modo razionale e intelligente, che Gesù è Dio. Solo l’uomo che non ha mai accettato il dono della propria libertà, insieme al fatto di essere una creatura e non un creatore, può far fatica a credere a Gesù come Dio, il Figlio di Dio. Perché? Perché per la mente di quest’uomo, dell’uomo che non accetta di essere creatura ma vorrebbe essere creatore, Gesù è il più grande dispetto che Dio poteva procurare all’umanità, perché Gesù è proprio quello che quell’uomo non potrà mai essere, il Creatore Dio.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.