Lunedì 3 Dicembre 2018

1a settimana di Avvento

Parola del giorno
Isaìa 2,1-5; Salmo 121,1-4b.6-9; Vangelo di Matteo 8,5-11

Andiamo con gioia

Salmo 121,1-2.4-9

Andiamo con gioia incontro al Signore.

1 Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!»
2
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

4 È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d'Israele,
per lodare il nome del Signore.
5
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

6 Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
7
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.

8 Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su di te sia pace!»
9
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.

Vangelo di Matteo 8,5-11

In quel tempo, 5 entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: 6 «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». 7 Gli disse: «Verrò e lo guarirò». 8 Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. 9 Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
10
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! 11 Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Più grande

La fede del centurione non sta ferma, non perde occasioni, muove le gambe e va incontro a Gesù, perché non pensa male di Gesù, non sospetta di lui, non lo considera in alcun modo responsabile della malattia del servo. La fede del centurione non può ritenere la malattia del servo frutto della volontà divina, altrimenti come potrebbe chiedere a Dio la guarigione? La fede del centurione presenta a Gesù la grave situazione del servo, ma è così potente e così lucida da non chiedere nulla a Gesù, da non perdere energie e determinazione in domande e richieste, è una fede che sa chi è colui che ha davanti, sa che Gesù sa tutto, sa che Gesù conosce esattamente cosa serve a ciascuno dei propri figli, quali sono le necessità di ciascuno. La fede del centurione accoglie con gratitudine e assoluta certezza la risposta di Gesù: Verrò e lo guarirò, e sa che quella Parola ha già compiuto ciò che deve ancora accadere. La fede del centurione rivela, da un lato, che il centurione è consapevole di non essere degno di ricevere Dio incarnato nella sua casa, perché il suo cuore non vive sempre nell’amore e nella giustizia, dall’altro, che il centurione è profondamente consapevole del fatto che l’energia dell’amore di Dio si sprigiona secondo sistemi, ordini e gerarchie perfette quanto precise, e che tutto è possibile a quell’energia divina. La fede del centurione sa, senza alcun dubbio, che il suono della voce di colui che ha davanti è il suono divino e supremo che tutto ha creato. La fede del centurione conosce da dentro che è nel nome di colui che gli ha detto verrò e lo guarirò che tutto ha avuto inizio nella vita e nel creato, meglio ancora, che tutto è stato fatto in lui e senza di lui nulla fu fatto di ciò che esiste. La fede del centurione sa che l’energia del suono di quella voce ha creato i multiversi e li sostiene in ogni forma di vita e ora, quella stessa voce, senza alcuno sforzo, può ordinare qualsiasi cosa alle fibre fisiche degenerate del servo e guarirlo completamente. La fede del centurione ha chiara una realtà, un modo di funzionare della vita che nessuno del popolo d’Israele ha ancora compreso, lo afferma Gesù stesso: In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! La fede del centurione è la più grande perché sa con esattezza che la potenza sanante e salvifica della voce di colui che gli ha detto verrò e lo guarirò funziona perfettamente anche a distanza, perché in Gesù non c’è distanza, per Gesù non c’è distanza, con Gesù non c’è distanza. La fede del centurione sa che colui che gli ha detto verrò e lo guarirò è il Signore amante, il Re della compassione, l’Imperatore sublime e supremo dei multiversi che tutto conduce alla luce dell’amore e della pace. La fede del centurione è la più grande, perché non dipende da convenzioni, convinzioni, tradizioni umane, non è legata a religioni, culti, confessioni ideologiche, non deriva dall’appartenenza a un popolo, a un confine geografico, storico, a un sistema di leggi e tradizioni, a un ambiente culturale o a radici dottrinali. La fede del centurione è la più grande perché non ritiene Gesù l’origine dei guai della vita dell’uomo, ma con amore lo percepisce come l’unica via di salvezza, di vita e di pace, in assoluto.
La fede del centurione è la più grande perché è la fede di colui che ha deciso di smettere di lottare contro Dio, per abbandonarsi completamente nelle sue mani e al suo cuore.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.