Attirare l’attenzione ... Per milioni

Attirare l’attenzione

Per milioni di anni il sole ha illuminato la terra senza che nessuno potesse guardarlo. Per milioni di anni le cascate hanno riversato acqua senza che nessuno potesse gustarne lo splendore, e le ali delle farfalle hanno dipinto il cielo senza che qualcuno potesse vederne lo splendido disegno. Tutte le creature della terra vivono la loro esistenza senza il desiderio di attirare attenzione, anzi spesso tutta la loro intelligenza e astuzia sono magistralmente usate per non attirare l’attenzione degli altri, perché in mezzo agli altri ci sono sempre possibili predatori. Nessun predatore esisterebbe più in natura, se durante le sue battute di caccia facesse di tutto per attirare l’attenzione delle sue prede. Attirare l’attenzione è contro natura, è pericoloso. Durante i riti dell’accoppiamento anche gli animali cercano di attirare l’attenzione e si muovono in modo tale da attirare l’attenzione per potere prolificare, ma è un momento estremamente circoscritto nel tempo e nello spazio, non fa parte del movimento quotidiano.
Solo l’ego, l’ego costruito dalla mente dell’uomo, ha necessità insormontabili di attirare l’attenzione degli altri costantemente e regolarmente per esistere. Perché? Perché lui sa che non esiste realmente, sa che è un’invenzione del sistema associativo, un’idea della mente analitica, sa che è un’illusione, un ologramma del nulla e, per questo, si sente fragile, debole, sempre minacciato. L’ego, per attirare l’attenzione degli altri, per sentirsi compreso, accettato, ben voluto o temuto, deve ininterrottamente e inesorabilmente fare e dire cose che attirino l’attenzione degli altri. Tutta la vita dell’ego è attirare l’attenzione degli altri, tutto quello che l’ego pensa, escogita e compie è per attirare l’attenzione degli altri: competizioni, cultura, arte, letteratura, stato sociale, moda, pubblicità, culto dell’immagine, politica, religioni, filosofie, ideologie, tradizioni, morali, ricchezza, potere. L’ego costruito dalla mente cerca sempre di attirare l’attenzione degli altri, perché l’ego non è in grado di fornire all’uomo alcun tipo di reale, pregiata personalità, di regale, divina nobiltà. Molte volte l’ego non solo desidera l’attenzione degli altri ma la pretende e così diventa un ego dispotico, violento, dominatore, possessivo, che esercita, sia nelle relazioni individuali che nella collettività, dominio, controllo, sottomissione. L’ego ama più di ogni altra cosa non solo attirare l’attenzione degli altri ma attirarla fino al punto di generare negli altri dipendenza e sottomissione. Solo ciò che è vuoto, ignobile, inesistente, ingannevole, scadente, inefficace, inefficiente, inferiore, vacuo, frivolo, malevolo, velenoso, satanico, malvagio, superficiale, fatuo, inconsistente, falso ha assoluta necessità di attirare l’attenzione. Gesù afferma: il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione. Dunque attirare l’attenzione non fa parte, nel modo più assoluto, del mondo di Dio, del regno di Dio, di quel certo modo e di quel modo certo con cui si muove il Signore di tutte le cose. Nulla di ciò che appartiene a Dio necessita di attirare l’attenzione degli uomini per vivere, esistere, funzionare, crescere. Ciò che nel mondo ha assoluta necessità di attirare l’attenzione degli altri per esistere, per essere, per sentirsi qualcuno, non viene da Dio e non porta a Dio.
Gesù, Gesù che sta tornando sulla terra, assicura all’umanità: Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione.

Vangelo di Luca 17,20-25

In quel tempo, 20 i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?» Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, 21 e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!»
22
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. 23 Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. 24 Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. 25 Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».