La Parola di oggi e la riflessione

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del giorno accompagnato da una riflessione, insieme all’antifona e al Salmo corrispondente. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne la riflessione e scaricare tutto in formato PDF.

Sabato 18 aprile 2026

2a settimana di Pasqua

Parola del giorno
Atti degli Apostoli 6,1-7; Salmo 32,1-2.4-5.18-19; Vangelo di Giovanni 6,16-21

Salmo 32,1-2.4-5.18-19

Su di noi sia il tuo amore, Signore.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

1 Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
2
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.

4 Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
5
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

18 Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
19
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

Vangelo di Giovanni 6,16-21

16 Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, 17 salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao.
Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; 18 il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.
19
Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. 20 Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!» 21 Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

Subito toccò la riva

Spazio e tempo sono le due dimensioni fondamentali alle quali è legata inscindibilmente la nostra vita, ogni cosa della nostra vita. Spazio e tempo determinano il ritmo e la modalità del vivere più di quello che siamo soliti concepire. Lo spazio è la dimensione che facilita o obbliga vicinanza e distanza, separazioni e incontri. Il tempo è la dimensione che cadenza quotidianamente la distanza e la separazione tra desiderio e realizzazione, intenzioni e scelte, progetti ed esecuzione.
Quando Gesù sale sulla barca dei discepoli, le dimensioni tempo e spazio si uniscono, anzi, si fondono, cambiano densità e significato: E subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti. Eutheòs, “subito, all’istante”, dice il testo. Subito racconta la dimensione del tempo, tempo che con Gesù presente diventa il presente totale e unico dell’esistere. La vita non è più ieri, non è mai domani. Amare e credere alla potenza del presente è togliere alla dimensione tempo la forza di frapporsi tra il desiderio e la realizzazione, tra l’intenzione e la scelta, tra il desiderio di uscire dal mare agitato, di arrivare ed essere al sicuro e la riva stessa. Con Gesù nella barca, il tempo si piega al desiderio subito, all’istante, senza attese e proroghe. Con Gesù nella barca e nel cuore, il tempo diventa finalmente puntuale. La barca toccò la riva racconta lo spazio, la dimensione dello spazio delle cose, delle persone, delle idee, delle situazioni. La barca, lo spazio vitale, lo spazio relazionale, lo spazio affettivo, lo spazio lavorativo, con cui attraversiamo il mondo e la vita, è quella che è, è quella che ci siamo trovati, alla quale ci siamo adattati o addirittura costretti. La barca racconta lo spazio mentale, organizzativo, culturale, materiale, economico dove ci muoviamo. Imbarcare Gesù e le sue procedure sulla barca della vita e del cuore fa sì che ogni imbarcazione, esattamente quella che stiamo usando per attraversare il mare agitato della vita e degli accadimenti, diventi uno spazio utile, efficace e straordinariamente potente per realizzare i nostri desideri e i desideri di Dio per noi. La barca dei discepoli non è una barca straordinaria, ma proprio perché amata, usata, capita e vissuta al presente, con Gesù a bordo, è il mezzo più funzionale per realizzare i propri desideri, raggiungere la riva, smettere la paura, incontrare la salvezza.

La riva alla quale erano diretti racconta la direzione creata dal desiderio, in questo caso il desiderio di uscire quanto prima dall’agitazione pericolosa di quel mare tempestoso. È sempre il desiderio che crea la direzione, che crea il viaggio, l’itinerario, non il contrario. È scoprire il tesoro nel campo che agita come non mai il vivere, sposta equilibri e pesi, propone mete, organizza mente e piedi, crea progetti, motiva itinerari, prospettive, scelte, dedizione. È il desiderio di arrivare a riva, per essere al sicuro, che piega il timone, che crea la scia nel mare, che stabilisce l’intensità e la densità del tempo. La paura dilata i secondi in millenni, l’amore trasforma gli anni in minuti.
Vivendo assieme a Gesù, il tempo, lo spazio, il desiderio si fondono in un subito per noi quasi sconosciuto, un subito pieno di amore e tenerezza, luce e aiuto, è il subito della provvidenza divina, della presenza divina. È in questo subito di Dio, che lo spazio e il tempo non hanno più la forza di comprimere la nostra mente e le nostre emozioni con la competizione, con la paura di perdere, con la pretesa di trattenere, con la tossicità degli attaccamenti.
Quando l’umanità vorrà prendere, sulla barca del suo quotidiano, Gesù e le sue procedure, la forza gravitazionale dei problemi e delle indecisioni sarà minima, i mari insidiosi dei poteri forti non avranno più potere, i venti devastanti delle ideologie non potranno più soffiare, la bufera oscura della cieca stupidità non costringerà più l’uomo a tutta la disumana inutile fatica e sofferenza che è sotto i nostri occhi. Allora si potrà vivere questa terra e la vita nella meraviglia che Dio da sempre desidera per noi.

La riflessione Subito toccò la riva è tratta dal libro:
Ispirare il cuore
di Paolo Spoladore