Sabato 26 Agosto 2017

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Parola del giorno
Rut 2,1-3.8-11; 4,13-17 ; Salmo 127,1-5; Vangelo di Matteo 23,1-12

Vangelo di Matteo 23,1-12

In quel tempo, 1 Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli 2 dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3 Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. 4 Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
5 Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6 si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, 7 dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
8 Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9 E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. 10 E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
11 Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; 12chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Ovunque

È salita, gradino dopo gradino, fin sulle cattedre delle religioni, sulle cattedre delle guide spirituali della terra. È coltivata più del grano, onorata più del Messia. Nei millenni ha riempito di colori e disegni migliaia e migliaia di chilometri quadrati di pareti, soffitti, corridoi, cuspidi e navate. Si ricopre di porpora e oro, perle preziose e ricchezza. È nello scopo di ogni azione, nel respiro trattenuto dell’ammirazione. È nella legge, è nelle costituzioni, è nell’occhio della gente. Svolazza negli abiti al vento e tra una banconota e l’altra, come un’onda millimetrica e colossale. Si alimenta di compiacimento offerto e ricevuto e preferisce le sedie comode, ma a patto che siano anche le prime nella fila dell’importanza. Serpeggia ovunque, non ha limiti di appartenenza, non conosce confini e recinti, sfrutta tutto e ogni cosa per espandere il suo impero e il suo dominio.
L’ambizione non ha nemici sulla terra. L’ambizione controlla ogni cosa e ogni relazione, ogni rapporto e legame, affare, progetto e impegno.
È lei, l’ambizione che crea la confusione spirituale e oscura l’intelligenza. Confusione tale e così profonda, che non solo ha disassato gli equilibri della vita, ma ha addirittura rovesciato la percezione di ogni cosa.
L’ambizione ha talmente sovvertito ogni cosa che Gesù è costretto a ricordarci di essere prudenti perché, nel mondo di Dio, altri sono i piani e le verità: chi si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato. Sarebbe uno spreco innominabile passare tutta la vita entro le spire dell’ambizione per poi scoprire che, davanti a Dio, è meno del nulla e a nulla serve per la nostra crescita personale e per l’evoluzione collettiva.
L’umiltà e vivere per la gloria di Dio è l’unico antidoto.

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