Martedì 15 Agosto 2017

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Parola del giorno
Apocalisse 11.19a; 12,1-6a.10ab; Salmo 44,10-12.15b.16; Prima lettera ai Corìnzi 15,20-27a; Vangelo di Luca 1,39-56

Vangelo di Luca 1,39-56

39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
40 Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44 Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
46 Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48 perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.
49 Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
50 di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
51 Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
52 Ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53 ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
54 Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
55 come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
56 Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Inno

Maria si alza e si muove in fretta verso le montagne, verso la casa della cugina Elisabetta. Il bimbo Giovanni si muove e sussulta nel grembo della vecchia madre alla voce di Maria e alla presenza del suo Signore, anche lui nel grembo. Maria esulta nello Spirito e canta il suo inno. In questa pagina è tutto un sussulto, una vibrazione, un levarsi in piedi, un muoversi per esultare. Perché? Perché il Signore è presente. Il Signore è presente, è in mezzo al suo popolo, per ora racchiuso dolcemente nell’oscurità di quella pancia benedetta, ma presto luminosissimo davanti agli occhi e alle orecchie di tutti i popoli.
E Maria vibra, vibra intensamente nello Spirito, così intensamente che, tra lacrime e canto, le sgorga dal cuore l’inno del Magnificat. In verità il cuore del Magnificat, più che un inno atto a magnificare il nome di Dio, è un annuncio, un annuncio potente e rivelatore delle opere che Dio Padre sta compiendo attraverso le mani e il cuore di suo Figlio. Nel Magnificat, Maria non canta e benedice solo l’assoluta fedeltà della provvidenza divina, ma profetizza al presente quello che Gesù è venuto a compiere.
Dio Padre, in Gesù, non vuole più trattenere il suo braccio contro le ingiustizie degli uomini e dispiega la sua potenza per disperdere i superbi nei piani del loro cuore. Dio Padre, in Gesù, rovescia i potenti dai loro troni e innalza gli umili. Dio Padre, in Gesù, ricolma di beni gli affamati e caccia via i ricchi a mani bucate, così bucate che sono vuote. Dio Padre, in Gesù, soccorre il suo popolo, che in ogni angolo della terra è rimasto fedele al nome di Dio e non ha mai smesso di credere alla giustizia, all’amore, alla condivisione, anche sotto i colpi della persecuzione, del terrore, della derisione, della schiavitù e della violenza.
Dio Padre, in Gesù, ora realizza la promessa antica annunciata da tutti i profeti fin dai tempi di Abramo: Dio ora viene in soccorso dei figli e li circonda con la sua misericordia.
A guardarlo bene, l’inno di Maria, più che un inno di benedizione a Dio, è un canto ispirato dallo Spirito a proclamare la rivelazione chiarissima della potente e tanto attesa azione di ripristino che Dio ha intenzione di operare in Gesù, contro ogni stortura, disarmonia, insipienza, ingiustizia, inganno del mondo. Il Magnificat annuncia che è giunta l’ora di ripristinare le ferite, le disarmonie provocate ovunque nella storia dai piani dei superbi, dal potere senza scrupoli dei potenti, dalle schiavitù generate dai troni umani e dagli interessi e convenienze dei ricchi. È l’inno del ripristino, il magnifico inno del ripristino. È il canto che annuncia l’ora del riallineamento totale di tutte le cose e di tutti gli esseri sull’asse dell’energia dell’amore, della giustizia e della verità di Dio.
È l’inno del ripristino che canta la realizzazione di tutte le profezie che annunciano lo Shalom, la pace, cieli nuovi e terra nuova (Isaia 11,6-9; 65,17; Amos 9,13-15; Matteo 24,3-14; 2Pietro 3,10-14; Apocalisse 21,1:5).

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