Venerdì 4 Agosto 2017

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Parola del giorno
Levìtico 23,1.4-11.15-16.27.34b-37; Salmo 80,3-6d.10-11b; Vangelo di Matteo 13,54-58

Vangelo di Matteo 13,54-58

In quel tempo, Gesù 54 venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? 55 Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56 E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?» 57 Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». 58 E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Quella di Dio

Gesù non ha mai vissuto la vita di un altro. Gesù non ha mai seguito le aspettative degli altri, che fossero amici, familiari, parenti o nemici. Gesù non ha mai cercato di realizzare le attese che gli altri potevano avere su di lui, né tantomeno ha mai indirizzato i suoi passi e le sue azioni nel realizzare le aspirazioni degli altri su di lui. Gesù, accolto dalla moltitudine in festa e cacciato violentemente dai potenti del tempo, non ha mai vissuto la vita di un altro, non ha mai avuto paura, perché Gesù ha sempre obbedito a se stesso e ha sempre obbedito a se stesso perché ha sempre obbedito al volere di Dio Padre su di lui.
Solo quando un uomo è completamente dedicato al progetto che Dio ha disegnato dentro di lui per il bene di tutti, allora quell’uomo non ha nessun bisogno psichico ed emotivo di corrispondere alle attese degli altri. È lo stato di rivolta e sfida degli uomini contro Dio e la sua volontà che costringe gli uomini, anche se non se ne accorgono, a trasformare la loro intera vita, dall’infanzia alla vecchiaia, nel proposito di cercare di corrispondere a tutti i costi alle aspettative e alle attese degli altri. E questo accade anche quando gli uomini, per qualche motivo, si oppongono decisamente alle attese e alle aspettative altrui e decidono di percorrere la loro strada individuale in opposizione e in sfida con gli altri: anche in questo caso non seguono affatto il progetto divino su di loro ma, per opposizione e rivolta, ancora una volta seguono quello degli altri. L’unico modo per non subire l’indebito peso e l’opprimente ricatto delle attese degli altri su di noi è obbedire completamente al disegno di Dio in noi, senza riserve, domande, dubbi, reticenze, calcoli, prospettive. Obbedire alla volontà altrui è l’unico modo per non obbedire all’umanità, alle sue reali necessità e ai suoi veri bisogni. Per essere veramente utili agli altri è paradossalmente necessario non dare mai ascolto a nessuno, ma solo alla volontà di Dio in noi, senza pretese e attese. Per essere veramente utili agli altri, un figlio di Dio non deve mai, assolutamente mai dare nessuna importanza a cosa possono pensare gli altri di lui, ma deve preoccuparsi unicamente di cosa può pensare Dio di lui e delle sue azioni. Gesù non ha mai vissuto la vita di un altro perché mai, mai in nessun momento ha consegnato la sua vita al potere del volere altrui ma sempre e solo al potere del volere del Padre suo celeste.

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