Protocollo di guarigione ... Gesù

Protocollo di guarigione

Gesù attraversa il Mar di Galilea – detto anche lago di Tiberiade o di Gennèsaret o di Kenneret – e sbarca a Gennèsaret, una terra situata a 200 metri sotto il livello del mare. A Gennèsaret l’aria, l’acqua, la temperatura del tutto innocue per gli abitanti del luogo sono dannose per gli stranieri e fonte di grave deperimento fisico e malattie. Gennèsaret poi è una terra sotto il controllo diretto dei romani che qui hanno un vasto campo militare permanente, una specie di quartier generale di addestramento delle guarnigioni. Per questo Gesù in questa terra può predicare e operare guarigioni al sicuro dal controllo e dalle molestie dei potenti sacerdoti del tempio di Gerusalemme e sufficientemente lontano dalle grinfie militari di Erode. Qui Gesù può compiere guarigioni di ogni tipo su migliaia di persone su ogni piazza e spiaggia, mentre dall’altra parte del lago questo stesso Gesù è considerato un ubriacone, un mangione, pratico di prostitute, amico di ladri e ammanicato con gente di malaffare.
Gesù dunque sbarca a Gennèsaret e può rimanerci un po’ di tempo indisturbato, la gente impara a conoscerlo come uno straordinario taumaturgo e accorre a lui da ogni dove per farsi sanare e guarire da ogni infermità e malattia. Gesù accarezza, impone le mani, a volte impasta del fango con polvere e saliva, altre volte gli basta solo usare il suono della sua voce, uno sguardo. Nelle situazioni più concitate, quando le piazze si riempiono e rimane solo un pertugio ricavato tra le ali della folla per il suo passaggio, allora per essere guariti basta solo riuscire a toccare, a sfiorare il suo mantello.
Il protocollo di guarigione di Gesù è del tutto innovativo e sconosciuto e soprattutto è gratis. Nessuno davanti a Gesù deve dissanguare le proprie sostanze per non vedersi dissanguare da una malattia. Con Gesù la guarigione non è mai una promessa, è sempre realtà e non solo è del tutto gratis ma è anche semplice; non è traumatica, non crea ansia e paura, libera il corpo, la mente e l’anima. Gesù libera la mente e l’anima così che l’uomo riconosca, riconosca da sé ciò che libera e ciò che incatena, ciò che sana e ciò che fa morire.

Vangelo di Marco 6,53-56

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, 53 compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. 54 Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe 55 e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
56
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.