Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Sabato 4 Novembre 2023

30a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Lettera ai Romani 11,1-2a.11-12.25-29; Salmo 93,12-13a.14-15.17-18; Vangelo di Luca 14,1.7-11

Salmo 93,12-13.14-15.17-18

Il Signore non respinge il suo popolo.

12 Beato l’uomo che tu castighi, Signore,
e a cui insegni la tua legge,
13
per dargli riposo nei giorni di sventura.

14 Poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità,
15
il giudizio ritornerà a essere giusto
e lo seguiranno tutti i retti di cuore.

17 Se il Signore non fosse stato il mio aiuto,
in breve avrei abitato nel regno del silenzio.
18
Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.

Vangelo di Luca 14,1.7-11

1 Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
7
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: 8 «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, 9 e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!” Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. 10 Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!” Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. 11 Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Avvertenze

Sono appiccicate nei modi più diversi a quasi tutti i prodotti in commercio, da quelli alimentari a quelli medicinali, ai detersivi, ai vini, dai telefonini al frigorifero. Sono le avvertenze. Ogni prodotto ha le sue e servono ad avvertire delle cose più diverse, ma tutte hanno come scopo principale evitare un utilizzo scorretto o improprio e favorire un uso corretto del prodotto.
Anche la vita, il vivere su questa terra, ha le sue avvertenze e possiamo trovarle scritte tra le righe del vangelo di Gesù. Non sono procedure, sono avvertenze. Avvertono e mettono in guardia l’umanità da un utilizzo scorretto e improprio del dono della vita e cercano di favorire l’uomo in un uso corretto ed efficace del dono dell’esistenza e della propria persona. Una delle avvertenze preferite di Gesù è: Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato. A sentirla così sembra una minaccia, ma in realtà è un’avvertenza, una splendida puntualissima avvertenza. Tutto parte dal senso di inferiorità. Il senso di inferiorità è generato dal sistema dell’addestramento, dalle umiliazioni e dalle ferite ricevute e dall’assoluta mancanza di fede e onore per se stessi e per l’Eterno Creatore. Il senso di inferiorità genera interiormente la voragine della percezione di sé che se nella realtà può essere riempita solo ripristinando un rapporto di fede e di amore con se stessi e con Dio, nell’inganno dell’addestramento, invece, può essere riempita dall’ambizione, dalla corsa ai primi posti.
Come il fuoco si appicca più facilmente alla paglia che a un tronco centenario, così l’ambizione si attacca più facilmente alle menti piccole e svuotate dal senso d’inferiorità che alle persone grandi o cresciute interiormente.
Gesù ci avverte che la smania dei primi posti, l’ambizione, è pericolosa come una forma di demenza, perché se praticata con decisione e determinazione conduce sicuramente a uno stato di schizofrenia. Gesù avverte che chi si esalta e persegue i primi posti, attraverso l’agitazione compulsiva dell’ambizione, avrà come conseguenza della sua vita il fallimento e l’umiliazione, perché è l’orientamento mentale di chi già si sente fallito. Cercare i primi posti nel successo, nel potere, nella gerarchia è l’ultima via di fuga per il fallimento interiore, per la necrosi delle capacità mentali. Poiché l’ambizione è frutto del senso d’inferiorità, come potrà fornire a qualcuno qualcosa di diverso dall’inferiorità, cioè da ciò che l’ha generata? Quello che Gesù annuncia non è una minaccia, ma un’avvertenza: chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato, perché chiunque si esalta significa che dentro si sente già umiliato e perdente e non potrà generare altro per se stesso che fallimento e umiliazione. Non chi si sente umiliato, ma chi è umile accederà ai livelli superiori dell’evoluzione e della felicità.