Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Giovedì 28 Settembre 2023

25a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Aggèo 1,1-8; Salmo 149,1-6a.9b; Vangelo di Luca 9,7-9

Salmo 149,1-6a.9b

Il Signore ama il suo popolo.

1 Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
2 Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion.

3 Lodino il suo nome con danze,
con tamburelli e cetre gli cantino inni.
4 Il Signore ama il suo popolo,
incorona i poveri di vittoria.

5 Esultino i fedeli nella gloria,
facciano festa sui loro giacigli.
6 Le lodi di Dio sulla loro bocca.
9 Questo è un onore per tutti i suoi fedeli.

Vangelo di Luca 9,7-9

In quel tempo, 7 Il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», 8 altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
9
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?» E cercava di vederlo.

Chi è?

Erode è curioso. Vuole sapere chi è Gesù, anzi vuole vederlo. Senz’altro ci sarà anche riuscito. Erode vuole sapere, forse vuole perfino capire. Anche con Giovanni l’Immergitore Erode era stato curioso, così curioso di sapere cosa aveva nella testa quell’incredibile personaggio, che a un certo punto, per vedere dentro, gliel’ha tagliata.
Il potere a volte è curioso, ma solo per i primi tempi e mai per capire, solo per sapere in che misura quella cosa nuova, inattesa, inedita può tornare utile e vantaggiosa e soprattutto in che misura è controllabile. La novità, la nuova prospettiva, se non è vantaggiosa per il sistema, il problema non si pone, è senz’altro una cosa stupida e ingannevole. Se invece può rivelarsi vantaggiosa ma non è controllabile, va disintegrata e cancellata con ogni mezzo, come pericolosa e insicura, immorale e insana. Se è vantaggiosa e al tempo stesso completamente controllabile, allora va integrata quanto prima nel sistema e sfruttata fino all’osso, e poi gettata via quando non serve più. Così si è sempre comportato il potere con ogni profeta della storia, con ogni forma di profezia e ogni prospettiva di rinnovamento spirituale e intellettuale. Così il sistema del potere ha fatto con Gesù. Erode avrebbe potuto senz’altro cambiare questo approccio scontato e ripetitivo alla novità, se quel giorno in quell’infimo pizzico di intellettuale curiosità che gli rimaneva, si fosse chiesto non chi è Lui, ma chi è Lui per me.
Se vuoi uscire dall’oscurità del pregiudizio e dal buio della stupidità, non chiederti mai cos’è una cosa, ma cos’è quella cosa per te. Non chiederti mai chi è una persona, ma chi è quella persona per te. Non chiederti mai chi è Dio, Gesù, il Paraclito, il vangelo, ma a occhi chiusi e a cuore aperto, chiediti chi è Dio, chi è Gesù, chi è il Paraclito, cos’è il vangelo per te.