Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Sabato 21 Gennaio 2023

2a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Lettera agli Ebrei 9,2-3.11-14; Salmo 46,2-3.6-9; Vangelo di Marco 3,20-21

Salmo 46,2-3.6-9

Ascende Dio tra le acclamazioni.
Oppure: Cantate inni a Dio, cantate inni.

2 Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
3
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

6 Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
7
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

8 Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
9
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. 

Vangelo di Marco 3,20-21

In quel tempo, Gesù 20 entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. 21 Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

Pazzia

È fuori di sé, letteralmente, è fuori dalla sua essenza, è così pazzo che non è possibile avere un confronto con lui. È un verbo durissimo, indica che non è più possibile avere un confronto, un rapporto, un dialogo con quella persona.
Forse è l’affermazione insieme più offensiva e più luminosa di tutto il vangelo nei confronti di Gesù. Se la razionalità del suo procedere argomentativo, se la sempre perfetta coerente assertività del suo comunicare, se il suo non avere paura del giudizio di nulla e di nessuno, se la sua potenza nel guarire lebbrosi, paralitici, ciechi e zoppi, se la sua profonda mitezza e umiltà, se la sua compassione per tutti e per ciascuno, se la sua regalità e armonia, se la conoscenza che ha trasmesso e ispirato all’uomo per una vita più piena e vitale, se l’invincibile nostalgia di amore e di bene che sapeva suscitare, se il suo silenzio amante, mai violento, nei giorni della tortura e della violenza, se la sua incommensurabile innocenza e delicatezza, se la sua grazia e bellezza, se tutto questo è di un pazzo, se tutto questo significa essere fuori di sé, fuori della propria essenza, se questo comporta impedimento a qualsiasi confronto umano, quale altra cosa potrebbe mai desiderare un uomo che questa magnifica, splendida, benedetta pazzia?