Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Venerdì 31 Dicembre 2021

7° giorno fra l’ottava di Natale

Parola del giorno
Prima lettera di Giovanni 2,18-21; Salmo 95,1-2.11-13; Vangelo di Giovanni 1,1-18

Salmo 95,1-2.11-13

Gloria nei cieli e gioia sulla terra.
Oppure: Tutti i confini della terra hanno visto la salvezza del nostro Dio.

1 Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
2
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.

11 Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
12
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta.

13 Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

Vangelo di Giovanni 1,1-18

1 In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
2
Egli era, in principio, presso Dio:
3
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
4
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
5
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
6
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
7
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
8
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
9
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
10
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
11
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
12
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
13
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
14
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
15
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
16
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
17
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
18
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Legge, grazia, verità

Mosè rappresenta il passaggio storico dell’umanità che, per sopravvivere, ha avuto bisogno della legge. Il sistema della legge, che non rende possibile all’uomo nessun passaggio evolutivo spirituale, si è reso indispensabile in quel momento per impedire l’estinzione della specie umana dalla terra. Il sistema della legge è un sistema che non prevede, non genera, non produce in alcun modo amore, gratitudine, gioia, pace, felicità, benessere veri e reali per tutti. Il sistema della legge, che nella storia biblica è rappresentato da Mosè, è il sistema che impedisce all’umanità di attraversare la vita senza annegare disperatamente, in brevissimo tempo, tra i flutti dell’ignoranza, dell’inconsapevolezza, della stupidità, dell’idiozia dell’ego. Mosè ha liberato il popolo di Israele, che simbolicamente è tutta l’umanità, dalla schiavitù e dall’oppressione, un popolo che a fatica si è lasciato liberare, un popolo dal cuore indurito e dall’intelligenza fiaccata. Mosè, per ordine di Dio, ha faticato non poco a cercare di sconnettere quel popolo dalle catene della prigionia, della miseria, dell’illusione in cui l’ego l’aveva condotto, ha faticato non poco per rimettere il cuore di quella gente in asse con la vita e con Dio. Mosè non aveva altra via che la via della legge dove far incamminare quel popolo ostinato, capriccioso, idolatra, violento, avido di ricchezze, affamato di possesso e di sicurezze umane. La via della legge è una via che permette di attraversare il pericolo e di sopravvivere, ma successivamente, se si continua a percorrerla, diventa una via senza via di uscita, una via che non porta da nessuna parte, se non alla morte stessa. La via della legge non porta da nessuna parte perché non parte da Dio, anche se Dio stesso l’ha indicata come via di salvezza nei momenti oscuri e distruttivi dell’umanità. Attraverso Mosè è venuta all’umanità la via della legge, il passaggio di sopravvivenza della legge, ma la legge non è mai potuta venire dal cuore di Dio, né mai potrà, perché la legge non parte e non porta all’amore e alla gioia.
Gesù, Yeshua, rappresenta invece il passaggio dell’umanità verso l’evoluzione della vita e della luce di Dio, perché attraverso Gesù sono venute all’umanità la grazia e la verità. La via della grazia è la via dell’amore che si esprime in gratitudine, bellezza, rispetto, perdono, compassione, misericordia, totale benessere interiore, gioia, felicità, pace. L’uomo non può amare, vivere la gratuità ed essere grato in nome della legge, non può chiedere perdono e perdonare, avere misericordia e compassione in nome di un principio, non può vivere la bellezza della vita, rispettare la natura, sentirsi parte del tutto del creato in nome di uno statuto, vivere nel benessere interiore, conoscere la gioia, la felicità, la pace in nome di un codice o di una norma. Non si può costringere un uomo ad amare, a onorare, a lodare, a benedire, a dedicare il proprio cuore, ad avere profondo rispetto, a essere delicato, gentile, capace di condivisione, di sapienza e conoscenza. Nulla del mondo dell’amore, della felicità e della pace, che si ottiene lungo la via della grazia, si può ottenere attraverso la via della legge, impossibile. La via della grazia permette all’uomo la vera evoluzione dello spirito, permette il cammino verso la pace e la felicità. La via della verità, venuta all’umanità insieme alla via della grazia in Gesù, è la via del metodo, la via delle procedure evangeliche, la via dove si può imparare quel certo modo, quel modo certo di fare le cose nella coerenza, in connessione, in unione con la via della grazia e dell’amore; è la via della giustizia, non quella legale, ma della giustizia reale, della coincidenza tra le intenzioni dell’amore e le azioni dell’amore. La via della verità è conoscere come funziona, è lasciarsi ispirare da Dio su come funzionano realmente le cose, per vivere nel benessere pieno per tutti.
La via della grazia non può esistere se non corre abbracciata alla via della verità. Grazia e verità sono le due ali di Yeshua, Colui che condurrà l’umanità a un’evoluzione magnifica e meravigliosa. Per quanto un uomo si sforzi a vivere nella legge, non vivrà mai nello stato della grazia, della verità e dell’amore, mai. Per questo Dalla sua pienezza
 noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. 
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.