Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Martedì 14 Dicembre 2021

3a settimana di Avvento

Parola del giorno
Sofonìa 3,1-2.9-13; Salmo 33,2-3.6-7.17-19.23; Vangelo di Matteo 21,28-32

Salmo 33,2-3.6-7.17-19.23

Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Oppure: Il Signore è vicino a chi lo cerca.

2 Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
3 Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

6 Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
7 Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

17 Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
18 Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.

19 Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
23 Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

Vangelo di Matteo 21,28-32

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: 28 «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. 29 Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. 30 Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. 31 Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?» Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 32 Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Trafficanti

Pubblicani e prostitute, in greco rispettivamente telònai e pòrnai, sono termini legati entrambi all’area semantica del comprare, ottenere con denaro, acquistare, andare a vendere in terre lontane. I pubblicani, uomini di malaffare, imbroglioni esattori delle tasse, insieme alle prostitute sono quindi due precise categorie di trafficanti.
I pubblicani e le prostitute sono trafficanti di se stessi, trafficanti secondo gli interessi del loro cuore, interessi che, prima dell’incontro con Gesù, sono esclusivamente frutto della sfida e della rivolta contro Dio e la vita. E in tutto questo ci rappresentano perfettamente. Ma, abbracciando il processo della salvezza, seguendo la procedura del pentimento – pentirsi è traducibile in greco con “cambiare e invertire ciò che sta a cuore” –, pubblicani e prostitute ci passano avanti nel regno.
Perché? Perché hanno capito che credere significa esattamente e contemporaneamente cambiare, pentirsi di una vita per abbracciarne un’altra?
I trafficanti, abilitati dall’esperienza a perseguire con ogni furbizia gli interessi del proprio cuore, di fronte alla proposta evangelica di nuova felicità e salute sono pronti al cambio e all’inversione di ciò che sta loro a cuore.
L’uomo non fa fatica a credere in Gesù perché è difficile credere a Gesù, ma perché anche inconsciamente l’uomo sa che credere al vangelo significa innanzitutto cambiare vita, mutare via, cambiare azioni, significa cambiare e invertire ciò che gli sta a cuore. È un’eguaglianza: se non hai voglia di cambiare ciò che per sfida e rivolta ti sta a cuore, non sarai pronto a credere al vangelo. Se hai voglia di cambiare, solo allora avrai sete di credere. Nella misura in cui si desidera proteggere i propri interessi cardiaci, è necessario coprire di ridicolo il vangelo.
Non è mai successo che qualcuno non creda a Gesù per mancanza di fede, ma solo ed esclusivamente per pigrizia interiore e per proteggere il proprio traffico interiore.