Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Mercoledì 17 Novembre 2021

33a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Secondo libro dei Maccabèi 7,1.20-30; Salmo 16,1.5-6.8.15; Vangelo di Luca 19,11-28

Ci sazieremo Signore

Salmo 16,1.5-6.8.15

Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

1 Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.

5 Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
6
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole.

8 Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
15
Ma io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.

Vangelo di Luca 19,11-28

In quel tempo, Gesù 11 disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.
12
Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. 13 Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. 14 Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. 15 Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.
16
Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. 17 Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”.
18
Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. 19 Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”.
20
Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; 21 avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. 22 Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: 23 perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi”. 24 Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. 25 Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!” 26 “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. 27 E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».
28
Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

Fruttificare

Far fruttare è il segreto dell’amore, guadagnare è il segreto del possesso. Portare frutto appartiene alla vibrazione della luce, cercare ricavo appartiene alla vibrazione delle tenebre. La sete di guadagno è generata dalla paura di non avere abbastanza, dal senso di incertezza, dall’avidità e dal possesso, dalla fame di piacere personale. Il desiderio di portare frutto è generato dall’anelito di moltiplicare la felicità, la gioia, il benessere, la pace, la bellezza per tutti. La sete di guadagno non rende fedeli al tesoro della propria vita, rende solo terribilmente possessivi. La sete di guadagno non fa muovere un dito se non c’è interesse. Il desiderio di portare frutto non muove un dito se c’è interesse personale. Portare frutto si dedica a ciò che è utile per tutti, guadagnare si dedica a ciò che procura vantaggio per pochi. Portare frutto espande la ricchezza, il guadagno ammucchia la ricchezza. Portare frutto espande il dono, il guadagno moltiplica la conquista. Chi porta frutto non pretende, non cerca merito, chi guadagna esige e abbisogna di consensi. Chi sceglie di portare frutto non pretende, non forza, non cerca merito, chi guadagna esige sempre forza e abbisogna di successo. Chi ama portare frutto cerca vantaggio e beneficio per tutti, chi ama guadagnare cerca vantaggio e beneficio solo per sé.
Chi ama portare frutto distribuisce, dispensa, dona, non trattiene, chi ama guadagnare prende, accatasta, accentra, accumula. 
Colui che desidera usare la propria vita per portare frutto moltiplicherà tutti i suoi doni, colui che desidera usare la propria vita per guadagnare moltiplicherà solo la paura di perdere qualcosa.
Niente al mondo ha occhi buoni come la vita. La vita sa sempre perfettamente chi usa la vita per portare frutto e chi invece la usa solo per guadagnare, e a tempo opportuno la vita saprà concedere ai primi di moltiplicare senza misura tutti i loro doni e frutti, ma saprà portare via tutto a coloro che hanno scelto di usare la vita solo per il proprio guadagno. Perché la vita si comporta così? Perché chi vive la vita solo per guadagnare, consapevolmente o no, è nemico di Dio, del suo sistema divino proteso alla bellezza e al benessere per tutti. È nemico del sistema e dell’energia universale dell’amore che a tutti provvede sempre, perfettamente, completamente. Chi usa la propria vita per guadagnare, è nemico del Re della Vita e ostile al suo regno e alla sua regalità, non si fida dell’esistenza e delle sue leggi di amore, ed è determinato a organizzare per sé una forma di benessere, sicurezza e ricchezza in competizione e in conflitto con quella della vita e dell’amore.