Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Martedì 16 Novembre 2021

33a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Secondo libro dei Maccabèi 6,18-31; Salmo 3,2-7; Vangelo di Luca 19,1-10

Salmo 3,2-7

Il Signore mi sostiene.

2 Signore, quanti sono i miei avversari!
Molti contro di me insorgono.
3
Molti dicono della mia vita:
«Per lui non c'è salvezza in Dio!»

4 Ma tu sei mio scudo, Signore,
sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.
5
A gran voce grido al Signore
ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.

6 Io mi corico, mi addormento e mi risveglio:
il Signore mi sostiene.
7
Non temo la folla numerosa
che intorno a me si è accampata.

Vangelo di Luca 19,1-10

In quel tempo, Gesù 1 entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, 2 quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, 3 cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4 Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
5 Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». 6 Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. 7 Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!»
8 Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
9 Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. 10 Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Porta gioia

Gesù è la sorgente della gioia. Gesù è la via della gioia, la porta verso la gioia, è la gioia stessa nella sua infinita pienezza. Gesù porta gioia, conduce alla gioia. Dove passa Gesù scaturisce gioia. Quando Gesù entra nel cuore dell’uomo, splende la gioia. Dove non c’è gioia, significa che Gesù è rifiutato. Dove non si sviluppa gioia, significa che Gesù non è accolto. Dove non c’è spazio per Gesù, non c’è spazio per la gioia. Dove non c’è spazio per la gioia, non c’è spazio per Gesù. Chi prega Gesù, e non è nella gioia, non sta pregando Gesù. Chi si consacra a Gesù, ma non vive nella gioia, non si è consacrato a Gesù. Chi crede in Gesù, e non sviluppa gioia nel suo cuore, non crede in Gesù. Chi si affida a Gesù, ma non è nella gioia, non si affida a Gesù. Chi annuncia Gesù ma non è nella gioia non annuncia Gesù. Chi accoglie Gesù e il suo messaggio non può essere triste. L’incontro con Gesù genera in Zaccheo, che lo accoglie, splendida gioia nel cuore. L’incontro con Gesù genera in tutti gli altri, che non lo accolgono, mormorazione, stizza, fastidio, indignazione. Gli uomini che rifiutano Gesù, che sono ostili a Gesù, che vivono lontani da Gesù, non sono nemici di Gesù, sono solo uomini tristi, che non conoscono la gioia e la felicità. Chi non accoglie Gesù e il suo messaggio non rifiuta solo Gesù ma ogni possibilità su questo pianeta di essere felice.
Per vivere la gioia non è l’uomo che deve entrare nel messaggio di Gesù, ma è il messaggio di Gesù che deve entrare nel cuore e nell’intelligenza dell’uomo. La rinascita di Zaccheo è iniziata nel momento in cui, per vedere Gesù, è salito sul sicomòro, ma il paradiso di Zaccheo è iniziato nell’istante in cui Gesù, alzando lo sguardo, gli ha detto: Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. Il paradiso inizia quando l’uomo lascia entrare Gesù completamente nella casa del proprio cuore. Da quel momento Zaccheo ha avuto il paradiso in casa, nel cuore, e in ogni fibra della sua persona, perché dove entra Gesù entra la gioia e dove entra la gioia entra il paradiso, il paradiso di Dio.