Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Lunedì 15 Novembre 2021

33a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Primo libro dei Maccabèi 1,10-15.41-43.54-57.62-64; Salmo 118,53.61.134.150.155.158; Vangelo di Luca 18,35-43

Salmo 118,53.61.134.150.155.158

Dammi vita, Signore, e osserverò la tua parola.

53 Mi ha invaso il furore contro i malvagi
che abbandonano la tua legge.
61
I lacci dei malvagi mi hanno avvolto:
non ho dimenticato la tua legge.

134 Riscattami dall’oppressione dell’uomo
e osserverò i tuoi precetti.
150
Si avvicinano quelli che seguono il male:
sono lontani dalla tua legge.

155 Lontana dai malvagi è la salvezza,
perché essi non ricercano i tuoi decreti.
158
Ho visto i traditori e ne ho provato ribrezzo,
perché non osservano la tua promessa.

Vangelo di Luca 18,35-43

35 Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. 36 Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. 37 Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!»
38 Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!» 39 Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!»
40 Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: 41 «Che cosa vuoi che io faccia per te?» Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!» 42 E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
43 Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Almeno

Almeno a quei tempi, Signore,
qualcuno, anche se cieco, riusciva a vederti,
e a riconoscerti come il Figlio di Dio.
Almeno a quei tempi, Signore,
qualcuno aveva il coraggio, il sacro timore,
la fede per gridare a te, e implorare
guarigione, salute e salvezza con tutta la forza del cuore.
Almeno a quei tempi, Signore,
qualcuno c’era che sapeva urlare a te, più forte,
più forte degli striduli rimproveri dei benpensanti,
più forte del fastidio dei moralisti,
più forte dell’irritazione degli uomini di religione,
più forte dell’immobilità degli uomini di politica.
Almeno a quei tempi, Signore,
qualcuno aveva il coraggio di essere cieco ma non stupido,
mendicante ma non schiavo,
povero ma non affogato nell’inedia,
emarginato ma non disperato.
Almeno a quei tempi, Signore,
qualcuno c’era che conosceva l’audacia della fede,
la magnifica vitalità del desiderio,
la potenza del momento presente.
Almeno a quei tempi, Signore,
qualcuno c’era che aveva orecchie così buone e raffinate
da riconoscere gli amorosi passi del Messia sulla terra.
Almeno a quei tempi, Signore,
qualcuno c’era che desiderava con tutto il cuore tornare a vedere,
rinascere, guarire, essere sano, libero e felice.
Almeno a quei tempi, Signore,
un cieco, in mezzo a tutta l’indifferenza, il coma spirituale,
l’ignoranza abissale di una città intera, aveva compreso
quanto amore e compassione infiniti, in Gesù,
stavano attraversando le strade di Gerico,
per salvare il mondo dalla paura e dalla tristezza.
Almeno a quei tempi, Signore,
qualcuno, un cieco, aveva percepito quanto tu desideri
che tutti gli uomini e le donne del pianeta
possano vivere nel benessere e nella gioia,
e a te, a te solo ha gridato:
Yeshua elèeson me, Salvatore, Sanatore, misericordiami.