Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Domenica 14 Novembre 2021

33a del Tempo Ordinario – Anno B

Parola del giorno
Danièle 12,1-3; Salmo 15,5.8-11; Lettera agli Ebrei 10,11-14.18; Vangelo di Marco 13,24-32

Salmo 15,5.8-11

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

5 Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
8
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

9 Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
10
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

11 Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

Vangelo di Marco 13,24-32

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «24 In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
25 le stelle cadranno dal cielo
 e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. 26 Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. 27 Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
28 Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. 29 Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
30 In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. 31 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 
32 Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

Occhi aperti

Gesù non vuole creare allarmismi ma invitare questa generazione ad avere orecchie e occhi buoni. Gesù non annuncia cosa succederà alla terra e al cosmo dopo la grande tribolazione, nei giorni della sua venuta intermedia, per creare panico, non servirebbe a nulla, ma per aprire il cuore di questa generazione alla consapevolezza di ciò che dovrà affrontare. Gesù non vuole generare sgomento ma invitare tutti gli uomini e le donne di questa generazione ad aprire bene gli occhi su quello che accadrà ai popoli, al pianeta, al sole, alla luna e alle stelle per predisporsi con onore e amore al momento del grande incontro con Yeshua Liberatore. Gesù non vuole incutere terrore ma aiutare tutti gli uomini e le donne di questa generazione ad aprire gli occhi sui segni dei tempi, aprire il cuore alla mano dolcissima di Dio, aprire le orecchie alla voce della sua Parola che mai passerà. Gesù non vuole la paura di questa generazione ma la sua splendida evoluzione. E, se evoluzione non sarà per scelta di amore di felicità e onore per la vita da parte dell’umanità, evoluzione sarà per invito forte e indiscutibile delle potenze del creato. Gesù non ha mai voluto farci paura ma non può evitare di farci conoscere le conseguenze energetiche di tanti secoli di servizio indefesso e instancabile reso al male e alla morte da parte di gran parte dell’umanità. Occhi aperti sui segni e orecchie aperte sulla Parola, Lui sta tornando, ma prima una grande tribolazione, come mai c’è stata e mai più ci sarà, colpirà questa generazione. Una tribolazione così violenta e di proporzioni immani che la vita stessa e la vita dell’uomo sul pianeta sarebbe destinata a sparire se Dio Padre non accorciasse quei giorni. Dio li accorcerà, e non lo farà in nome dell’umanità ma in nome di quei figli bistrattati, perseguitati, calunniati, cacciati che lui stesso aveva scelto e mandato per preparare il suo popolo a questi giorni. Chiunque avrà mosso un dito o una parola per allontanare dal popolo di Dio coloro che lui stesso ha scelto e mandato per predisporre il popolo alla venuta di Gesù, in quei giorni non troverà nessuna porta aperta, non troverà cibo per sé e i propri figli, non troverà fuoco per scaldarsi, coperte per coprirsi, né acqua da bere e nemmeno gli angeli potranno aiutarlo, non potranno proprio.
Come un solo bicchiere d’acqua dato per amore di Gesù a uno dei suoi profeti garantisce una ricompensa eterna nella luce di Dio, una sola parola o gesto, mosso contro uno solo dei suoi profeti, per allontanarlo dal popolo di Dio, nei giorni della tribolazione diventerà un marchio nella gola e nelle mani. Un marchio che, quando Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo, gli angeli sapranno riconoscere all’istante. È il marchio che segnerà l’appartenenza a un altro popolo, a un altro gregge, a un altro pastore, al pastore satanico che guida i suoi figli alla morte e all’abisso di fuoco. Alla vista di questo marchio gli angeli non faranno nulla, non muoveranno un’ala, e proprio questo sarà allucinante, sarà allucinante il fatto che gli angeli non faranno nulla per strappare costoro dalle spire e dalle fauci di Satana e dei suoi demoni.