Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Sabato 13 Novembre 2021

32a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Sapienza 18,14-16; 19,6-9; Salmo 104,2-3.36-37.42-43; Vangelo di Luca 18,1-8

Salmo 104,2-3.36-37.42-43

Ricordate le meraviglie che il Signore ha compiuto.

2 A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
3
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.

36 Colpì ogni primogenito nella loro terra,
la primizia di ogni loro vigore.
37
Allora li fece uscire con argento e oro;
nelle tribù nessuno vacillava.

42 Così si è ricordato della sua parola santa,
data ad Abramo suo servo.
43
Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.

Vangelo di Luca 18,1-8

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli 1 una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 2 «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. 3 In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
4
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, 5 dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
6
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. 7 E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? 8 Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?»

Stancarsi

Ciò che stanca non è la fatica. È estenuante la mancanza di fiducia che si compie nella fatica. Debilita non credere nei propri sogni e desideri. Toglie energia far fatica senza amore. Fiacca far fatica solo per il contraccambio. Esaurisce la fatica fatta solo per interesse. Logora far fatica quando si è persa la motivazione. Sfibra far fatica senza gratitudine. Distrugge far fatica senza gioia. In una parola, consuma, distrugge, stanca far fatica senza fede.
Gesù invita tutti gli uomini e le donne di questa generazione a pregare sempre, sempre senza mai stancarsi, perché smettere la preghiera significa smettere di restare collegati con le vibrazioni e le frequenze di Dio e del suo amore. Gesù non racconta questa parabola per ispirare a essere insistenti, perseveranti, ossessionanti, assillanti, asfissianti nella preghiera per strappare a un dio capriccioso e duro d’orecchi grazie e favori ma ispira a pregare sempre, senza mai stancarsi: è diverso, essenzialmente diverso. Gesù insegna a pregare sempre per rimanere sempre in contatto con Dio, come un uomo respira sempre per rimanere in contatto con l’aria e con la vita. L’uomo non deve respirare con insistenza, con perseveranza, in modo ossessionante, assillante, asfissiante deve semplicemente respirare sempre e senza stancarsi mai. Gesù ispira l’umanità a pregare sempre, senza stancarsi mai, e per non stancarsi mai di pregare non bisogna mai, mai, mai pensare male di Dio e del suo amore. Questo intende Gesù quando dice: ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? La fede è possibile solo e unicamente se non si usano mai le facoltà intellettuali per dubitare o pensare male di Dio, e solo se si resta perfettamente e costantemente in collegamento con lui.