Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Domenica 7 Novembre 2021

32a del Tempo Ordinario – Anno B

Parola del giorno
Primo libro dei Re 17,10-16; Salmo 145,6c-10; Lettera agli Ebrei 9,24-28; Vangelo di Marco 12,38-44

Loda il Signore

Salmo 145,6c-10

Loda il Signore, anima mia.

6 Il Signore rimane fedele per sempre,
7 rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

8 Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
9 il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
10 Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Vangelo di Marco 12,38-44

In quel tempo, Gesù nel tempio 38 diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, 39 avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. 40 Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
41
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. 42 Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
43
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. 44 Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Due modi

La vita su questa terra si può vivere solo ed esclusivamente in due modi, secondo due modalità, e mai contemporaneamente, perché una esclude l’altra.
Un modo. Si può vivere la vita per arricchire la vita stessa e il mondo con la propria ricchezza divina, con la propria intelligenza, passione, dedizione, fantasia creatività. Si può vivere la vita per impreziosire la vita stessa e il mondo con l’energia della propria grazia e nobiltà interiori, con l’energia del perdono, della compassione, della misericordia, della comprensione. Si può vivere la vita per ornare e onorare il dono divino della vita stessa su questo pianeta con l’energia della propria gioia e felicità, con l’eccellenza del proprio dialogo interiore radicato nella gratitudine e nella riconoscenza alla Vita, con l’energia regale del proprio desiderio di pace e di benessere per tutti. In questo primo modo il pensiero più malvagio che si possa fare è quello di convincersi che la propria persona non abbia nulla da offrire alla vita di così bello e determinante, e non costituisca nulla di così nuovo e bello per essere motivo di arricchimento e benessere per la vita di tutti. Questo pensiero, che considera la propria persona nullatenente, inconcludente, miserevole, nasconde un velenoso dialogo interiore contro la vita, contro Dio, contro la sua giustizia e fedeltà e, in realtà, è un orientamento mentale estremamente orgoglioso, violento ed egocentrico. Chi non si sente bello, pieno di ricchezze e di doni inediti da offrire in tutta umiltà e semplicità all’umanità, è un uomo malvagio, paranoico, egocentrico, necrotico, nemico di Dio e della vita, oltre che di se stesso.
L’altro modo. Si può vivere la vita per divorare la vita stessa e il mondo delle sue ricchezze divine, usando per far questo la propria intelligenza, passione, dedizione, fantasia e creatività. Si può vivere la vita per ingozzarsi dell’energia prodotta dal prestigio e dal successo personale, dal culto dell’immagine, dall’energia derivante dall’essere riusciti a vendicarsi, dal poter giudicare, condannare, calunniare. Si può vivere la vita per depredare, saccheggiare, dissanguare le risorse delle persone, dei popoli e del pianeta stesso con l’energia della propria vanità e invidia, con il veleno del proprio dialogo interiore radicato nell’avidità e nella sete di possesso, determinato solo e unicamente al proprio interesse e tornaconto. 
Tra coloro che scelgono questo modo, quelli che più spudoratamente si mostrano benevoli, tolleranti, accomodanti, indulgenti sono i più abili a sbranare e a ingoiare velocemente le risorse del prossimo, i doni inediti della vita offerti a ciascuno per il bene di tutti. Quelli che più sfrontatamente si mostrano devoti, pii, religiosi moralisti, sono i più specializzati a divorare e dilaniare i poveri, a creare miseria e ignoranza in modo capillare ed esteso. Quelli che più sfacciatamente si mostrano giusti, integerrimi, incorruttibili, sono i più esperti a rapinare i popoli di ogni loro ricchezza, per smembrarne dignità, nobiltà. Quelli che più apertamente e pubblicamente si spacciano per i salvatori della patria, lealissimi difensori della sicurezza e dell’ordine nazionale, sono i più addestrati a lacerare la pace dei popoli, a disgregarne la serenità, la dignità e la nobiltà con ogni forma di oppressione, soppressione e violenza. Quelli che più sfrenatamente si mostrano dedicati al servizio del bene e interessati alla gestione del benessere comune, sono i più letali a sbranare le risorse della terra a loro unico uso e consumo, per il loro unico profitto e interesse, portando le masse al totale esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico. Gesù dice apertamente: guardatevi da costoro. Invita l’umanità a guardarsi bene da costoro, di stare molto attenta a costoro, perché questi figli non servono la vita ma la morte e non hanno altro scopo che sfamare il proprio cuore rapace. Gesù avverte l’umanità del pericolo di rendersi dipendenti e sottomessi ai capricci di questo piccolo gruppo di iene rapaci che si sono aggregate per usare economia, legge, politica, costituzioni, eserciti, medicina, scienza, educazione, religione, morale, tradizioni del passato, l’inerzia delle convenzioni e delle convinzioni popolari cristallizzate per realizzare i loro piani e interessi personali e corporativi. Gesù avverte di guardarsi bene da costoro che amano sfilare davanti agli occhi della gente in lunghe vesti, ricoperti dai simboli del loro potere e della loro ricchezza. Di guardarsi bene da costoro che amano ricevere i saluti pubblici, adorano l’immagine di sé e bramano i posti di comando nella religione, nella politica, nell’economia, nell’accademia, negli eserciti e nel divertimento.
Gesù ispira i suoi figli a vivere la vita per arricchire la vita stessa e il mondo di quello che può sembrare poco, perché questo semplicemente rende splendidamente felici e permette a tutti di vivere in pace e nel pieno benessere anche questa vita terrena.