Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Lunedì 18 Ottobre 2021

San Luca, evangelista

Parola del giorno
Seconda lettera Timòteo 4,10-17b; Salmo 144,10-13b.17-18; Vangelo di Luca 10,1-9

Salmo 144,10-13b.17-18

I tuoi santi, Signore, dicono la gloria del tuo regno.

10 Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
11 Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

12 Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
13 Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

17 Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
18 Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

Vangelo di Luca 10,1-9

In quel tempo, 1 il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
2
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! 3 Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4 non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
5
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!” 6 Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. 8 Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, 9 guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Forse

Gesù manda i suoi operai in mezzo al mondo per annunciare agli uomini che il modo c’è. I discepoli di Gesù hanno il compito di far conoscere all’umanità che c’è un modo, un modo preciso per vivere felici, per godere pienamente del dono meraviglioso della vita su questa terra, in pace, in salute, gioiosi e nel pieno benessere. La prova inequivocabile del fatto che i discepoli non raccontano inutili bugie, fuorvianti suggestioni spirituali, teorie inutilizzabili è che loro hanno il potere, oltre che di annunciare questo innovativo messaggio, anche di guarire tutti gli ammalati che incontrano lungo la loro strada e senza la minima fatica. Nessuno l’aveva mai fatto. Gesù manda i suoi operai nel sistema del mondo e indica loro di andare senza portare borsa, sacca, sandali e di non fermarsi a salutare nessuno lungo la strada, cioè di non creare relazioni, non cercare protezione, non mettere radici, non stabilirsi da qualche parte. Li manda, come dice lui stesso, come agnelli in mezzo a lupi.
Forse, a un certo punto della storia, attraversare il mondo e l’umanità come agnelli in mezzo a lupi si è dimostrato troppo pericoloso, rischioso, imprudente, azzardato, perfino aleatorio e inefficace, e allora gli agnelli hanno pensato bene di mutarsi in lupi, in lupi del potere. Forse, a un certo punto, agli agnelli è sembrato più conveniente non essere più passibili di derisione, condanna, emarginazione, discriminazione, persecuzione e morte, e hanno scelto di diventare lupi forti e poderosi, capaci di deridere, condannare, emarginare, discriminare, perseguitare e uccidere. Forse, a un certo punto della storia, attraversare il mondo e l’umanità come agnelli in mezzo a lupi si è dimostrato troppo complicato, per nulla economico, macchinoso, oscuro, difficile o semplicemente sconveniente, poco vantaggioso, così gli agnelli hanno indurito il proprio cuore, irrobustito le zampe e il corpo, aguzzato gli artigli, affilato le zanne e ordinato ogni capacità intellettuale al raggiungimento di un unico obiettivo: diventare lupi rapaci per andare a caccia, a caccia del potere assoluto. I lupi più pericolosi e agguerriti hanno mantenuto, per quanto possibile, la livrea, le movenze, il tono di voce degli agnelli e delle pecore, per essere ancora più pericolosi e infidi. Pur non riuscendo più a guarire nessuno, questi agnelli trasformati in lupi non hanno smesso di annunciare il vangelo di Gesù, modificato ad hoc in modo tale da essere perfettamente a sostegno ideologico e morale della loro caccia, e hanno iniziato a usare il nome di Gesù come esca per attirare le prede dentro la loro buca dell’ignoranza e della paura, per poterne dilaniare le carni, l’intelligenza e lo spirito. Forse annunciare Gesù al mondo, e farlo come agnelli in mezzo a lupi, non ha nessuna convenienza e utilità per il sistema del mondo, ma è l’unico modo reale ed efficace per essere figli della pace e incontrare i figli della pace. La pace di cui parla Gesù è una vera e propria energia da poter distribuire come si distribuisce il pane, è un dono energetico che, se non trova corrispondenza e risonanza, se ne torna da dove è scaturito. Dice infatti: Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.
Gesù parla dei figli della pace come di canali, gli unici canali capaci di trasmettere e far espandere l’energia vitalizzante della pace. Solo gli uomini e le donne che vivono sulla terra come agnelli in mezzo a lupi sono figli della pace, tutti gli altri, lupi rapaci travestiti o meno da agnelli, sono figli della separazione.