Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Mercoledì 13 Ottobre 2021

28a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Lettera ai Romani 2,1-11; Salmo 61,2-3.6.8-9; Vangelo di Luca 11,42-46

Salmo 61,2-3.6.8-9

Secondo le sue opere, Signore, tu ripaghi ogni uomo.

2 Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.
3
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare.

6 Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia speranza.
8
In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.

9 Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
davanti a lui aprite il vostro cuore:
nostro rifugio è Dio.

Vangelo di Luca 11,42-46

In quel tempo, il Signore disse: «42 Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. 43 Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. 44 Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
45 Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». 46 Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!»

Pesi

La legge si è seduta sul trono dell’umanità, è riconosciuta da questa generazione come il nuovo dio cui sottomettersi, e ora è pronta, nel nome di se stessa, a schiacciare tutto e a devastare ogni cosa. In nome della legge e per difendere i popoli da se stessi sarà tolto ai popoli tutto. In nome della legge l’individuo dovrà cedere al potere la propria libertà, la dignità, ogni parvenza di sana e vitale diversità, il proprio onore, la creatività, la salute, la propria forza economica. In nome della legge l’uomo dovrà rinunciare all’utilizzo dell’intelligenza, della fantasia, della genialità, dell’ingegno. In nome della legge il cuore del potere è pronto a sferrare l’attacco al potere del cuore. Il cuore dell’uomo, il centro intellettuale e decisionale dell’uomo, il motore della vita umana, collasserà in nome della legge. Alla legge non è mai interessato il cuore dell’uomo e tanto meno l’amore. Per la legge, che è la regina delle convenzioni, l’amore è una realtà inesistente, inopportuna, vacua, una convenzione fatua. Alla legge non interessa l’amore e nemmeno la giustizia, perché la giustizia posa le sue radici sul rispetto della persona, e la legge non ha rispetto per nulla e per nessuno, a parte se stessa. Con la legge non si parla, non si dialoga, non si discute, perché la legge non ha volto, è un codice parlante, che dice ma non ha alcuna possibilità di ascoltare e capire. La legge è al servizio del cuore del potere, garantisce la capacità di controllo dei potenti, protegge i loro interessi, trasforma coloro che non si sottomettono al sistema in dissidenti e criminali, e registra il grido dei popoli oppressi come un fastidioso, inatteso verbalizzare del popolo delirante.
La legge ha come primo scopo creare dei pesi insopportabili da mettere sulle spalle e sulla coscienza della gente, pesi che la legge stessa e gli uomini della legge non sfiorano nemmeno con un dito. I pesi tolgono le forze all’uomo a livello fisico, intellettuale e spirituale e lo rendono triste, depresso, sfibrato. La legge sta caricando la gente e i popoli di pesi insopportabili e terribili, perché la gente deve arrivare a implorare l’avvento di un governo unico, sovrano, universale, che suonerà, alle orecchie e all’intelligenza dei popoli, come l’avvento glorioso e salvifico del Messia, come l’avvento liberatore del regno di Dio. Lo scopo ultimo della legge è creare i presupposti per l’avvento del regno di Satana e, per questo, ovunque lei si muoverà, dovrà scovare il nemico del sistema, per poi combatterlo e vincerlo.
La legge può giudicare chiunque ma chiunque non può giudicare la legge. La legge esiste per rendere legale qualcosa e in questo modo la legge rende illegale tutto il resto. La legge è l’unica entità costituita a non ammettere ignoranza, pur essendo il sistema più efficace per tenere gli uomini nella paura, nella confusione e dunque nell’ignoranza. La legge crea il colpevole e il giustiziere, genera la colpa, la pena, la punizione, la vittima e il carnefice. Se la legge dice che uccidere è illegale, chi uccide è un assassino, un criminale; se la legge dice di uccidere, per penalizzare un colpevole con la morte o perché la legge ha stabilito che è tempo di guerra, allora uccidere non è soltanto legale, ma è un dovere, un diritto, un atto di eroismo. L’uomo ha creato la legge per difendere se stesso, ma la legge, a differenza dell’uomo suo creatore, non si fa difendere dalla legge ma dagli eserciti, dalle forze militari, dalle armi, dalla violenza. L’uomo ha creato la legge per difendersi dalla violenza, ma non c’è nulla nella vita dell’uomo di violento, freddo, crudele, insensibile, cinico come la legge.  
La legge non conosce giustizia, non conosce amore, e non permette nessun tipo di evoluzione interiore, spirituale.
Dio ha dato delle leggi all’uomo solo ed esclusivamente per scongiurare l’estinzione della specie umana ma, quando l’uomo detta le sue leggi, l’umanità si lancia in una corsa sfrenata verso la propria autodistruzione.
La giustizia non si fa con la legge, l’amore non si vive e non si protegge con la legge. La giustizia e l’amore si fanno con il cuore, donando se stessi nella gioia e nell’umiltà, senza aspettarsi nulla in cambio.
La legge non ha cuore, il cuore non ha legge, se non l’amore.