Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Sabato 9 Ottobre 2021

27a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Gioèle 4,12-21; Salmo 96,1-2.5-6.11-12; Vangelo di Luca 11,27-28

Salmo 96,1-2.5-6.11-12

Gioite, giusti, nel Signore.

1 Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
2
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.

5 I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
6
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.

11 Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
12
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo.

Vangelo di Luca 11,27-28

In quel tempo, 27 mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!»
28 Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»

Il più prezioso

Letteralmente è scritto: Beati piuttosto gli ascoltanti la Parola di Dio e i custodenti [greco: phylàsso] essa. La traduzione CEI traduce il verbo phylàsso con “osservo”, ma esso significa, in realtà, “sono di guardia, faccio la guardia; sto in guardia, sto attento, custodisco, sorveglio, proteggo, difendo”. Verbo denominativo da fylax, “sentinella, guardia, custode, guardiano, difensore, osservatore”, indica l’atto dello stare in guardia per proteggere la casa, il palazzo, i confini, il territorio. Etimologicamente origina dagli accadici palasu, “tener d’occhio, sorvegliare”, e palilu, “custode”, achu, “fianco, confine; guardia del corpo”.
Gesù afferma che la vera beatitudine, cioè la vera fonte della felicità per l’uomo, non risiede nel fare qualcosa di speciale, di prestigioso, di importante, di unico nella vita, in questo caso nemmeno nell’aver trasmesso la vita terrena al Figlio di Dio, il Messia, ma nell’ascoltare le procedure per la vita raccolte nella Parola di Dio e nel saperle custodire, difendere, proteggere dentro di sé come il più grande bene, la più straordinaria ricchezza e risorsa della propria vita. Le procedure inscritte nella Parola di Dio sono il più grande e prezioso bene di tutta la storia dell’umanità, perché sono l’unica possibilità per l’umanità di uscire dall’ignoranza, dalla schiavitù, dalla paura, dalla tristezza e dall’inedia.
Nei millenni l’uomo ha imparato a proteggere la propria famiglia, i propri beni materiali, i confini delle nazioni, il denaro, il prestigio, la reputazione, i possedimenti, ogni ricchezza, il potere, ma non ha imparato a custodire e a proteggere dentro di sé il bene più prezioso in assoluto dell’umanità, cioè le procedure per essere felice, per vivere nel benessere, in salute, in armonia e nella pace, le procedure presenti nel vangelo. Il termine vangelo significa lieto annuncio, buona notizia, felice messaggio, perché il vangelo raccoglie le tecniche e i sistemi indispensabili per vivere in pace, spiega in sequenza precisa tutti i processi e i procedimenti, i metodi per vivere nel benessere, sani e felici, forti e realizzati. Se per l’uomo essere felice è ancora un bene importante, sulla faccia della terra non c’è nulla di più pratico da seguire per poterlo diventare.
Gesù sarebbe contento se l’uomo fosse così furbo e scaltro da custodire nel proprio cuore, come il bene più prezioso, le procedure del vangelo, cercando di realizzarle nella vita con tutta la forza possibile e non in nome dell’appartenenza a una religione o a una fede, ma in nome della propria radiosa felicità.