Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Lunedì 4 Ottobre 2021

San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia

Parola del giorno
Lettera ai Gàlati 6,14-18; Salmo 15,1-2b.5.7-8.11; Vangelo di Matteo 11,25-30

Salmo 15,1-2a.5.7-8.11

Tu sei, Signore, mia parte di eredità.

1 Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
2 Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
5 Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

7 Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
8 Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

11 Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

Vangelo di Matteo 11,25-30

25 In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26 Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27 Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
28
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. 30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Imparate

È molto raro che Gesù ponga la sua persona e il suo modo di essere come il sommo e più alto riferimento per l’umanità ma questa volta lo fa in modo evidente e inequivocabile, dice infatti: imparate da me. Imparare cosa? Imparare, perché?
Nella vita o si fa di tutto per vivere e avvantaggiare la vita, oppure si fa di tutto per morire e avvantaggiare la morte. In tutti e due i casi si devono seguire delle procedure.
Le parole di Gesù non lasciano dubbi: secondo lui l’uomo, anche quando vuole fare di tutto per vivere e avvantaggiare la vita, non sa vivere, non conosce le procedure corrette ed efficaci per vivere e, se le conosce, scioccamente non le usa, oppure è troppo ingannato per farlo. Gesù lo spiega molto chiaramente all’umanità: ci sono procedure che, se utilizzate, avvantaggiano la morte e conducono alla morte, e procedure che, se utilizzate, avvantaggiano la vita e conducono alla vita. Gesù ispira l’umanità a imparare da lui le procedure che, se utilizzate, avvantaggiano la vita e conducono alla vita piena, sana, armoniosa, felice.
Cosa può imparare l’umanità da Gesù, cosa dal suo modo di vivere, dalle procedure di mitezza e umiltà che lui ha usato? Gesù stesso lo rivela: imparate da me, che sono mite e umile di cuore. Mitezza e umiltà sono le procedure da utilizzare sempre e in tutto quello che l’uomo pensa, sceglie, decide, progetta, opera e mette in azione. Mitezza e umiltà sono le procedure che, se utilizzate in tutto quello che l’uomo vive, avvantaggiano la vita e conducono a un’esistenza piena e felice perché muovono un’energia vitale. La mitezza è energia di vita che sgorga da un cuore che non entra mai in conflitto e in competizione, non cerca mai di farsi spazio dentro gli altri, ma fa spazio agli altri dentro di sé, nella gratitudine e nella compassione. L’umiltà è energia di vita che sgorga da un cuore consapevole del fatto che tutto proviene sempre dall’amore di Dio e ne è onorato. Non c’è nulla sulla faccia della terra che possa rendere sapiente e intelligente un cervello umano come farlo lavorare immerso nella luce spirituale dell’umiltà. L’umile sa, conosce, riconosce dentro di sé e senza dubbio alcuno, si potrebbe dire in modo scientifico, che l’origine di tutte le cose e la realtà dell’esistenza sono l’amore, la bontà, la bellezza, l’intelligenza, il potere di Dio, e usa tutte le sue forze per essere grato e benedire.
L’energia opposta a quella generata dalla mitezza è l’energia generata dalla protervia conflittuale del potere e l’energia opposta a quella generata dall’umiltà è quella generata dall’ambizione che poi conduce all’arroganza e alla presunzione. Perché imparare da Gesù a usare e a sfruttare le energie prodotte dalla mitezza e dall’umiltà? Semplicemente perché è evidente che, osservando altre procedure come il conflitto e l’ambizione, l’uomo non riesce a raggiungere mai un giorno di vita in piena felicità, pace, serenità, sicurezza, benessere. Perché imparare dalle procedure della mitezza e dell’umiltà? Perché è l’unico modo per avere ristoro-riposo per le vostre psyché dice letteralmente Gesù. Solo usando mitezza e umiltà in tutti i frangenti della vita si può generare il ristoro-riposo della psiche, che significa la pace, il benessere, la salute, la serenità e la felicità.
L’umanità ha avuto tempo e modo di usare liberamente tutt’altre procedure dettate da altre voci, per provare a essere felice e a vivere in pace, ma nulla, nulla ha mai realmente funzionato, l’oppressione è cresciuta in modo esasperato, sono cresciute la paura, la tensione, la solitudine, la stupidità, la schiavitù, la guerra, la morte, e il cuore-psyché dell’umanità è tutto fuorché in pace. Gesù lo ripete con amore e infinita dolcezza, dice letteralmente: venite a me, voi tutti che siete affaticati e appesantiti, e io vi riposerò. Prendete il mio giogo su voi e imparate da me, che mite sono e umile di cuore, e troverete ristoro-riposo per le vostre psyché.