Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Venerdì 1 Ottobre 2021

26a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Baruc 1,15-22; Salmo 78,1.3-5.8-9; Vangelo di Luca 10,13-16

Salmo 78,1.3-5.8-9

Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.

1 O Dio, nella tua eredità sono entrate le genti:
hanno profanato il tuo santo tempio,
hanno ridotto Gerusalemme in macerie.
2
Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli agli animali selvatici.

3 Hanno versato il loro sangue come acqua
intorno a Gerusalemme
e nessuno seppelliva.
4
Siamo divenuti il disprezzo dei nostri vicini,
lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.
5
Fino a quando sarai adirato, Signore: per sempre?
Arderà come fuoco la tua gelosia?

8 Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri!
9
Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome.

Vangelo di Luca 10,13-16

In quel tempo, Gesù disse: «13 Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. 14 Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi.
15
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
16
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».

Non-fede

Letteralmente è scritto: L’ascoltante voi ascolta me, il respingente voi, respinge me; poi il respingente me, respinge l’avente inviato me.
Ascoltare
, il verbo greco è akòuo. Il senso letterale di questo verbo è non solo “odo, sento, ascolto con l’organo dell’udito, apprendo, afferro con l’udito”, ma anche “percepisco, conosco, apprendo, intendo, so” con l’intelletto e con la percezione spirituale. È quel particolare ascolto interiore in cui tutto l’essere è in uno stato di percezione grata e illuminata che sa riconoscere quando sta ascoltando una voce, una realtà di provenienza divina, è l’ascolto interiore che accende la fede, l’azione amante che mette in aderenza e in obbedienza con ciò che sente e percepisce. È quell’ascolto interiore che ascolta la realtà, non i pregiudizi, che apre i cancelli alla conoscenza e non alla competizione.
Respingere, il verbo greco è athetèo, “respingo, respingo come falso, rifiuto, abolisco, abrogo; rendo vano, privo di efficacia, vanifico”. Etimologicamente significa “togliere il posto a una realtà”, meglio, togliere realtà alla realtà. Gesù non si esprime mai in termini di non-fede, ma in termini di “respingere-vanificare-rendere vuoto”, ossia di riconoscere una realtà, riconoscerne la bellezza, la divina novità, intelligenza e potenza e, nello stesso tempo, di allontanarla come se non esistesse. Gesù sa che quando l’uomo parla di fede o non-fede, egli in verità non sa cosa sia la fede o la non-fede. La conoscenza culturale-teologica umana rinchiude la fede e la non-fede nella prigione delle attività intellettuali, nel carcere dell’appartenenza sociale a una linea filosofico-ideologica o meno, nella gabbia del devozionismo religioso o di un ateismo asettico o superstizioso. Gesù non parla mai di non-fede, perché sa che nei riguardi della sua persona e del suo messaggio non è possibile la non-fede, ma è possibile unicamente respingere la sua persona, rendere vano il suo messaggio. Secondo ciò che rivelano i testi evangelici, la fede di cui parla Gesù non è mai nel campo delle attività intellettuali atte ad abbracciare un’ideologia o una filosofia, ma nel campo delle attività cardio-spirituali-intellettuali adatte a definire una scelta interiore integrale, un’aderenza totale e totalizzante.
Secondo il vangelo, chi dice di credere in Gesù e aderisce al possesso e vive immerso nell’invidia, soffocato dall’ambizione e dalla vanità, in realtà disprezza la vita, respinge Gesù, vanifica in se stesso il suo messaggio, toglie spazio a Gesù dentro di sé. Secondo il vangelo, chi dice di credere in Gesù e sceglie la vendetta invece di scegliere definitivamente il perdono come soluzione ai conflitti, si alimenta di rabbia e non di compassione, di tristezza e non di gioia, di acida ingratitudine e non di incontenibile gratitudine, in realtà respinge Gesù, vanifica in se stesso il suo messaggio, toglie spazio a Gesù dentro di sé.
Secondo il vangelo chi dice di credere in Gesù e rimane disperatamente attaccato ai legami ombelicali, vincolato a quell’autorità umana, assetato di approvazione altrui, in realtà respinge Gesù, vanifica in se stesso il suo messaggio, toglie spazio a Gesù dentro di sé. Allo stesso modo, secondo il vangelo, chi dice di non credere in Gesù ma vive senza la fobia del possesso, senza seminare in sé e attorno a sé i semi dell’invidia e della vanità, senza abitare il castello dell’ambizione, usando compassione e perdono per superare i conflitti e disarmare la vendetta, in realtà rispetta la vita, ascolta Gesù, aderisce al suo messaggio, dona spazio a Gesù dentro di sé. Così come chi dice di non credere in Gesù ma sa staccarsi dai legami ombelicali, per realizzare il proprio divino compito, senza subire il peso e l’attrazione dell’approvazione altrui, in realtà ascolta Gesù, aderisce al suo messaggio, dona spazio a Gesù dentro di sé.
Gesù ti cambia per sempre il modo di pensare ma non è un pensiero. Gesù è l’unica scelta che ti può rendere felice ma non è una scelta facile. Gesù è una scelta integrale, un’aderenza totale e totalizzante, al di là di ogni credo, confessione religiosa, devozionismo, filosofia spirituale.