Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Venerdì 24 Settembre 2021

25a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Aggèo 1,15b - 2,9; Salmo 42,1-4; Vangelo di Luca 9,18-22

Salmo 42,1-4

Spera in Dio, salvezza del mio volto e mio Dio.

1 Fammi giustizia, o Dio,
difendi la mia causa contro gente spietata;
liberami dall’uomo perfido e perverso.

2 Tu sei il Dio della mia difesa:
perché mi respingi?
Perché triste me ne vado,
oppresso dal nemico?

3 Manda la tua luce e la tua verità:
siano esse a guidarmi,
mi conducano alla tua santa montagna,
alla tua dimora.

4 Verrò all’altare di Dio,a Dio,
mia gioiosa esultanza.
A te canterò sulla cetra,
Dio, Dio mio.

Vangelo di Luca 9,18-22

18 Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?» 19 Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
20 Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?» Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
21 Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. 22 «Il Figlio dell’uomo - disse - deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Combattere

Perché gli anziani, cioè i dirigenti del sistema politico, combattono Gesù? Perché i capi dei sacerdoti, cioè i dirigenti del sistema religioso, combattono Gesù? Perché gli scribi, cioè i profondi conoscitori della Torah, e i teologi combattono Gesù? Perché? Semplicemente perché sono coloro che combattono l’uomo nella sua essenza. 
Chi combatte l’uomo combatte Dio, chi combatte Dio combatte l’uomo. È inevitabile. Non è mai successo nella storia dell’umanità che coloro che facevano la guerra all’uomo non fossero contemporaneamente in guerra aperta con Dio, anche se erano gli stessi che sommergevano di salmi e preghiere i templi. Non è mai successo nella storia dell’umanità che coloro che facevano la guerra a Dio non facessero contemporaneamente la guerra all’uomo, anche se erano gli stessi che sommergevano di costituzioni e leggi i parlamenti. Chi combatte Dio si troverà sempre e contemporaneamente a combattere contro l’uomo, a fare la guerra all’umanità. Chi fa la guerra all’uomo è sempre e contemporaneamente in guerra e in conflitto con Dio.
Ma perché chi combatte, combatte? Solo chi sa che ha perso intraprende la guerra, entra in combattimento. Sembra paradossale ma nessuno entra in guerra, se nelle profondità del suo animo non è assolutamente certo che non potrà mai vincere, cioè raggiungere quello che gli interessa. Chi combatte non si concede mai un attimo di pausa dal conflitto, è in guerra con se stesso, con gli altri, con Dio, con la vita, ovunque e sempre, perché sa che ha già perso la sua battaglia. Satana ha iniziato a combattere Dio solo quando gli è stato chiaro che non avrebbe mai potuto raggiungere ciò che veramente gli interessava, dunque vincere. La guerra è portata avanti sempre e solo dai perdenti, dagli sconfitti, dalla gente che sa che non può vincere e raggiungere quello che si è prefissata. È sempre stata la precisa sensazione di non poter vincere a portare la guerra tra gli imperi, tra le nazioni, tra gli amici, nelle coppie, nelle relazioni affettive.
Perché gli anziani, i dirigenti del sistema politico, i capi dei sacerdoti, i dirigenti del sistema religioso, gli scribi, profondi conoscitori della Torah, i teologi hanno combattuto Gesù? Non hanno combattuto Gesù per vincerlo, ma perché sapevano che con lui non avrebbero mai avuto alcuna possibilità di vincere, sapevano che con lui, più che con qualsiasi altro, avevano già perso. Quando il potere politico e religioso combatte per eliminare qualcuno, lo fa solo e unicamente perché ha compreso con certezza che, contro quella persona e contro ciò che quella persona sta seminando nel nome di Dio, non potrà mai vincere.