Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Mercoledì 22 Settembre 2021

25a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Esdra 9,5-9; Salmo: Tobia 13,2-5; Vangelo di Luca 9,1-6

Salmo: Tobia 13,2-5

Benedetto Dio che vive in eterno.

2 Benedetto Dio che vive in eterno,
benedetto il suo regno;
egli castiga e ha compassione.

Fa scendere agli inferi, nelle profondità della terra,
e fa risalire dalla grande perdizione:
nessuno sfugge alla sua mano.

3 Lodatelo, figli d’Israele, davanti alle nazioni,
perché in mezzo ad esse egli vi ha disperso
4 e qui vi ha fatto vedere la sua grandezza.

Date gloria a lui davanti a ogni vivente,
poiché è lui il nostro Signore, il nostro Dio,
lui il nostro Padre, Dio per tutti i secoli.

5 Vi castiga per le vostre iniquità,
ma avrà compassione di tutti voi
e vi radunerà da tutte le nazioni,
fra le quali siete stati dispersi.

Vangelo di Luca 9,1-6

In quel tempo, Gesù 1 convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. 2 E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
3
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. 4 In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. 5 Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».
6
Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

Condizioni

Il vangelo segnala le condizioni indispensabili che permettono all’uomo di accogliere la sapienza e la conoscenza e dunque il messaggio di Gesù e la realizzazione delle sue procedure di vita in tutta la loro potenza.
Queste sono le indicazioni precise e specifiche sul metodo che devono usare coloro che hanno il compito di rivelare la sapienza e la conoscenza ai popoli: 

non prendete nulla per il viaggio,
devono cioè essere uomini liberi dalle preoccupazioni per il domani,
liberi dal peso di ciò che può accadere,
liberi dalla paura dell’ignoto;
né bastone,
devono cioè essere liberi da qualsiasi bisogno di appoggio umano,
liberi dalla necessità di avere approvazione e consenso da una parte
e liberi dalla sete di dominio dall’altra;
né sacca,
devono cioè essere liberi dal peso del possesso,
liberi dalla sete di controllo e di sicurezza
liberi dalla memoria del passato,
liberi dal peso dei legami dei cordoni ombelicali,
dai condizionamenti umani;
né pane,
liberi dalle preoccupazioni di assicurarsi il necessario per vivere,
e dalla tensione per ciò che può mancare;
né denaro,
liberi dall’avidità, liberi dai legami con il potere;
e non portatevi due tuniche
devono essere uomini liberi dalla fobia di ammucchiare, di mettere via,
dall’angoscia per il futuro, dal senso dell’incertezza.

Secondo Gesù, chi annuncia la conoscenza deve essere assolutamente libero da pressioni di qualsiasi tipo, altrimenti sarà a sua volta oppressivo con gli altri e per nulla liberante nel proprio compito. Nessuna conoscenza, nessun bene vero, nessun valore reale può essere trasmesso da chi vive una qualsiasi forma di forzatura, pressione, imposizione psichica e spirituale e, allo stesso modo, nulla di sapiente e luminoso può essere ricevuto dall’uomo attraverso una qualsiasi forma di forzatura, obbligo, coercizione, imposizione.
Gesù più volte nel vangelo rivela all’umanità la prima delle leggi dominanti della conoscenza, cioè: ogni conoscenza, sapienza, realtà, per quanto bella e apportatrice di felicità e benessere, presentata all’uomo sotto una qualsiasi forma, anche velata, di costrizione, coercizione, obbligo, imposizione, dovere, produrrà sempre, automaticamente, un profondo rifiuto da parte dell’uomo di quella conoscenza, di quella sapienza, di quella realtà. Se c’è un modo certo, infallibile per allontanare e separare una persona da una realtà, da un bene che l’educazione, la morale, la legge ritengono di fondamentale importanza per la vita dell’uomo, è spingere quella persona verso quel bene con una qualsiasi forma di obbligo e costrizione, imposizione, dovere. Esercitare la forza della propria volontà su qualcuno al di fuori di sé è semplicemente satanico. Esercitare la forza del proprio desiderio per qualcuno al di fuori di sé è mostruoso e radicalmente aggressivo, è combattere contro Dio, la vita, l’armonia, la bellezza, la felicità. Chiunque di noi può desiderare il bene di chiunque altro ma quando il desiderio diventa forzatura nei confronti dell’altro, per portarlo o sospingerlo dove indica il nostro desiderio, il desiderio di bene si trasforma in prevaricante ardore satanico, la sollecitudine amante in accanimento assetato di possesso, la dedizione premurosa in asfissiante controllo, la passione fattiva in prepotente, mortale, distruttiva sete di dominio. Ogni forzatura nei confronti degli altri è sempre e in qualsiasi caso un’azione indebita e arbitraria, è un atto di violenta sopraffazione, di infame sopruso. Secondo il testo evangelico si desume con chiarezza che il vero egoismo non sta nel fare quello che vogliamo, ma nel far fare agli altri quello che vogliamo. Il vero individualismo non è pensare solo a noi stessi, ma forzare gli altri a pensare come vogliamo noi. Il vero egocentrismo non è volersi sentire il centro del mondo ma desiderare di essere al centro della vita, dei pensieri, delle scelte, delle intenzioni, dei desideri degli altri. L’uomo egoista, egocentrico, individualista è colui che cerca di forzare in tutti i modi gli altri a fargli spazio nella loro vita. Il principe di questo processo di forzatura per farsi spazio nel cuore della gente è Satana.
Nessun uomo, nessuna donna al mondo ha mai il diritto di esercitare pressione sugli altri e di forzare gli altri, nemmeno in nome di un bene supremo. Esercitare pressione fisica o psichica è sempre, sempre, sempre un atto di violenza, e questa violenza è frutto di un processo di distruzione del tutto in mano a Satana, mai a Dio. Dio è Dio perché non ha mai bisogno di forzare, di imporre, di obbligare. Forzare, imporre, obbligare è sempre un errore terribile e comporta conseguenze devastanti, che si protraggono nell’esistenza dell’umanità con una forza d’inerzia spaventosa e gigantesca.
Educare al senso del dovere è generare nelle persone la necessità di imitare gli altri per sopravvivere, ed è il modo più efficace per creare generazioni pronte a sottomettersi o a esercitare sugli altri ogni tipo di violenza, crudeltà e malvagità.
Educare attraverso l’imposizione è il metodo infallibile per bloccare definitivamente in un uomo ogni possibilità di diventare indipendente, predisponendolo a vivere esclusivamente per il culto dell’immagine e costantemente sotto la pressione dell’ambizione.
Educare, insegnare, istruire attraverso l’obbligo, la paura, il giudizio è il sistema più sicuro per svuotare un uomo dei propri sogni, per giungere all’annullamento della personalità dell’individuo e spegnere ogni sua capacità creativa e intellettuale. Qualsiasi morale, religione, linea educativa, legge, costituzione che eserciti una qualsiasi forma di pressione psichica o di coercizione fisica, usa il modo certo e insuperabile per alimentare la psiche dell’individuo con il veleno dell’aggressività, rendendola assetata di violenza e di potere.
Secondo Gesù, tutto ciò che nasce sotto il carico di una forzatura morirà, tutto ciò che è generato da una non libertà sarà rifiutato e rigettato.
Qual è il metodo che Gesù usa per annunciare efficacemente all’uomo la sapienza delle sue procedure? Gesù non forza mai, non crea pressione, Gesù non impone a nessuno, non obbliga, non costringe, Gesù non parla di doveri. Gesù ispira sempre, ispira tutti, ispira comunque e lo fa attraverso la sua gioia, la sua intelligenza e la potenza del suo amore e della sua misericordia.