Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Lunedì 20 Settembre 2021

25a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Esdra 1,1-6; Salmo 125,1-6; Vangelo di Luca 8,16-18

Salmo 125,1-6

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

1 Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
2 Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
3 Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

4 Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
5 Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

6 Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

Vangelo di Luca 8,16-18

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «16 Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
17
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
18
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Luce della conoscenza

La lampada di cui parla Gesù è il lieto annuncio, il vangelo in cui sono raccolte le procedure che emanano la luce della conoscenza, luce della conoscenza che permette a tutti gli uomini di vivere in pace, in salute, nel vero benessere e in armonia con la natura. Gesù afferma: Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, dando per scontato il fatto che nessuno, nessun uomo può essere così stupido, sciocco, ingannato, presuntuoso, corrotto, insipiente da fare una cosa così insensata, dannosa, pericolosa, penalizzante per se stesso e per tutti gli altri uomini. Il nessuno di Gesù sottolinea con forza che Gesù-Dio non riesce nemmeno a immaginare il grado di stoltezza e perversione a cui può arrivare l’uomo che decide di nascondere all’umanità la verità del funzionamento delle procedure che possono assicurare il vero benessere. Dalle parole di Gesù è evidente che l’uomo non dimostra la vera intelligenza solo quando cresce nella luce della conoscenza, ma soprattutto quando desidera e opera per la sua diffusione.
Il vaso e il letto, nominati da Gesù come oggetti sotto i quali può essere posta la lampada della luce della conoscenza, per coprirne la luce e anestetizzarne la sua naturale effervescenza, l’illuminante sapienza e intelligenza, sono rispettivamente l’opinione e il pregiudizio. È l’opinione che insieme al pregiudizio genera, struttura, mantiene, alimenta, corrobora ogni tipo di ignoranza. Nascondere agli occhi dei popoli la luce della conoscenza sulle procedure che possono assicurare all’umanità una vita felice e armoniosa, pacifica e gioiosa è il più violento e cruento atto di terrorismo, è il vero crimine contro l’umanità. Perché? Perché per poter scegliere è indispensabile conoscere. Se non si conosce, non si può scegliere, e se non si può scegliere non si può essere liberi ma solo schiavi, dipendenti e sottomessi, e questo garantisce il potere di pochi su tutti gli altri. La conoscenza rende liberi, perché rende possibile scegliere e la scelta permette l’amore. Non può esistere amore senza libertà e non può esistere la libertà dell’uomo senza l’atto di amore di Dio di donare all’uomo la propria conoscenza.
La luce della conoscenza, offerta da Gesù nel suo vangelo, non è una somma di concetti, di credenze, di convinzioni, ma la possibilità di rendersi consapevoli di come tutte le leggi fisiche che regolano in natura il funzionamento di ogni realtà ed energia materiale derivino immediatamente e assolutamente dalle leggi dello Spirito. Tutte le leggi fisiche, derivano dalle leggi dello Spirito, perciò, per aumentare la conoscenza sul funzionamento delle leggi che regolano l’energia nel mondo materiale, è indispensabile aprire alle conoscenze dello Spirito. Non c’è nulla di segreto a livello delle leggi spirituali che non debba divenire manifesto nella dimensione materiale, e nulla di nascosto nelle pieghe delle dimensioni dello spirito che non debba essere conosciuto e venire alla luce, altrimenti l’umanità non potrebbe venire a conoscenza della propria splendida evoluzione. Questo intende Gesù quando dice che non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.   
La felicità dell’umanità e il suo reale progresso evolutivo sono inscindibilmente legati alla facilità con cui l’uomo riesce a ottenere e a seguire le procedure di come tutto funziona, e questa conoscenza si ottiene prima sul piano spirituale e solo successivamente su quello materiale e fisico. In questo senso il vangelo è la più alta, perfetta, completa fonte di conoscenza e di ispirazione anche scientifica alla quale l’umanità abbia mai potuto avvicinarsi. Si può pensare, progettare, leggere, parlare, scrivere senza la luce della conoscenza ma questo, oltre che non comportare alcun benessere per l’umanità, espande inesorabilmente il sistema dell’opinione, del pregiudizio e dunque dell’ignoranza. L’ignoranza che trasforma l’umanità in una massa immensa di uomini soggiogati che lavorano come schiavi per tutta la vita per arricchire un piccolo gruppo di tiranni, senza mai porsi alcuna domanda, senza rispetto dei propri sogni e sentimenti, senza amore per la propria dignità e nobiltà.
Senza la luce della conoscenza delle procedure che Gesù ci ha donato non c’è scelta per l’umanità, non c’è libertà né liberazione, e le procedure di Gesù sono veramente al di là, al di sopra, all’opposto delle convenzioni, delle opinioni, dei pregiudizi, delle convinzioni umane. Un esempio. Per gli uomini è assolutamente normale considerare corretto ed evolutivo odiare i nemici e cercare invece di mantenere rapporti stretti con i propri parenti e familiari. Secondo Gesù, invece, la procedura corretta perché l’umanità si evolva è imparare ad amare i propri nemici e a tagliare i legami e i cordoni ombelicali con quelli della propria cerchia parentale. La luce della conoscenza che Gesù rivela è indispensabile perché l’umanità possa raggiungere la felicità, ma le procedure che Gesù propone per la felicità dell’uomo non agevolano in alcun modo l’avidità, il possesso, l’ambizione, il potere, il prestigio: per questo il vangelo, in questi venti secoli, è stato messo sotto il vaso e sotto il letto perfino dai suoi stessi annunciatori. Chi dona conoscenza all’umanità non deve mai aspettarsi riconoscenza dalle persone, né da quelle predisposte al cambiamento né da quelle chiuse al cambiamento, ignoranti e piene di pregiudizio. Le persone predisposte al cambiamento non riescono a essere riconoscenti verso coloro che donano la conoscenza, perché troppo occupate dalla meraviglia della novità e dall’accettazione delle possibilità che la conoscenza può loro aprire. Le persone chiuse al cambiamento non riescono a essere riconoscenti, perché vivono uno stato di prostrazione intellettuale e psichica tale da non riuscire a rendersi conto di nulla, nemmeno di quello che può salvare e migliorare la loro vita.
Dentro il sistema del mondo, l’utilizzo della luce della conoscenza può certo creare dei problemi oltre che risolverli, ma non potrà mai provocare i drammi e le incalcolabili tragedie umane generate dal pregiudizio, dall’ignoranza e dalla paura di cambiare; per questo Gesù avvisa: Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere. Gesù assicura che a chi cerca la luce della conoscenza, la vita offrirà i suoi abbondanti doni in felicità, benessere, gioia, salute, pace, ma assicura anche che a coloro che non cercano la luce della conoscenza, la vita stessa strapperà quel poco che hanno raggiunto e guadagnato.