Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Lunedì 13 Settembre 2021

24a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Prima lettera a Timòteo 2,1-8; Salmo 27,2.7-9; Vangelo di Luca 7,1-10

Salmo 27,2.7-9

Sia benedetto il Signore, che ha dato ascolto alla voce della mia supplica.

2 Ascolta la voce della mia supplica,
quando a te grido aiuto,
quando alzo le mie mani
verso il tuo santo tempio.

7 Il Signore è mia forza e mio scudo,
in lui ha confidato il mio cuore.
Mi ha dato aiuto: esulta il mio cuore,
con il mio canto voglio rendergli grazie.

8 Forza è il Signore per il suo popolo,
rifugio di salvezza per il suo consacrato.
9
Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità,
sii loro pastore e sostegno per sempre.

Vangelo di Luca 7,1-10

In quel tempo, Gesù 1 quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao. 2 Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. 3 Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. 4 Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede - dicevano -, 5 perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
6
Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; 7 per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. 8 Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». 9 All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!» 10 E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

Fede grande

Da dove nasce la grande fede del centurione? Prima di tutto nasce dal suo cuore amante, un cuore che, pur essendo ingabbiato in un’armatura da militare, è un cuore capace di provare affetto sincero, amicizia e riconoscenza anche verso un servo. La grande fede del centurione ha origine anche dalla sua umiltà e onestà intellettuale. Umiltà intellettuale che produce due effetti nella capacità di riconoscere la realtà. Il centurione riconosce in Gesù, il Signore di tutte le cose, l’autorità suprema cui tutta la vita, tutte le cose create, malattia e morte comprese, obbediscono all’istante, senza obiettare. Il centurione, riconoscendo la luce della realtà divina di Gesù, è in grado di riconoscere anche se stesso, la propria vita, la qualità delle proprie scelte, il cammino spirituale che ancora deve compiere, si rende conto che la propria vita non cammina nella luce di Colui al quale ora si sta rivolgendo implorante e di quanto perdono deve chiedere all’Amore, e non si sente degno che quell’uomo, il Signore, possa anche solo entrare nella sua casa. La grande fede del centurione è frutto anche di una profonda, straordinaria sapienza, una conoscenza innata e del tutto spirituale che gli permette di sapere, di essere certo, senza alcun dubbio, che la Parola di quel giovane uomo di trent’anni funziona esattamente come funziona la Parola di Dio, anzi lui stesso è la Parola che ha creato la legge dominante delle gerarchie energetiche e spirituali (vedi riflessione dell'1 settembre 2021, Gerarchia). Per il centurione non c’è alcun dubbio: la Parola di Gesù è Parola che appartiene alla gerarchia energetica suprema, e dunque è Parola che esegue all’istante quello che dice, è Parola cui tutto obbedisce. Il centurione, in modo consapevole o no, vive uno stadio di conoscenza superiore e intuisce qualcosa che le persone che lo circondano non possono neppure immaginare. Il centurione parla, ragiona, si muove, si rapporta con Gesù come se sapesse perfettamente che la potenza del campo energetico, la risonanza della frequenza rivitalizzante del suono delle parole di Gesù appartengono alla gerarchia energetica superiore e suprema e sono così potenti da poter attraversare agevolmente il tempo, lo spazio, ogni distanza e cultura, convinzione e pregiudizio, appartenenza sociale e religiosa, da portare salute, vita, armonia ovunque e a chiunque.  
Quando il cuore diventa intelligente e l’intelligenza diventa amante come il cuore e l’intelligenza del centurione, allora è possibile a un uomo vivere la potenza di una grande fede, di una fede grande, quella che stupisce perfino Gesù e lo spinge a dire: Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!