Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Venerdì 27 Agosto 2021

21a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Prima lettera ai Tessalonicési 4,1-8; Salmo 96,1-2.5-6.10-12; Vangelo di Matteo 25,1-13

Salmo 96,1-2.5-6.10-12

Gioite, giusti, nel Signore.

1 Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
2
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.

5 I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
6
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.

10 Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi.

11 Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
12
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo.

Vangelo di Matteo 25,1-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: 1 «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; 4 le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. 5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
6
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!” 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. 9 Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
10
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!” 12 Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
13
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Sconosciuti

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora. Cosa intende Gesù per vegliate?
È un invito a stare attenti, a restare concentrati, a essere avveduti, accorti? No. Il testo rende evidente una strettissima relazione tra il termine vegliate e il termine saggio. In pratica chi sa vegliare è saggio, chi non sa vegliare è stolto. Ma se il vegliare è in stretta correlazione con la saggezza, cosa significa dunque vegliare? Significa diventare, essere consapevoli. Diventare consapevoli non significa saperne di più, avere accesso a maggiori informazioni, ma significa scoprire il filo, il filo di luce e di amore che lega e collega tutte le cose. Crescere nella consapevolezza significa scoprire e vedere il filo di luce e di amore divini che tengono unite tutte le cose, che legano gli eventi e gli esseri viventi. Per diventare consapevoli è indispensabile chiedere alla psiche di obbedire umilmente alla percezione luminosa dello spirito per poter vedere oltre i calcoli associativi e diventare realmente intelligenti, cioè capaci di leggere la vita, non di scriverla. Diventare consapevoli significa elevare lo sguardo per cogliere la vastità immensa della vita, per sciogliere le illusioni dell’ego che restringono tutta la vita in un minuscolo campo di forze conflittuali, dedite esclusivamente alla cura dei propri interessi e possessi, delle proprie vanità, invidie, paure e gelosie. Diventare consapevoli significa lasciar andare per sempre le convinzioni e le convenzioni umane, per quanto sagge possano mostrarsi e da qualsivoglia parte ideologica, religiosa, filosofica esse provengano, e immergersi nell’amore di Dio per abbandonarsi in lui. Colui che desidera crescere nella consapevolezza spirituale e intellettuale non può mai per nessun motivo pensare male di Dio, dubitare di Dio, ritenerlo in qualche modo colpevole delle disarmonie, del dolore, della sofferenza dell’uomo.
L’invito di Gesù, vegliate, è l’invito a essere saggi, a diventare consapevoli della straordinaria avventura che ci è data da vivere in questo cosmo e in questa dimensione di vita. Vegliate è l’invito a conoscere la vita, a leggerne sapientemente le procedure, il movimento, è apprezzarne con amore e umiltà l’origine e il fine. Perché è così fondamentale la consapevolezza per vivere? Perché solo e unicamente questa consapevolezza può generare nella psiche, nello spirito e nel cuore la felicità che si ottiene attraverso l’esercizio della gratitudine e della gratuità. Crescere nella conoscenza e nella consapevolezza non ha altro scopo che condurre l’uomo a percorrere le strade della gratitudine e della gratuità, per non rinchiudersi mai più nelle gabbie dei pregiudizi, dell’ignoranza, per non restare incatenato alla sete di dominio, lacerato dall’invidia, squilibrato dalla vanità e dall’avidità, per non vivere in modo stolto, dissennato, violento, aggressivo, gretto, sprovveduto, sconsiderato e profondamente e inguaribilmente infelice.
Vegliate è l’invito amorevole di Gesù a crescere nella consapevolezza del dono meraviglioso della vita, per crescere nella felicità e nell’armonia, perché quando gli uomini e le donne nati sulla terra busseranno alle porte delle città celesti, la casa dell’Eterno, saranno riconosciuti solo se saranno figli felici e grati. Quel giorno, l’ultimo giorno, per non essere sconosciuti alla Vita sarà indispensabile essere cresciuti nella consapevolezza della vita.