Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Giovedì 26 Agosto 2021

21a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Prima lettera ai Tessalonicési 3,7-13; Salmo 89,3-4.12-14.17; Vangelo di Matteo 24,42-51

Salmo 89,3-4.12-14.17

Saziaci, Signore, con il tuo amore.

3 Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
4
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

12 Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
13
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

14 Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
17
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

Vangelo di Matteo 24,42-51

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 42 «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43 Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44 Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
45
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? 46 Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! 47 Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
48
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, 49 e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, 50 il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, 51 lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

Viene

Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo. Il Figlio dell’uomo sta tornando e chiede all’uomo di prepararsi e di tenersi pronto per il meraviglioso incontro. Ma come prepararsi all’incontro con Gesù che viene nella sua venuta intermedia, come predisporre il suo popolo per una nuova era di luce e di pace? Come prepararsi al cambiamento? Forse come hanno fatto i potenti della terra, che hanno usato le risorse della terra per i propri interessi, per ubriacarsi per la loro sete di dominio creando miseria, guerre, violenza, schiavitù, malattia e morte? No, assolutamente no. Oppure ammassando denaro, ricchezze e rintanandosi nei bunker? No, assolutamente no. Oppure, come erroneamente hanno pensato di fare i buoni, lottando contro il male e combattendo il Maligno? No, assolutamente no.
Per prepararsi all’incontro è indispensabile crescere dentro, crescere nell’amore, vivere nell’amore e per amore. Per essere pronti all’incontro, nel giorno in cui il Signore nostro verrà, è indispensabile esercitarsi con il perdono, allenarsi alla compassione, saper praticare l’amore senza scivolare nel possesso. Per l’incontro di quel giorno è indispensabile imparare a coltivare la compassione, lasciarsi ispirare dalla comprensione amorevole, attrezzarsi per essere in grado di sostenere i fratelli senza interferire nella loro vita, diventare abili nella gratitudine e nella gratuità. Per quell’incontro è indispensabile arrivare molto preparati nella capacità di saper silenziare immediatamente nella mente ogni tipo di giudizio e di condanna, per abbandonare ogni dialogo interiore psichico e spirituale generato dall’invidia e dall’avidità. Gesù lo ripete amorevolmente: vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà, perché desidera con tutto il cuore che sia un incontro pieno, consapevole, carico di vita e di amore, di luce e di pace. Gesù insiste con il suo invito a tutta l’umanità perché sa che purtroppo gli uomini e le donne che arriveranno a quel giorno e a quell’incontro in modo stupidamente e arrogantemente inconsapevole e superficiale, senza amore e sapienza, vivranno quel giorno come un giorno terribile, un giorno in cui il cambiamento diventerà per loro la sorgente della più lacerante e assoluta disperazione.