Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Martedì 17 Agosto 2021

20a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Giudici 6,11-24a; Salmo 84,9.11-14; Vangelo di Matteo 19,23-30

Salmo 84,9.11-14

Il Signore annuncia la pace per il suo popolo.

9 Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.

11 Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
12
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

13 Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
14
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

Vangelo di Matteo 19,23-30

In quel tempo, 23 Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. 24 Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
25
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?» 26 Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». 27 Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?» 28 E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. 29 Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. 30 Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

Ricchezza

Il regno dei cieli qui è inteso sia come il regno di benessere, pace, salute, armonia che l’uomo può vivere su questa terra, seguendo le procedure evangeliche, sia come il regno che ha vita senza fine nelle dimore celesti del cielo eterno. Perché la ricchezza impedisce di entrare nel regno dei cieli? Perché la ricchezza è possesso. Perché il possesso è così letale? Perché possedere impedisce di donare e di amare. Non donare e non amare impediscono lo sviluppo personale e la realizzazione del proprio compito. Non sviluppare se stessi, non crescere e non realizzare il compito rendono questa vita e la persona umana inutile e senza senso. La ricchezza, se non è di tutti e per tutti, è ricchezza mortale, perversa, satanica, ed è sempre frutto d’ingiustizia e sempre frutti di ingiustizia produrrà. La ricchezza, che è del possesso, è un velo oscuro che impedisce di riconoscere l’uomo e di sentire Dio nella vita, e rende ignoranti sia gli aguzzini che le vittime. La ricchezza non può far entrare nel regno dell’evoluzione terrena né far entrare nel regno celeste, perché la ricchezza, che è del possesso, conduce sempre, sempre, sempre e inevitabilmente, alla guerra e alla distruzione, e chi conduce l’umanità alla guerra, anche se è primo nella gerarchia per il sistema del potere del mondo, è senz’altro ultimo davanti agli occhi di Dio.