Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Mercoledì 4 Agosto 2021

18a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Numeri 13,1-3a.25 - 14,1.26-30.34-35; Salmo 105,6-7b.13-14.21-23; Vangelo di Matteo 15,21-28

Salmo 105,6-7.13-14.21-23

Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.
Oppure: Abbi pietà, Signore, del tuo popolo.

6 Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
7
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie.

13 Presto dimenticarono le sue opere,
non ebbero fiducia nel suo progetto,
14
arsero di desiderio nel deserto
e tentarono Dio nella steppa.

21 Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
che aveva operato in Egitto cose grandi,
22
meraviglie nella terra di Cam,
cose terribili presso il Mar Rosso.

23 Ed egli li avrebbe sterminati,
se Mosè, il suo eletto,
non si fosse posto sulla breccia davanti a lui
per impedire alla sua collera di distruggerli.

Vangelo di Matteo 15,21-28

In quel tempo, 21 Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. 22 Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!» 24 Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». 25 Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!» 26 Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 27 «È vero, Signore - disse la donna -, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Come

Si capiscono al volo. Gesù e la madre cananea si capiscono all’istante. Lei sa e sente che Gesù è il Figlio di Dio: l’espressione messianica, figlio di Davide, con cui lo invoca non lascia dubbi. Lei sa e sente che quelle parole severe e dure del suo Gesù, che sono la risposta alla sua richiesta di aiuto, non sono dette per lei, ma per i figli di quel popolo a cui il Padre aveva offerto il pregio di un vantaggio incommensurabile, di essere cioè il primo popolo a conoscere la sapienza di Dio e a incontrare in carne e ossa il Figlio di Dio, il Messia dei popoli. Figli che non stavano per nulla apprezzando la presenza del Figlio di Dio tra loro, così come non avevano gustato con gioia e gratitudine le ricchezze e i doni sconfinati di cui il Signore aveva imbandito la tavola della loro storia. La donna cananea conosce l’infinita compassione che batte in quel cuore di uomo-Dio e sa che il suo desiderio può indirizzare quella compassione verso un’incalcolabile potenza guaritrice per sua figlia. Lei sa che in Gesù la potenza del proprio desiderio tutto può compiere e realizzare senza limiti e misure. Lei questo lo sa, e anche Gesù lo sa. Gesù sa qual è la potenza del desiderio dell’uomo quando incontra la potenza dell’amore di Dio, potenza che tutto rende possibile. Gesù esprime questa verità con le parole meravigliose con le quali risponde, pieno di palpabile soddisfazione e gioia, alla donna cananea: Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri.
Ecco il dono che Gesù è venuto a fare all’umanità, partendo dal popolo d’Israele. Gesù è venuto a far conoscere all’uomo la potenza di questa procedura divina, di questa legge dominante, secondo la quale tutto accade grazie alla forza del desiderio. Avvenga per te come desideri rivela che nella vita di ciascuno degli uomini e delle donne della storia umana, tutto accade secondo il proprio desiderio, e questo significa che, attraverso il desiderio, attraverso il pensiero, l’uomo crea, forma la realtà. Ne consegue l’assoluta, determinante importanza del conoscere bene i propri desideri consci e inconsci, e del saperli curare, accudire al meglio. Se i desideri dell’uomo sono unicamente l’interesse personale, la sete di dominio su persone e cose, il risultato sarà la totale disconnessione dell’uomo da se stesso, dal proprio cuore e dal cuore della vita, della natura e di Dio, con conseguenze largamente sperimentate che sono il dolore, la sofferenza, la miseria, l’ingiustizia, la malattia, la morte. Se i desideri dell’uomo sono improntati alla collaborazione, all’unità, al benessere condiviso, il risultato sarà un’accresciuta unità dell’uomo con se stesso, con il proprio cuore e con il cuore della vita, con la natura e con Dio, sviluppando energie che generano gioia, ricchezza vera, giustizia, salute, vita. Non si può purificare la vita di un uomo se non si purificano i suoi desideri. Se la nostra vita non ci piace, non c’è da imprecare, maledire, addossare la colpa a qualcuno, deprimersi, spazientirci, scendere in guerra e lottare, c’è solo una cosa da fare: cambiare i nostri desideri più intimi e profondi. Non si può cambiare la vita per imposizione e sforzi di volontà e dovere, ma secondo la fede nei propri desideri. Possiamo cambiarla solo ed esclusivamente secondo la forza e la potenza del nostro desiderio. Avvenga per te come desideri significa anche che per ciascuno, nella vita, avviene tutto e sempre nella misura precisa di quel come, di quel come desideri, cioè secondo la potenza, la modalità, la forza, le misure, la passione, la lucidità, la coerenza del desiderio.
Conoscere i propri desideri e, se ci conducono a una vita che non ci piace, imparare a cambiarli nel dialogo interiore con la forza della fede, è il cuore del messaggio di Gesù e del suo vangelo. Il desiderio di Gesù è che noi impariamo a usare splendidamente la forza del desiderio nella fede e nell’amore, e lui stesso non riesce a nascondere la sua profonda gioia e la sua divina soddisfazione nell’incontrare questa donna straniera già capace di usare questa potentissima procedura della vita, la potenza del desiderio.