Sabato 13 Febbraio 2021

5a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Gènesi 3,9-24; Salmo 89,2-6.12-13; Vangelo di Marco 8,1-10

Salmo 89,2-6.12-13

Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

2 Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, o Dio.

3 Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
4
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

5 Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
6
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

12 Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
13
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Vangelo di Marco 8,1-10

1 In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: 2 «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. 3 Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
4
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?» 5 Domandò loro: «Quanti pani avete?» Dissero: «Sette».
6
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. 7 Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
8
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. 9 Erano circa quattromila. E li congedò.
10
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

Sette

La frase che in Genesi 1,1 narra l’inizio della creazione, tradotta in italiano con: In principio Dio creò il cielo e la terra, nel testo ebraico è composta di sette parole. Sette sono i giorni della creazione, sette volte maggiore sarà il castigo di chi ucciderà Caino, sette i giorni in cui le acque del diluvio inondarono la terra, sette gli anni di abbondanza e sette gli anni di carestia in Egitto al tempo di Giuseppe. Dopo l’esodo, Gerico fu conquistata dal popolo d’Israele guidato da sette sacerdoti che portavano sette trombe e marciarono intorno alla città per sette giorni consecutivi; il settimo giorno marciarono intorno alla città per sette volte. Secondo Legge Sacra ogni sette anni la terra in Palestina non doveva essere coltivata, il terreno doveva essere lasciato riposare, e poiché si trattava sempre del settimo anno, lo si chiamava appunto “anno sabbatico” (da shabbàt, “riposo”); e, dopo sette cicli di sette anni, il cinquantesimo anno era un giubileo. Naaman, generale del re di Siria, che andò a consultare il profeta Eliseo per cercare guarigione dalla lebbra che l’aveva colpito, fu mandato dal profeta a bagnarsi nel fiume Giordano ben sette volte per guarire. Salomone impiegò sette anni a costruire il tempio all’Altissimo e, alla sua inaugurazione, indisse una festa che durò sette giorni. Fino a settanta volte sette è il numero di volte che Gesù dice a Pietro di perdonare un suo fratello. Tutto in Apocalisse si svolge attorno al numero sette: sette angeli, sette chiese, sette candelabri, sette coppe, sette trombe, sette spiriti, sette teste di dragoni con sette diademi, sette sigilli e sette stelle.
Sette è il numero che modula e ritma anche il corpo umano, che ogni sette anni si rinnova completamente. Ogni parte del corpo infatti elimina costantemente il materiale logorato e riceve l’apporto di nuovo materiale vivente, fino a che, dopo sette anni, l’intera struttura è cambiata fin nel più piccolo particolare e praticamente diventa un nuovo corpo. Le cellule vivono a cicli di sette e, in certe malattie, il settimo, il quattordicesimo e il ventunesimo giorno sono giorni critici. Il polso dell’uomo batte più lento ogni sette giorni. Fin dalla creazione il Signore ordinò all’uomo, per rispettare l’armonia degli ecosistemi e della propria vita, un giorno di riposo ogni sei (il sabato), che è poi l’unico ciclo di lavoro-riposo che risponde effettivamente ai bisogni e alla fisiologia umana. Perfino il cervello ogni sette secondi di lavoro e attenzione si prende un secondo di pausa e riposo. Anche il periodo di gestazione nell’uomo è ritmato dal numero sette, essendo infatti di 280 giorni (40 per 7). Ma anche in altre specie la vita si sviluppa con una gestazione ritmata dal numero sette, nel topo e negli uccelli è di 21 giorni (3 per 7); nella lepre e nell’anitra di 28 (4 per 7); nel gatto di 56 (8 per 7); nel cane di 63 (9 per 7); nel leone di 98 (14 per 7); nella pecora di 147 (21 per 7). Sette sono i pani messi nelle mani di Gesù per il miracolo della moltiplicazione e sette sono le ceste di pezzi di pane avanzati dopo la distribuzione. Il sette è il numero di Dio, la firma della sua presenza e perfezione nella creazione, nella sua Parola rivelata nella bibbia, nella vita e nell’uomo stesso. Sette è la firma di Dio, la firma della sua perfezione. Ma cos’è la perfezione di Dio? Come si manifesta ai più alti livelli esistenziali la perfezione di Dio in tutto ciò che ha creato e viene contrassegnato e firmato con il numero sette? Gesù lo rivela: Sento compassione per la folla, ecco la perfezione di Dio. La perfezione di Dio è la sua compassione. Compassione totale, immeditata, lungimirante, preventiva, onnicomprensiva, squisita, gratuita, gioiosa, tenera, sovrabbondante, amante, incondizionata, elegante, accurata, attenta, piena, commossa, solenne, delicata, profonda, suprema, commovente, completa, raffinata, gentile, inimitabile, coinvolgente, avvolgente, sanante, liberante, armoniosa. La compassione di Dio è la perfezione di Dio, la perfezione di Dio che nella compassione crea, sorregge, soccorre, salva, guarisce, cura, risveglia, calma, protegge, consolida, unisce, eleva, ama e tutto conduce all’unità e all’integrità totale. I sette pani che l’umanità mette in mano a Gesù sono la firma della perfezione di Dio nell’uomo che, anche se affamato e stanco, oppresso e impoverito, è e rimane frutto della perfezione di Dio e della sua compassione. Quando mettiamo nelle mani della compassione di Dio tutto ciò che siamo, Dio ama in noi la sua compassione e così ogni dono si moltiplica a dismisura nel bene e nella pace, nel benessere e nella felicità per il bene di tutti e di tutta la vita. È la compassione di Dio che rende così perfetto tutto ciò che egli dice, compie, opera e ama. Non c’è perfezione che non generi compassione, non c’è compassione che non generi perfezione.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.