Martedì 23 Giugno 2020

12a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Secondo libro dei Re 19,9b-11.14-21.31-35a.36; Salmo 47,2-4.10-11; Vangelo di Matteo 7,6.12-14

Salmo 47,2-4.10-11

Dio ha fondato la sua città per sempre.
Oppure: Forte, Signore, è il tuo amore per noi.

2 Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
La tua santa montagna, 3 altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.

Il monte Sion, vera dimora divina,
è la capitale del grande re.
4
Dio nei suoi palazzi
un baluardo si è dimostrato.

10 O Dio, meditiamo il tuo amore
dentro il tuo tempio.
11
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino all’estremità della terra;
di giustizia è piena la tua destra.

Vangelo di Matteo 7,6.12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 6 «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
12
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
13
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. 14 Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!»

Ùtos

Letteralmente: tutte dunque quante le cose volete che facciano a voi gli uomini, così [in greco ùtos] anche voi fate a loro: questa infatti è la legge e i profeti.
Ùtos, avverbio, determina il modo, la quantità, la qualità dell’azione dell’uomo. Ùtos indica “proprio questa cosa e nel modo di questa cosa”, significa “in questo modo, così tanto, la medesima cosa”. Quando l’uomo sarà intellettualmente e spiritualmente disposto e pronto a imparare la legge dell’ùtos, del “allo stesso modo”, non ci sarà bisogno di altre leggi, né di profezia.
Ma c’è qualcosa di più. L’ùtos è una legge in “andata e in ritorno”. Cosa vuol dire?
Questa è la prima procedura madre del vangelo, la procedura matrice che deriva da una delle più importanti e gerarchicamente prime leggi dominanti che reggono l’universo e ogni vita: la legge di azione/reazione.
Tutti i pensieri e tutte le azioni generano e muovono un certo tipo di energia, che varia di volta in volta per potenza, qualità, profilo. Ogni energia che muoviamo è un’azione che crea una reazione eguale e proporzionata all’energia di partenza. Ogni energia sviluppata, ogni azione mossa torna indietro alla persona o al popolo che ne ha dato inizio, che l’ha lanciata e suscitata, stabilita. Un giudizio mentale accusatorio, una parola di condanna gratuita nei riguardi di un nostro simile è energia che decidiamo di suscitare, è un’azione che decidiamo di intraprendere; quella stessa energia, con quella stessa forza, tornerà a noi in un modo-ùtos perfettamente corrispondente, come giudizio mentale accusatorio, condanna gratuita. Così è se decidiamo di sviluppare misericordia, gratitudine, perdono, comprensione, amore e gioia.
Conosciuta questa legge dominante, diventa decisamente stupido muovere energie conflittuali, di rabbia, ira, condanna, vendetta, competizione, invidia nei confronti di chiunque, visto che la decisione di suscitare e muovere queste energie corrisponde alla decisione di vedercele perfettamente ricadere tutte addosso e contro con la stessa violenza con cui le abbiamo generate e coltivate. Conosciuta questa legge dominante è decisamente sapiente e vantaggioso muovere energie di comprensione, di condivisione, accoglienza, misericordia, perdono, gratitudine, fiducia nei confronti di chiunque, visto che la decisione di suscitare e muovere queste energie corrisponde alla decisione di vedercele ritornare indietro, perfettamente recapitate nella vita e nel cuore, con la stessa forza, qualità, profilo con cui le abbiamo generate e coltivate. Il vangelo precisa, riguardo a questa legge, che tale procedura solo in caso di persecuzione funziona con un’accezione diversa: Gesù ne è splendido esempio. In caso di persecuzione si riceve rabbia, odio, calunnia, condanna, violenza e morte senza averli seminati e suscitati, anzi si può essere perseguitati proprio perché si è deciso di intraprendere la strada del vangelo e di Gesù.
Il vangelo insiste più volte su questa legge-procedura: chi prende la spada perisce di spada; chi opprime sarà oppresso, chi giudica sarà giudicato, chi condanna sarà condannato, chi misura sarà misurato. Tutto nell’universo funziona così, sempre. Per questo Gesù insegna a vivere nell’amore e nel perdono; questo modo di vivere è la cosa più intelligente e vantaggiosa da insegnare se desideriamo che amore e perdono ci tornino.
Tutti i poteri forti, i grandi poteri e regni, le millenarie dinastie di alcuni imperi, che hanno violato questo principio dell’amore, una volta conquistati, sono stati misurati già su questa terra con la stessa misura: le ingiustizie, le angherie, le umiliazioni, le violenze sono state fatte a loro, pari pari. Il modo con cui sono spariti dalla faccia della terra dimostra chiaramente il modo con cui hanno governato o applicato la legge dell’ùtos. In Isaia 33,1 questo è detto con potenza inaudita e quasi inquietante.
Gesù pone un’avvertenza importante sul modo di far conoscere e annunciare alle genti la legge dell’ùtos, che è in pratica la sintesi di tutto il vangelo. Letteralmente dice: Non date l’oggetto santo [in greco: tò àghion] ai cani, neppure gettate le perle [in greco: margarìtas] vostre davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e, voltatisi, sbranino voi. Gesù ammonisce-spiega-avverte i discepoli di non offrire l’oggetto santo, il vangelo e le divine procedure in esso racchiuse, in questo caso la legge dell’ùtos, a due categorie di persone: quelli che per ignoranza non possono capire, perché non possiedono gli elementari piani comuni di comunicazione, e quelli che, per pregiudizio e arroganza, non vogliono capire. Il vangelo non è difficile, anzi, è scritto con simbologie e immagini semplici, prese dalla vita di tutti i giorni, per essere da tutti compreso e capito, ma necessita di un minimo di onestà intellettuale da parte di chi lo ascolta, per essere apprezzato nella sua novità e considerato nella sua potenza illuminante. Da precisare che l’onestà intellettuale non corrisponde mai automaticamente alla preparazione e allo studio accademico, ma è garantita da altri fattori spirituali e intellettuali.
Offrire nelle mani, nella mente, nella bocca di queste due categorie di persone l’oggetto santo, il vangelo, e le perle, le procedure evangeliche, fornisce loro inevitabili motivi di fraintendimento che al loro culmine diventeranno necessariamente semi generatori di rivolta, opposizione, conflitto, battaglia, persecuzione, violenza.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Symphonein 15 agosto 2020 ore 17:00 - Accordati e sincronizzati nella preghiera