Lunedì 15 Giugno 2020

11a settimana del tempo Ordinario

Parola del giorno
Primo libro dei Re 21,1b-16; Salmo 5,2-3.5-7; Vangelo di Matteo 5,38-42

Salmo 5,2-3.5-7

Sii attento, Signore, al mio lamento.
Oppure: Ascolta, Signore, il povero che ti invoca

2 Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.
3
Sii attento alla voce del mio grido,
o mio re e mio Dio,
perché a te, Signore, rivolgo la mia preghiera.

5 Tu non sei un Dio che gode del male,
non è tuo ospite il malvagio;
6
gli stolti non resistono al tuo sguardo.

Tu hai in odio tutti i malfattori,
7
tu distruggi chi dice menzogne.
Sanguinari e ingannatori, il Signore li detesta.

Vangelo di Matteo 5,38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 38 «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. 39 Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, 40 e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41 E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. 42 Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Procedure di morte e di vita

Prima procedura.
Non opporvi al malvagio, letteralmente: non fate resistenza [greco: anthìstemi] al malvagio. Anthìstemi – formato dall’avverbio antì, “contro, di fronte”, unito al verbo ìstemi, “pongo, colloco” – significa: “faccio resistenza, tengo duro, resisto, mi oppongo, contraddico; pongo contro, oppongo, contrappongo”. Esprime lo stato spirituale dello stare, del vivere, dell’essere fondato, conficcato, strutturato nel contro, nella rivolta, nella sfida, nel confronto, nel di fronte, in faccia a, in conflitto con. Ogni non-accettazione della realtà, nel dialogo interiore comporta automaticamente l’essere in opposizione, lo stare contro, il muoversi in rivolta. Per sua provenienza e natura divina, l’uomo tende a non accettare il male, perché è diretto e predisposto al bene e all’amore. Satana usa questa naturale inclinazione dell’uomo, a non aver nulla a che fare col male, per farlo entrare nel male, così che risieda stabile nel male. La più potente delle tentazioni è istigare l’uomo a stare nell’antì, in uno stato di normale opposizione e rivolta. La procedura vitale, secondo il vangelo, sta proprio nello scegliere di essere e restare nel non opporre resistenza, cioè nel non collocarsi nello stato dell’essere contro, della rivolta, della sfida. La legge del taglione, in quanto forma di resistenza, di opposizione al male, va ad alimentare e a nutrire la potenza e la forza del Maligno. Invece che opporre resistenza, Gesù propone un’altra via: a chi ti percuote nella guancia destra, volta [greco: strèpho] a lui anche l’altra. Gesù propone volgi anche l’altra, letteralmente, capovolgi, sconvolgi: l’antica radice di questo verbo, strèpho, è l’accadico turbu’u, “turbine”. È come dire: sconvolgi il male con una scelta che sia un turbine, uno sconvolgimento totale del male. Non usare il male per opporti al male, sconvolgi questo sistema con il turbine, con l’energia superiore dell’amore e del perdono.
Seconda procedura.
E a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia [greco: aphìemi] anche il mantello. Aphìemi, verbo che ha tantissime corrispondenze in ebraico, significa “lascio andare, lascio libero, abbandono, lascio in pace, permetto, rimetto”. Lasciar andare, non trattenere è la seconda procedura offerta da Gesù per vivere sani e salvi. Lasciar andare non significa mai disinteresse, assenza di passione e impegno, menefreghismo. Se sei nella tensione del trattenere, è senz’altro perché qualcuno ti sta portando via qualcosa, ed è proprio questo trattenere dentro e fuori che semina il male e la morte. Gesù a questo stato propone un’alternativa, una via inedita, sconosciuta, difficile da concepire con la mente umana: lascia andare, non trattenere. Non trattenere significa a chi vuole toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. Incredibile, sconvolgente, inimmaginabile, impensabile. È oltre ogni comprensione e procedura mentale e morale. È oltre ogni addestramento, costituzione, cultura, politica, giustizia, legge, convenzione, convinzione, principio. È oltre ogni saggezza, filosofia, religione. È perfino oltre la carità, oltre la condivisione. È totalmente al di là di ogni contestualizzazione e interpretazione possibile. Questo è il vangelo, questo è Gesù.  
Terza procedura.
Letteralmente: al chiedente a te dà [greco: dìdomi] e al volente da te ricevere un prestito non volgere le spalle. La procedura è dìdomi, “dono, affido, rendo, permetto, assicuro, consegno, do in premio”. Dìdomi ha in sé tutti i significati del dare,
dal donare, al distribuire, al provvedere, al ricompensare. La terza procedura è la gratuità. La gratuità è imparare a donare e a offrire senza paura di perdere o di dover rinunciare a qualcosa e senza aspettarsi qualcosa in cambio. In verità donare gratuitamente svela immediatamente come la sensazione incontrollabile di perdere o di rinunciare a qualcosa è solo una potentissima illusione.
In pratica il vangelo propone, allo stato mortale e distruttivo di anthìstemi, dell’opposizione e della rivolta, l’antidoto dell’accettazione, traducibile spiritualmente con lo stato della gratitudine. Mentre allo stato mortale e distruttivo del trattenere, del non lasciar andare, Gesù propone come antidoto dìdomi, il movimento spirituale del donare con gratuità.
Opposizione-rivolta-trattenere, la procedura di Satana.
Gratitudine-gratuità-lasciar andare, la procedura del Signore Gesù.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.

Symphonein 15 agosto 2020 ore 17:00 - Accordati e sincronizzati nella preghiera