Venerdì 28 Febbraio 2020

Dopo le Ceneri

Parola del giorno
Isaìa 58,1-9a; Salmo 50,3-6b.18-19; Vangelo di Matteo 9,14-15

Salmo 50,3-6.18-19

Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.
Oppure: Tu gradisci, Signore, il cuore penitente.

3 Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
4
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

5 Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
6
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.

18 Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocàusti, tu non li accetti.
19
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.

Vangelo di Matteo 9,14-15

In quel tempo, 14 si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?»
15
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

La gioia

L’infelicità si occupa continuamente della propria insoddisfazione e protegge il suo stato sotto il mantello del dovere e dei sensi di colpa. Per questo l’infelicità ha bisogno della legge per fantasticare e la legge ha bisogno degli infelici per prosperare.
Essere infelici è il più grande e il peggiore dei peccati, è come sentirsi continuamente offesi dalla vita e in rivolta con Dio. Gesù, il Figlio di Dio, ci fa visita, pianta la sua tenda tra noi, ci scalda con il suo amore e la sua compassione, ci libera dall’inganno, asciuga le nostre lacrime, rivela le procedure sacre per una vita felice, piena di gioia, di salute, di benessere, di condivisione luminosa e, come risposta, la mente umana germina stupidità, si compone in pensiero, proferisce parola e dice: Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano? Come a dire: perché voi che state con Gesù non siete tristi e non fate cose tristi, in modo triste? Se siete discepoli di una religione o di una spiritualità, dovete per forza avere la vostra dose di tristezza e legalità, grigiore e dovere, sensi di colpa e leggi, altrimenti che vacua spiritualità state seguendo e praticando?
La risposta di Gesù rivela che verranno sì i giorni della tristezza e del pianto, dell’infelicità e del lutto, ma non verranno certo perché questo è nella volontà di Dio o perché il lutto e la tristezza facciano parte del suo cuore o siano un passaggio indispensabile alla crescita evangelica. Secondo il vangelo nemmeno il digiuno deve portare tristezza, anzi deve essere compiuto solo ed esclusivamente per amore, con gioia e per gratitudine. Giungeranno anche i giorni del lutto, ma verranno perché Gesù, l’Amante, lo Sposo dell’umanità sarà cacciato via dal mondo con il tradimento, la tortura, la morte violenta. L’umanità è infelice unicamente perché, tentata da Satana, ha perso la via dell’amore e dell’intimità con Dio, lo Sposo, l’Amante, e ha intrapreso la via della cattiveria e della stupidità. L’infelicità non fa mai parte dei progetti di Dio, non è mai, mai, mai, frutto della volontà, del desiderio, delle prospettive di Dio Padre Figlio e Spirito Paraclito.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.