Mercoledì 1 Gennaio 2020

Maria Santissima Madre di Dio

Parola del giorno
Numeri 6,22-27; Salmo 66,2-3.5-6.8; Lettera ai Gàlati 4,4-7; Vangeli di Luca 2,16-21

Dio abbia pietà di noi

Salmo 66,2-3.5-6.8

Dio abbia pietà di noi e ci benedica.

2 Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
3
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

5 Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

6 Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
8
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

Vangelo di Luca 2,16-21

In quel tempo, i pastori 16 andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
18
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19 Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
20
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
21
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

La regina della meditazione

Il dialogo interiore di Maria non è fatto di elaborazioni mentali, di richieste, di calcoli e previsioni di sviluppi, non è costruito da opinioni e interpretazioni, percorsi psichici dediti al giudizio, alla costruzione di convinzioni sulle altrui o proprie convinzioni. Maria vive e medita, medita e vive.
La pace, la passione, la forza interiore, l’intima bellezza e purezza di Maria sono determinate dal suo dialogo interiore, dalla capacità di accogliere in sé gli eventi della vita non attraverso il processo dei pensieri, ma attraverso l’esperienza della meditazione.
Il testo evangelico dice: Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. Meditandole, letteralmente “comparandole”, traduzione del verbo greco symbàllo. Non si tratta qui solo dell’usuale traduzione di symbàllo che è “considero, penso, confronto, rifletto, medito, convengo”. Il verbo indica in realtà un’azione opposta rispetto al pensare, divisare umano. Symbàllein è scambiare un accordo in nome dell’unità, è stringere un rapporto d’amicizia, riunire, mettere d’accordo uno con l’altro, gettare insieme, mettere insieme. È il verbo dell’accordo, della collaborazione, del comporre, dell’incontrarsi, del radunare.
Che differenza c’è tra pensare e meditare?
Pensare divide, meditare unisce. Attraverso il pensare gli eventi della vita vengono separati, interpretati, giudicati, analizzati, passati al setaccio degli interessi e dei vantaggi. Pensare deriva da un processo mentale analitico, associativo, separatore, dove non è mai possibile una visione completa, comparativa, olistica della realtà.
Attraverso il meditare, gli eventi della vita vengono uniti, accettati anche se non compresi, guardati in modo comparativo nella loro complessità e vastità, raccolti in sé con gratitudine e umiltà, scoprendone i fulcri di raccordo per l’unione e la pace. Meditare deriva da un processo spirituale di amore comparativo, percettivo, proteso all’unità, dove non è mai possibile una visione protesa a separare, a giudicare, al conflitto e alla distruzione.
Si può pensare per una vita intera senza amore, fede e gratitudine, ma non si può meditare un solo secondo senza amore, fede e gratitudine. Pensare è diabolico, separa. Meditare è di Maria, unisce nell’amore.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.