Lunedì 12 Agosto 2019

19a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Deuteronòmio 10,12-22; Salmo 147,12-15.19-20; Vangelo di Matteo 17,22-27

 

Salmo 147,12-15.19-20

Celebra il Signore, Gerusalemme.

12 Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
13
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

14 Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
15
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

19 Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
20
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

Vangelo di Matteo 17,22-27

In quel tempo, 22 mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini 23 e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.
24
Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?» 25 Rispose: «Sì». Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?» 26 Rispose: «Dagli estranei».
E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. 27 Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».

Estranei

Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei? Rispose: Dagli estranei.
I re e i potenti della terra non riscuotono tasse e tributi da coloro che ritengono parte della loro cerchia, dei loro affetti, della loro famiglia, dei loro amici, ma da coloro che ritengono servi, ostili, sudditi, sottomessi, asserviti, separati, estranei. Due persone che si amano non fanno nulla l’una per l’altra per denaro, per interesse economico, per ricevere un compenso. L’amante non chiede tasse e tributi all’amante. Quando gli amanti si obbligano a tasse e tributi non sono più amanti ma separati, estranei, nemici, ostili.
Gesù entra a Cafàrnao con i suoi discepoli e un esattore della tassa del tempio avvicina Pietro per chiedergli perché il loro maestro non paga la tassa. È evidente che i capi dei sacerdoti del tempio, visto che pretendono la tassa dal popolo di Dio, non ritengono certo il popolo dei figli di Dio il loro amante ma l’estraneo, il separato, il lontano. L’esattore della tassa si rivolge a Pietro non come a un fratello ma come a un separato, a un estraneo, e ugualmente tratta Gesù, pur riconoscendolo come Maestro. L’esattore della tassa del tempio, in nome del capo dei sacerdoti del tempio, il capo dei sacerdoti del tempio in nome dei sacerdoti del tempio e della religione, i sacerdoti del tempio e l’istituzione religiosa in nome dell’umanità pretendono da Gesù, il Figlio di Dio, il Creatore, il Signore, il Re dei multiversi, la tassa, il tributo come da un estraneo. Paradossale, ridicolo, patetico, grottesco, imbarazzante, stupido, ignobile. Gesù viene consegnato nelle mani degli uomini, torturato e ucciso a Gerusalemme, ma in realtà Gerusalemme è solo l’ultima tappa del cammino terreno di Gesù che lo ha visto trattato da estraneo, non desiderato, in diversi paesi e città a partire da Betlemme. Ma perché l’umanità tratta da estraneo, da ostile, da indesiderato Gesù, il figlio di Dio? Perché l’umanità, che ha rinnegato il Padre dei cieli, si è allontanata dalla famiglia di Dio e ha affidato il proprio destino ai re e ai potenti della terra, non può riconoscere come appartenente alla propria famiglia Gesù, il Figlio del Padre. Proprio perché l’umanità ha rinnegato il Re dei re, il Signore e ha affidato la propria difesa, sicurezza, benessere, vita, cuore e intelligenza ai re e ai signori terreni, reputa Gesù un estraneo indesiderato, ma al tempo stesso non può che essere considerata da estranea indesiderata dai re e dai signori della terra cui si è imprudentemente affidata.
Per non avere problemi, non creare problemi, non creare scandalo, lui che è il Padrone del tempio, colui che i credenti adorano nel tempio come Signore e Dio, decide di pagare la tassa del tempio, accetta pacificamente di essere trattato da estraneo dall’umanità e con un sorriso manda Pietro a pescare. Pietro getta l’amo e pesca un pesce che dentro la bocca porta una moneta d’argento, perché, se l’umanità purtroppo non riesce a riconoscere in Gesù il Signore della vita, lo sanno fare i pesci, le piante, il mare, il vento, la terra e il creato, che eseguono con amore i sui comandi e desideri perché si sentono la sua famiglia.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.