Giovedì 18 Luglio 2019

15a settimana del Tempo Ordinario

Parola del giorno
Èsodo 3,13-20; Salmo 104,1.5.8-9.24-27; Vangelo di Matteo 11,28-30

Salmo 104,1.5.8-9.24-27

Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.
Oppure: Il Signore è fedele per sempre.

1 Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
5 Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca.

8 Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
9 dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.

24 Ma Dio rese molto fecondo il suo popolo,
lo rese più forte dei suoi oppressori.
25 Cambiò il loro cuore perché odiassero il suo popolo
e agissero con inganno contro i suoi servi.

26 Mandò Mosè, suo servo,
e Aronne, che si era scelto:
27 misero in atto contro di loro i suoi segni
e i suoi prodigi nella terra di Cam.

Vangelo di Matteo 11,28-30

25 In quel tempo Gesù disse: «28 Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. 30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Atlante

Il corpo umano è frutto di un’opera creativa estremamente complessa, articolata e intelligente. Il cervello sovrintende a tutte le funzioni del corpo come un potentissimo centro di raccolta, elaborazione, smistamento e distribuzione di informazioni e dati. Il cervello controlla e monitorizza costantemente tutte le funzioni del corpo attraverso un sistema, denominato schema corporeo, che, in pratica, permette al cervello di sapere esattamente dov’è ogni cellula del corpo e cosa sta facendo in ogni istante. Il cervello riceve informazioni ed emette istruzioni attraverso messaggi elettrochimici, che si muovono mediante un’estesa e articolatissima rete di connessioni, il sistema nervoso. Questa estesa e articolatissima rete di connessioni riceve da tutto il corpo e spedisce in tutto il corpo milioni di informazioni e messaggi indispensabili per la salute, la guarigione, l’equilibrio di tutto l’organismo, per le funzionalità biologiche e biochimiche di tutte le sue parti. Ognuna di queste informazioni e ognuno di questi messaggi passa per una piccola area delicata, esattamente dove l’Occipite, l’osso del cranio, posto nella parte posteriore della testa in cui c’è il foro occipitale, incontra l’Atlante, la prima vertebra cervicale, situata subito sotto la testa. Il termine Atlante deriva dal greco àtlas, composto di “a” pleonastica unita al verbo tlào con il significato di “portare, sopportare”. Nella mitologia greca Atlante è uno dei Titani, condannato a reggere sulle spalle la volta celeste e il mondo. La prima vertebra, l’Atlante, regge il peso statico e dinamico della testa dell’uomo, che pesa circa cinque chili. Questa è l’area più critica di tutto il percorso delle informazioni e dei messaggi che partono dal cervello verso il corpo e che dal corpo vanno al cervello attraverso il midollo spinale e il sistema nervoso periferico. Quando quest’area delicatissima, dedicata al passaggio di milioni di informazioni e messaggi al secondo tra il cervello e il corpo, tra il corpo e il cervello, è compressa, disallineata, in trazione, le informazioni e i messaggi non transitano più in modo corretto e il cervello non riesce più a comunicare correttamente con il corpo, né il corpo con il cervello. Quando l’Atlante è disallineato rispetto alla sua sede anatomico-fisiologica naturale e corretta, tutta la comunicazione elettrochimica interattiva del corpo è disturbata e tutto il corpo subisce un deficit neurologico ed energetico. Quando è presente una compressione, un disallineamento, una trazione dell’Atlante, il corpo risente di ripercussioni negative in generale, ma soprattutto sull’apparato muscolo-scheletrico, circolatorio, neurovegetativo. Per svolgere il suo complesso e delicato lavoro quotidiano, il cervello richiede molta energia e molto ossigeno, per questo assorbe circa il venticinque per cento di tutto l’ossigeno a disposizione dell’organismo. Una scorretta posizione dell’Atlante sottopone a compressione il fascio di nervi che fuoriesce dalla scatola cranica e passa attraverso l’Atlante, compromettendo in modo importante la distribuzione dei segnali. Questa compressione del nervo produce non solo l’irritazione del nervo stesso, ma gli impedisce anche di avere la forza sufficiente per trasmettere i suoi segnali, così il cervello è costretto a inviare un impulso elettrochimico di maggiore intensità, consumando ovviamente più energia, oltre che a creare uno squilibrio energetico. Quando l’Atlante è fuori posto, tutto l’organismo richiede una maggiore quantità di energia anche per compiere le azioni più semplici e quotidiane, si riduce la resistenza, e tutta la persona entra in uno stato di stanchezza cronica immotivata, sonnolenza incontrollabile, fino a forme importanti di esaurimento e depressione. Il corretto posizionamento dell’Atlante è responsabile dell’allineamento corretto del midollo spinale, dei nervi che ne derivano e di tutto il sistema scheletrico, permette una respirazione ampia e fisiologica, accelera le capacità di ripristino e recupero di tutto l’organismo.
L’Atlante ha dunque un ruolo estremamente importante nell’equilibrio statico e dinamico di tutto il corpo, di tutta la persona e del suo modo di utilizzare e impiegare correttamente la propria energia. Ogni disallineamento, compressione, trazione dell’Atlante disturba la comunicazione delle informazioni tra corpo e cervello e viceversa, assorbendo e consumando energia in modo squilibrato e non economico. L’Atlante è la prima vertebra della colonna vertebrale e, se posizionata in modo fisiologico, permette a tutto il corpo di vivere con informazioni ed energia, e dunque di essere in vibrazione vitale.   
Se questo è vero a livello fisico, tanto più lo è a livello spirituale. Qual è l’Atlante spirituale dell’uomo, la prima vertebra spirituale che sostiene tutto il peso della persona e fa da canale trasmettitore di tutte le informazioni che dalla vita arrivano all’uomo e che dall’uomo arrivano alla vita? Qual è nell’uomo la zona sacra che lo collega alla vita, a Dio, a se stesso? Gesù lo chiama il cuore. Il cuore è il centro spirituale dove nasce il dialogo interiore dell’uomo, dove l’uomo è libero di prendere le proprie decisioni e di fare le proprie scelte. È in questo Atlante pneumopsichico che l’uomo decide liberamente se vivere allineato, centrato, unito a Dio, o vivere disallineato da Dio, decentrato da Dio, disunito da Dio. Gesù si definisce mite e umile di cuore, e in questo modo rivela all’umanità le caratteristiche psichiche e spirituali dell’uomo che tiene il suo cuore costantemente unito e allineato in Dio: mitezza e umiltà. Quando l’Atlante spirituale dell’uomo, il suo cuore decisionale interiore, lo snodo di tutto il movimento pneumopsichico dell’uomo, è allineato in Dio, l’uomo è pieno di conoscenza ed energia, di informazioni vitali e di forza per seguirle, e genera vibrazioni di vita e di amore. È nel suo Atlante pneumopsichico che l’uomo decide chi amare, chi odiare, sceglie a chi credere e a chi non credere, stabilisce se essere mite o violento, umile o arrogante, grato o vanitoso, amante o possessivo. È nel suo Atlante pneumopsichico che l’uomo prende tutte le sue decisioni interiori e intime, decide la sua posizione rispetto alla vita, a se stesso, agli altri, al creato. Quando l’Atlante spirituale dell’uomo è centrato in Dio, l’uomo è allineato con se stesso e unito agli altri. Quando l’Atlante spirituale dell’uomo è decentrato da Dio, l’uomo è disallineato da se stesso e separato dagli altri.
Come accade nel disallineamento dell’Atlante fisico, l’uomo che vive decentrato da Dio e disallineato da se stesso non può vivere con le informazioni della vita, e non può che disperdere inutilmente tutta la sua energia. Tutto ciò che disallinea l’uomo da se stesso lo pone in stato di compressione e trazione spirituale, psichica, intellettuale, che lo annulla intellettualmente ed energeticamente. Che cosa può decentrare l’uomo da Dio e disallineare l’uomo da se stesso, porlo nello stato di compressione nello spirito e di trazione nel cuore, fino a strozzare ogni fluire armonioso di conoscenza e informazioni vitali e a togliergli ogni energia? Dominio, controllo. Dominare e controllare sono le azioni più potenti ed efficaci al mondo per impedire agli uomini, una volta sottomessi e controllati, di ricevere dalla vita informazioni ed energia, e di togliere le informazioni residenti nel cuore e nello spirito delle persone, arrivando a ridurle a uno stato ipoenergetico. Chi domina e controlla il prossimo, lo pone in uno stato di compressione spirituale, psichica e intellettuale, con le conseguenze nefaste e letali che abbiamo visto a livello fisico, quando l’Atlante non è in posizione corretta e fisiologica. Quando l’uomo si lascia disallineare rispetto a Dio e a se stesso dal dominio, e si lascia comprimere dal controllo, non è più in grado di essere un canale di informazioni e di energia per la propria vita e per la vita degli altri, ed è un uomo stanco, sempre stanco, senza energia, senza passione, eccitazione, gioia e fantasia. L’uomo disallineato dal dominio e compresso dal controllo non può comunicare in modo pieno e armonioso con se stesso, non può comprendere e vivere i sogni del proprio cuore e spirito, non può conoscere le informazioni fornite dalla propria intelligenza e nemmeno le informazioni divine che Dio desidera rivelargli, perché è un uomo strozzato, strozzato proprio lì, dove tutto passa e scorre, nell’Atlante del suo cuore e del suo spirito. Non a caso le catene degli schiavi si sono chiuse per milioni di anni attorno al collo, proprio per incatenare, comprimere, ferire, disallineare sia l’Atlante fisico che quello spirituale dell’uomo. Non è un caso che il dominatore che vuole dominare, anche senza mettere la catena al collo, chiede ai suoi sottomessi, come segno di sottomissione, di chinare il capo. Chinare il capo, proprio perché è il modo più comune per disallineare l’Atlante fisico e portarlo in una posizione fisiologicamente scorretta, è diventato il segno più usato per dimostrare assoggettamento psichico e spirituale. Quando il sottomesso china il capo, significa che il sottomesso accetta di essere e di vivere disallineato spiritualmente e intellettualmente da se stesso a favore del suo dominatore. Non a caso i signori delle religioni, dominatori e controllori dell’umanità, chiedono ai loro sottomessi di piegare il capo in segno di riverenza, devozione, pietà, obbedienza, come segno di dedizione e sottomissione alla volontà di Dio, ma in realtà stanno usando solo e unicamente il modo più efficace e funzionale per far disallineare fisiologicamente, intellettualmente, spiritualmente l’essere umano, per averlo completamente in mano, ignorante e senza energia, al proprio servizio. I signori delle religioni, dominatori e controllori dell’umanità, chiedono ai loro seguaci, in nome di Dio, sottomissione e obbedienza cieca, indicando questo assoggettamento psichico e spirituale da parte loro come la strada maestra per imparare a diventare miti e umili. In realtà è proprio quando un uomo è spinto a disallineare il suo Atlante fisico, chinando il capo, e il suo Atlante pneumopsichico, con la sottomissione, che perde ogni possibilità di sapere cosa significhi realmente essere come Gesù, mite e umile di cuore, e avere l’energia per esserlo. Ogni esercizio di domino e di controllo, da quello più quotidiano, familiare, casalingo, relazionale, a quello più collettivo e sociale, ha come risultato il disallineamento dell’uomo da Dio, da se stesso, dalla vita, e la sua completa impotenza energetica. Perfino il modo con cui Gesù doveva essere ucciso è stato organizzato da Satana per riuscire a far chinare il capo a Gesù, come per costringerlo, almeno lì, sulla croce, a sottomettersi al suo dominio e controllo. Giovanni evangelista non sottolinea a caso che, nell’istante della morte di Gesù, Gesù chinò il capo, ma non come sottomissione alla violenza di Satana, quanto piuttosto come segno del pieno adempimento alla suprema volontà del Padre suo. Satana non istiga gli uomini a esercitare dominio e controllo sugli altri fin dalla più tenera età, solo perché gli uomini si facciano del male a vicenda e imparino a odiarsi, ma soprattutto perché dominio e controllo fanno piegare il capo e strozzano il cuore dei figli di Dio, riducendo l’uomo in un terribile stato di ignoranza e di ipoenergia. L’uomo ignorante e senza energia è un uomo debole, fragile, infelice, misero, schiavizzabile, facile preda dei lupi rapaci.
Dominio e controllo riducono gli uomini in uno stato di stanchezza invincibile e di insostenibile oppressione. Questi sono gli uomini stanchi e oppressi cui si rivolge Gesù. Questa è l’umanità che, in nome della religione, della tradizione, della morale, della politica, ha accettato di essere dominata e controllata, e si trascina stanca e oppressa, ignorante e senza energia, lungo le strade del mondo. Questa è l’umanità che, in nome dell’ambizione, della vanità, dell’avidità, dell’invidia, della gelosia, ha accettato di essere dominata e controllata e si trascina stanca e oppressa, ignorante e senza energia, lungo le strade del mondo. Questa è l’umanità che, per paura della solitudine, della persecuzione, in nome della sicurezza nazionale, della ricchezza, della comodità, del progresso, della libertà, della pace, ha accettato di essere dominata e controllata, e si trascina stanca e oppressa, ignorante e senza energia, lungo le strade del mondo. Questa è l’umanità a cui si rivolge Gesù e alla quale propone la sua strategia per impedirle di essere stritolata dal dominio e oppressa dal controllo: prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero. Per il cuore dell’uomo, per l’Atlante pneumopsicosomatico dell’uomo, il giogo di Gesù, il legame con Gesù è dolce, e il suo peso, cioè le sue indicazioni, le sue procedure, leggero. Dio Padre non ha creato l’uomo con la testa china. Il Padre celeste ha creato i suoi figli alteri, splendidi, capaci di stare in piedi dritti e di esprimere, con mitezza e umiltà, tutta la loro nobiltà e regalità divina, capaci di godere, in modo intelligente e pieno di energia, il meraviglioso regalo della vita. Chi vuol far chinare il capo all’uomo non viene da Dio, perché Dio ha creato tutto nella fierezza, nella nobiltà, nello splendore, in nome della gioia e della felicità.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.