Mercoledì 5 Dicembre 2018

1a settimana di Avvento

Parola del giorno
Isaìa 25,6-10a; Salmo 22,1-6; Vangelo di Matteo 15,29-37

Salmo 22,1-6

Abiterò nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita.

1 Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
2
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
3
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
4
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

5 Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

6 Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

Vangelo di Matteo 15,29-37

In quel tempo, 29 Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò.
30
Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, 31 tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
32
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». 33 E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?»
34
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?» Dissero: «Sette, e pochi pesciolini».
35
Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, 36 prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. 37 Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

Sette sporte

L’umanità ha ritenuto una scelta intelligente e vantaggiosa liberarsi di Gesù, di colui che aveva il potere di guarire ogni malattia e infermità, e l’ha eliminato violentemente e il prima possibile dalla faccia della terra. Così, però, si è liberata anche di colui che, solo, poteva rivelare all’umanità le conoscenze e le procedure utili per riuscire dove tutti gli altri avevano fallito miseramente: guarire tutte le malattie e le infermità. Così il nemico dell’umanità ha riempito le sue sei sporte, quelle della sofferenza e del tormento, le ha riempite a dismisura. L’umanità ha ritenuto una scelta intelligente e vantaggiosa liberarsi di Gesù e delle sue potentissime ed efficacissime procedure evangeliche, ma così si è liberata anche della sapienza e della divina forza della conoscenza, indispensabili all’uomo per vivere nel pieno benessere, nella ricchezza, in pace, sano e felice. Così le sei sporte dell’umanità, quelle dell’ignoranza, della stupidità, dell’inconsapevolezza, si sono riempite a dismisura. L’umanità ha ritenuto una scelta intelligente e vantaggiosa liberarsi di Gesù e dell’energia rigenerante della sua presenza amante, ma così si è liberata anche della tenerissima energia rivitalizzante della sua infinita compassione e misericordia, e si è liberata dell’esperienza liberante e pacificante del perdono da chiedere e da offrire. Così le sei sporte dell’umanità, quelle della paura, della rabbia, della violenza, si sono riempite a dismisura. L’umanità ha ritenuto una scelta intelligente e vantaggiosa liberarsi di Gesù e della potenza salvifica e sanante della sua Parola, ma così si è liberata anche di colui che  tra tutti i messia invocati dall’uomo è l’unico che veramente può salvare e sanare tutto e tutti. Così le sei sporte dell’umanità, quelle del dolore e dell’angoscia, si sono riempite a dismisura. L’umanità ha ritenuto una scelta intelligente e vantaggiosa liberarsi di Gesù in tutti i modi e in qualsiasi contesto sociale, scientifico, religioso, culturale, economico, politico, ma così si è liberata anche di colui che può fornire le conoscenze e le energie indispensabili per evolvere l’umanità affinché impari a gestire e a distribuire le ricchezze e le risorse di ciascuno e del pianeta in modo armonioso, semplice, pacifico, gratificante, gioioso, funzionale, divertente. Così le sei sporte dell’umanità, quelle della miseria, dell’oppressione, si sono riempite a dismisura. L’umanità si è liberata delle dolcissime mani di Gesù, e così è diventata schiava delle catene di qualcun altro. L’umanità si è liberata della Parola di Gesù, e così si è lasciata ingannare dalle parole di qualcun altro. L’umanità si è liberata dell’amore di Gesù, e così si è sentita sola, disperatamente sola, sola della solitudine di qualcun altro. L’umanità si è liberata della provvidenza premurosa di Gesù, e così si è lasciata schiacciare e opprimere dalle attenzioni letali di qualcun altro. Così le sei sporte dell’umanità, quelle dell’indigenza, della fame, della desolazione, si sono riempite a dismisura.
L’umanità si è liberata della terapia salvifica e sanante di Gesù, e così si è sottoposta alle cure di qualcun altro che l’ha resa ammalata cronica, incurabilmente sfinita, permanentemente ferita. L’umanità si è liberata dell’abbraccio consolatore e difensore di Gesù, e così ha conosciuto l’essenza della disperazione e della paura e l’apoteosi della tristezza e del conflitto. L’umanità ha ritenuto una scelta intelligente e vantaggiosa liberarsi di Gesù, ma nessuna intelligenza si è aggiunta al suo capire e nessun vantaggio ha conosciuto la sua esistenza. L’umanità ha ritenuto una scelta intelligente e vantaggiosa liberarsi di Gesù ma, liberandosi di Gesù, ha allontanato da sé la propria salvezza e la propria luminosa evoluzione, e vuote sono rimaste le sporte del benessere e della pace. L’umanità ha voluto liberarsi per sempre di Gesù, ma Gesù non vuole affatto liberarsi dell’umanità e, con pazienza infinita, desidera accompagnare ancora una volta i suoi figli in cima al monte della sua compassione, dove tutti da lui possono essere guariti e sanati nello spirito, nella psiche e nel corpo e saziati dei doni della sua pienezza. Gesù non desidera liberarsi dell’umanità, desidera anzi donare a tutti i suoi figli le sette sporte piene della sua pace e della sua gioia. Ma le sette sporte della pienezza della pace e della gioia, che Gesù desidera donare all’umanità, sono piene di tutti i doni che i figli di questa generazione sono stati disposti con umiltà, intelligenza, coraggio, amore, dedizione a mettere in gioco per il bene dell’umanità senza pensare al prestigio, all’avidità, al potere, sono piene dei doni che Gesù può moltiplicare fino all’orlo.

Questa sezione presenta quotidianamente il Vangelo del Giorno accompagnato da una riflessione, insieme all'antifona e al Salmo corrispondente, che in alcuni particolari periodi dell’anno liturgico potranno essere musicati e cantati. Ogni giorno potrai vivere la Parola, leggerne il commento e scaricare tutto in formato PDF dalla sezione sinistra del sito.