Mangiare ... Letteralmente

Mangiare

Letteralmente è scritto: donate [greco: dìdomi] voi a loro di mangiare [greco: esthìo]. Non è scritto di dare il cibo (sostantivo), ma di dare l’azione del mangiare (verbo). Tra le ali dei due verbi, dare e mangiare, è racchiuso tutto quello che Gesù chiede ai suoi discepoli di fare affinché l’umanità possa vivere nel pieno e reale benessere, in salute, libera, nella gioia e nella pace.
Il verbo greco del “dare” è dìdomi, “dono, do, affido, presto, pago, rendo; permetto, assicuro, garantisco; consegno, do in premio”. Origina dalle due radici indoeuropee do, “offrire”, e dhe, “porre”, che vanno ricondotte entrambe alla stessa, antichissima base riscontrabile nel latino condo, “pongo insieme, fabbrico, produco”, a sua volta dall’accadico nadu, “porre, concedere, fondare, dare”. Il verbo aramaico corrispondente yàv significa “dare, consegnare” ma anche “permettere, concedere, offrire”.
Il verbo greco del “mangiare” è esthìo, “mangio, mi nutro”, etimologicamente è l’ammollirsi del cibo nella bocca. L’azione del mangiare è l’azione basilare di conservazione della vita, allo stesso tempo il mangiare caratterizza le gioie della vita, simboleggia la festa, la condivisione, il godimento e l’abbondanza smisurati.
Questo aveva chiesto di fare Gesù ai suoi discepoli per il bene totale dell’umanità: offrire, donare, dare all’uomo da mangiare. Gesù aveva chiesto ai suoi discepoli di dare da mangiare all’umanità tutto quello che le era indispensabile per vivere nel pieno benessere e nella felicità. I discepoli di Gesù dovevano dare da mangiare all’uomo la sapienza e l’intelligenza della sua Parola, la rivelazione del volto incarnato di Dio, che in Gesù era venuto a visitare il pianeta terra per salvare e sanare tutti gli uomini, la conoscenza inscritta nelle procedure del vangelo, indispensabili per liberare l’uomo dall’ignoranza, dalla paura. I discepoli di Gesù dovevano dare da mangiare all’uomo tutto quello che è essenziale per liberare l’uomo da ogni schiavitù, sottomissione, dipendenza, tutto quello che è basilare conoscere per realizzare, nella pace e nel benessere, tutti i desideri del cuore ispirati dallo Spirito Paraclito. I discepoli di Gesù dovevano dare da mangiare all’umanità la potenza, l’energia divina di Gesù stesso, sia nel segno della sua presenza eucaristica, sia nel segno della sua presenza compassionevole del perdono nella lavanda dei piedi. Gesù aveva invitato i suoi discepoli a dare da mangiare, non di mangiare, all’umanità, tutto quello che è indispensabile all’uomo per vivere nel pieno benessere, nella gioia e nella pace. Gesù aveva ispirato i suoi a offrire, a donare, a dare all’umanità, non a togliere, non a depredare, saccheggiare, razziare, rapinare, spogliare di tutto l’umanità per perseguire la sete di potere e di ricchezza. Com’è stato possibile che molti dei discepoli di Gesù non abbiano per nulla offerto e dato da mangiare all’umanità ma, stravolgendo il mandato di Gesù, abbiano usato il loro potere per sbranare, dilaniare, divorare, squartare la bellezza, la grazia, la libertà, la dignità, la divinità dell’umanità stessa, per pasteggiare con i suoi resti nell’orrendo banchetto del dominio? Perché l’hanno fatto? Perché hanno tradito Gesù e l’umanità in questo modo? Perché, guardando l’umanità, guardando gli uomini ridursi a vivere come pecore che non hanno pastore, costoro, pur definendosi discepoli di Gesù, non hanno mai provato  ciò che muove i passi, le parole, il cuore, le mani di Gesù: la compassione. Sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. La compassione è l’energia divina che permette ai discepoli di Gesù di essere fedeli al suo mandato, di essere al servizio dell’umanità e non di servirsene per i propri scopi e interessi personali. Se i discepoli di Gesù, con l’energia della compassione, dessero da mangiare all’umanità tutto ciò che le è fondamentale per vivere nel pieno benessere, le assicurerebbero una grande evoluzione: e tutti, proprio tutti, potrebbero mangiare a sazietà gioia, salute, pace, amore”. E in più, com’è scritto nel testo, dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci: l’umanità, in Gesù, potrebbe vivere un benessere e un’evoluzione spirituale e tecnologica tali da avanzarne per generazioni e generazioni.

Vangelo di Marco 6,34-44

In quel tempo, 34 sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
35 Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; 36 congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». 37 Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». 38 Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».
39 E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. 40 E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. 41 Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti.
42 Tutti mangiarono a sazietà, 43 e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. 44 Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

IL FELICE INCONTRA – Bussate e vi sarà aperto, 27 e 28 marzo 2019