Dove? ... Dove si annidano

Dove?

Dove si annidano i nemici del regno di Dio che operano incessantemente per mantenere l’umanità nella più profonda ignoranza attraverso ogni sotterfugio e inganno? Dove si nascondono i figli del maligno, ostili a Gesù, che, attraverso l’inganno dell’educazione, delle consuetudini, depredano dalla nascita le nuove generazioni dei loro desideri e della loro indole spirituale, per consegnarle, svilite e svuotate, all’addestramento sociale e culturale, al controllo politico, alle catene delle morali e delle religioni, alla schiavitù dei sistemi economici? Dove abitano i servi del Male che, anche senza saperlo, odiano il messaggio evangelico tanto da sostituirlo così facilmente con le abitudini familiari, le tradizioni popolari, le usanze morali, il dominio, il controllo, il galateo, l’etichetta, il cerimoniale? Dove albergano i braccianti di Satana, che hanno come unico obiettivo, nella mente e nel cuore, di colpire ed eliminare coloro che desiderano seguire e servire Gesù e la conoscenza del vangelo, allontanando dal cuore delle nuove generazioni ogni desiderio e sogno che non sia di ambizione, competizione, successo, conflitto? Dove sono impegnati i dipendenti del diavolo che hanno il mandato di umiliare, denigrare, condannare e distruggere i profeti di Gesù, chiunque ricerchi, con cuore sincero e passione infinita, nuove vie per la conoscenza e la comprensione, nuove strade per il benessere dell’umanità, con l’utilizzo di energie pulite e rinnovabili, alternative, gratuite e naturali, per la salute e la guarigione dell’uomo, nuovi sistemi educativi rispettosi dell’individuo, della sua regalità e nobiltà? Dove si mimetizzano gli impiegati di Belzebùl che vivono unicamente per legittimare il male, rendere legale l’ingiustizia, rendere costituzionale la rapina, istituzionalizzare il furto, avvalorare il saccheggio? Dove lavorano gli operai dell’inferno, che sottomettono gli uomini con la scusa di offrire loro sicurezza, che devastano la terra con la scusa di onorare il progresso, che innescano guerre e distruzione, violenza e sopruso, con la scusa di voler portare democrazia e libertà? Dove regnano gli astuti signori del regno della morte che, usando l’amplificazione autorevole del tempio politico e religioso, hanno persuaso i popoli ad ascoltare la loro voce come fosse la voce di Dio? Dove si celano e con che voce parlano i lupi rapaci che porteranno al fallimento totale le nazioni, così che i popoli perderanno tutto, fino a essere ridotti a non avere più nulla da perdere e, quindi, essere pronti alla guerra?
Con queste parole Gesù non vuole fare una semplice predizione della persecuzione che piomberà sulla testa a tutti coloro che decidono di servire il regno di Dio e di seguire il vangelo. Gesù, con queste parole, non solo rivela ai suoi discepoli che saranno perseguitati, ma anche indica loro dove si annida e si anniderà l’operaio di Satana, pronto a colpire i discepoli del vangelo. Gesù, con queste parole, rivela ai suoi discepoli che il male c’è, esiste e fa parte di un progetto di Satana ben preciso, pensato, calcolato. Gesù, con queste parole, rivela ai suoi discepoli dove si possono annidare gli amici del Maligno, i suoi figli, i suoi servi, braccianti, dipendenti, impiegati, operai. Gesù, con queste parole, rivela ai suoi discepoli una verità difficile da accettare, la verità secondo cui molti degli operai, dei braccianti, dei servi di Satana sono alle dipendenze di Satana senza saperlo e senza volerlo. Sono alle dipendenze di Satana perché accettano, come via della vita, la via dei loro genitori, della tradizione, dell’educazione appresa. Accettano, come via della luce, la via della consuetudine acquisita, la via delle abitudini morali, standardizzate e omologate. Accettano, come via della felicità e del benessere, l’addestramento del mondo, i sistemi politici precostituiti, le convinzioni scientifiche, le convenzioni culturali. Gesù, con queste parole, rivela ai suoi discepoli che il nido e il terreno del male sono spesso nascosti dove l’uomo non si aspetterebbe mai, nei luoghi destinati al rispetto della giustizia, nelle istituzioni volute per difendere la libertà e la dignità dell’uomo, nelle morali pensate per il bene del corpo e dello spirito, nelle relazioni familiari, nei rapporti parentali, nei cordoni ombelicali.
Gesù, con queste parole, rivela ai suoi discepoli che è fondamentale per loro e per la loro felicità perseverare, perseverare, perseverare. Perseverare senza pausa, senza paura, senza timore, senza tensione, senza un dubbio. Perseverare con amore, con umiltà, con mitezza, senza mai, mai entrare in conflitto con nessuno. Perseverare a ispirare l’umanità attraverso la conoscenza del vangelo, perché sia pronta. Pronta a che cosa? Gesù lo dice: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo.

Vangelo di Matteo 10,16-23

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «16 Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
17
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18 e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 19 Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: 20 infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
21
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. 22 Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
23
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».