Dodici ... Il numero 12

Dodici

Il numero 12 ha una grande rilevanza e importanza in tutta la bibbia. Il 12, composto dal primo e il secondo numero della serie numerica, contiene un grande valore simbolico.  Rappresentando l’universo nella sua complessità interna spazio-temporale, indica il numero della totalità originaria, un simbolo del modello cosmico comprensibile alla mente umana. 12 indica la pienezza dell’anno solare, del giorno e della notte. Moltiplicando i 4 punti cardinali per i 3 livelli dell’esistenza, inerzia, movimento, equilibrio, si ottiene il numero della completezza, della pienezza, della totalità: 12. 12 rappresenta anche il numero dell’elezione della scelta evolutiva. 12 sono i figli di Giacobbe, da cui nascono le 12 tribù d’Israele, 24 sono le classi sacerdotali, 12 più 12. Ezechiele immagina la nuova Gerusalemme come una grande città muraria con 12 porte di accesso. 12 porte per far entrare le 12 tribù d’Israele, perché possano riunirsi al cospetto di Dio, così come 12 sono le comunità cristiane nate dai 12 apostoli, le comunità del nuovo popolo di Dio. In tutta la Parola di Dio il 12 è segno della totalità, della completezza, della pienezza, dell’interezza che si raggiunge lasciandosi scegliere da Dio. L’elezione di Gesù è un’elezione che segna sempre un passaggio da un piano ordinario, convenzionale, a un piano superiore, sacro.
Gli apostoli di Gesù sono stati eletti e riempiti di potenza dal Santo Paraclito, sia perché potessero compiere personalmente un salto, un salto evolutivo, una crescita spirituale, una trasformazione interiore completa e integrale, sia per avere la forza di realizzare il loro compito: contagiare l’umanità con la gioia e l’amore di questa radiosa e meravigliosa trasformazione interiore e integrale. I 12 apostoli non sono solo stati scelti da Gesù ma sono stati trasformati, sono stati guidati verso un passaggio evolutivo, verso un balzo di illuminazione, una trasformazione intellettuale e spirituale, affinché a loro volta potessero ispirare l’umanità a compiere tale trasformazione.
Gesù, quando sceglie un uomo, una donna, lo fa per proporre a quell’uomo, a quella donna un salto evolutivo, per sospingerlo con amore verso un piano più elevato, più illuminato, più amante e, in nome di questa evoluzione, consegnare a lui, a lei il compito di guidare e ispirare, con amore e mitezza, i suoi fratelli a fare altrettanto, per il bene e il benessere di tutta l’umanità.
Attraverso i 12, primi apostoli, Gesù ha voluto creare un nuovo popolo, un popolo libero e intelligente, mite e dal cuore carico di amore, capace di rinnovare, con la forza dello Spirito Paraclito, la faccia della terra e dell’umanità.

Vangelo di Matteo 10,1-7

In quel tempo, 1 chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
2
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; 3 Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; 4 Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
5
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; 6 rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. 7 Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».